La connessione Internet veloce è oggi un fattore determinante per le aziende che vogliono avere sbocchi verso mercati più ampi. Eppure, i titolari di partita Iva che desiderano usufruirne devono accontentarsi di soli 20 Mbps di velocità.
Ricorre a questa scelta “obbligata” l’82,6% dei professionisti e delle piccole aziende che, tra gennaio e ottobre, ha effettuato una comparazione sulle tariffe voce e connessione adsl sul portale online SuperMoney, unico sito in Italia accreditato Agcom per il confronto delle offerte di telefonia.
Il campione considerato (circa 10mila utenti) opta per questo tipo di connessione, in adsl o in fibra ottica. Solo l’11,3% può invece sottoscrivere un contratto per internet superveloce, ovvero con la connessione a 100 Mbps in fibra ottica.
Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio SuperMoney in Italia c’è ancora chi è costretto ad avere una connessione a 10 Mbps o a 7 Mbps, rispettivamente l’1,7% e il 3,9% del campione.
Il problema non riguarda i costi di attivazione, ma l’assenza dell’infrastruttura. Sul territorio italiano la fibra ultraveloce è presente solo in alcune grandi città. Roma, Milano, Torino, Genova, Bari, Bologna, Ancona, Como, Padova, Reggio Emilia, Pescara, Napoli e Palermo sono coperte da Fastweb, mentre la concorrenza di Telecom Italia, Vodafone, Infostrada al momento si limita al capoluogo lombardo.
“Come si può pensare di rilanciare l’attività delle imprese italiane se queste non possono contare neanche sull’infrastruttura necessaria per lavorare nel contesto del 2013? – afferma Andrea Manfredi, amministratore delegato di SuperMoney – Digitalizzazione, cloud, e-commerce: il modo di fare impresa non è più quello di una volta. Per restare competitivi a livello nazionale e internazionale bisogna sfruttare al massimo le potenzialità di Internet: senza banda larga è impossibile, operatori e istituzioni non possono non tenerne conto”.