E-HEALTH

Intelligenza artificiale contro il Covid, Almawave dà il via al progetto RicovAI-19

Avviata nelle Marche la sperimentazione per la diagnosi da remoto che punta a ridurre al minimo le presenze in pronto soccorso. E il modello è replicabile per altre patologie

Pubblicato il 08 Apr 2021

Sandei Almawave RicovAI-19

Almawave ha presentato RicovAI-19, progetto per la sanità innovativa avviato in queste settimane nel territorio comunale di Offagna (AN), grazie alla collaborazione tra Ospedali Riuniti di Ancona, Università Politecnica delle Marche, Asur Marche e le società Vivisol e Aditech. Si tratta di uno studio pilota di fattibilità (non-farmacologico interventistico) e di una sperimentazione clinica in cui l’intelligenza artificiale supporta concretamente, a più livelli, pazienti, medici e ospedali nella complessa sfida del contrasto alla pandemia da Covid-19. In prospettiva il progetto è applicabile alla diagnosi e prognosi di altre patologie e propone un possibile nuovo modello per la sanità territoriale.

Valutazioni a distanza con smartphone e app

Le tecnologie di Ai sviluppate per questo progetto da Almawave consentono di analizzare in tempo reale molteplici parametri clinici dell’utente positivo o con sintomi da Covid (temperatura corporea, pressione arteriosa, saturazione dell’ossigeno e frequenza respiratoria), di calcolare il cosiddetto indicatore di stabilità clinica e di trasmettere i risultati tempestivamente ai medici.

Quest’ultimi, a distanza, effettueranno tutte le successive valutazioni, la diagnosi e la prescrizione di eventuali cure ed iniziative idonee alla gestione di ciascun caso. Il sistema di e-health sfrutta un dispositivo portatile abbinato a un cellulare e a un’app dedicata. Le strumentazioni sono messe a disposizione dei pazienti gratuitamente, grazie agli investimenti effettuati da Almawave e alla collaborazione degli altri partner.

Un nuovo modello di sanità

RicovAI-19, oltre a ridurre gli accessi ai pronto soccorso, si pone l’obiettivo di ripensare l’assistenza medica da remoto e in generale il modello di sanità sul territorio.

“L’intelligenza artificiale è pronta a confermarsi un alleato strategico per le nostre vite, a maggior ragione in un contesto come quello attuale”, ha detto Valeria Sandei, amministratore delegato di Almawave.Dopo anni di impegno, ricerca e investimenti in tecnologie evolute da applicare anche all’ambito sanitario, siamo soddisfatti di poter essere parte fondamentale di una sperimentazione clinica pilota concreta come RicovAI-19. Il lavoro fianco a fianco tra i nostri tecnici ed un professionista della sanità come il professor Marco Mazzanti, direttore scientifico dello studio, ha consentito di mettere a punto un sistema innovativo, capace di integrare perfettamente le evoluzioni del mondo scientifico e tecnologico con le esigenze della sanità territoriale. Concretamente – ha illustrato Sandei – un sensore rileva più valori del paziente sintomatico, quali la temperatura corporea, la pressione arteriosa, la saturazione dell’ossigeno: questi vengono comunicati ad un’apposita app. Il motore di Ai di Almawave, in tempo reale, interpreta tutti i dati e le informazioni, calcolando l’indicatore di stabilità clinica e rendendolo disponibile ai medici, a cui spetteranno azioni cliniche, terapeutiche e valutazioni costruite sulle esigenze di ogni singolo paziente. Siamo convinti che nel prossimo futuro questo modello possa applicarsi ad ambiti molteplici della sanità, offrendo un valore sempre più strategico a servizio del cittadino e del medico”.

Il coinvolgimento del territorio

Il progetto prevede la partecipazione da parte degli abitanti di Offagna a RicovAI-19. I cittadini maggiorenni, su indicazione del proprio medico, potranno ricevere le strumentazioni (i cosiddetti dispositivi multiparametrici) per il monitoraggio autonomo – e da casa – recandosi in un locale messo a disposizione dal Comune. Qui viene garantita una spiegazione sull’utilizzo dell’app con relativo invio dei risultati di un primo monitoraggio “test” al sistema per l’elaborazione di Almawave. La prassi, ovviamente, sarà tale nel caso in cui la condizione clinica del paziente non richieda urgenze differenti.

L’iniziativa ha già ricevuto apposita autorizzazione da parte del Comitato Etico di Ospedali Riuniti di Ancona. La sperimentazione avrà durata complessiva di 6 mesi, ma fornirà fin da subito risultati utili a medici e ricercatori.

L’Ai come supporto, il medico resta centrale

“Tra gli obiettivi dello studio scientifico pilotadice il dottor Marco Mazzanti, direttore dcientifico di RicovAI-19, già in prima linea nei reparti degli ospedali Barts Heart Centre di Londra e Riuniti di Ancona ed impegnato su ulteriori fronti di attuazione dell’Ai Health con Almawave – vi è quello di monitorare l’appropriatezza dell’accesso ospedaliero, perché avvenga solo quando è necessario, oltre ovviamente a quello di capire quanto l’intelligenza artificiale possa essere utile a monitorare lo stato di salute dei pazienti”.

Secondo il dottor Mazzanti, infatti, “nello studio di fattibilità sarà proprio il medico a supervisionare l’applicativo di Ai, confermando il dato e verificando di persona la qualità degli indicatori predittivi forniti dallo stesso sistema. Il procedimento, che mette in relazione il sistema informatico di supporto alle decisioni con la supervisione del medico, permette un incremento dell’accuratezza della cura. Il medico – conclude Mazzanti – è così in grado di seguire, contemporaneamente, la condizione clinica di più pazienti, focalizzando l’attenzione sui più critici. In questo modo si avvia un coordinamento virtuoso tra il territorio, l’ospedale di riferimento e il medico, che resta la punta di diamante a servizio della comunità. Una collaborazione resa possibile dalla facilità di utilizzo degli applicativi digitali messi a punto da Almawave affinché RicovAI-19 sia un sistema utile, attendibile e facilmente utilizzato dal cittadino”.

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