IL PAPER

Internet a rischio frammentazione, traballa il “modello Silicon Valley”

Nella geopolitica del World Wide Web si stanno definendo i confini delle nuove aree di influenza. Ecco come secondo gli esperti i Governi e le strategie economiche possono far saltare l'”apertura” di un ecoambiente con standard e governance condivisi

Pubblicato il 12 Dic 2018

internet-technology_259540133

Visto sotto la lente della geopolitica Internet non è affatto uno solo, e nemmeno un duopolio Usa-Cina, bensì diviso in quattro diverse forme e aree di influenza, di cui una creata dall’Europa. Lo scrive sul Financial Times Wendy Hall, Regius professor of computer science della University of Southampton, riprendendo un paper pubblicato insieme al collega Kieron O’Hara.

“Internet è un delicato e complesso sistema fatto di hardware, software, protocolli, standard, organizzazioni, database, sicurezza, telecomunicazioni e altro ancora”, scrive la professoressa Hall, una dei massimi esperti mondiali di società dell’informazione. “Non si tratta solo di un sistema tecnico ma sociale, una stretta interazione cui partecipa metà della popolazione mondiale. Internet influenza la società, la società influenza Internet”.

Anche se qualche studioso ha parlato di “splinternet”, un Internet spaccato in due tra Stati Uniti e Cina, secondo Hall e O’Hara ci sono quattro modelli di Internet, perché quattro sono le ideologie particolarmente influenti oggi nel mondo: sono state adottate a livello governativo e godono quindi di risorse per essere implementate e per sostenere e vendere la loro visione e le loro tecnologie a paesi “alleati”.

Questi quattro Internet coesistono in una pace apparente e ospitano persino un sistema parassita, scrive la Hall. Non sono affatto in equilibrio e potrebbero ridursi a uno o due dominanti, con impatti sulla politica, l’economia e la società.

Internet si basa su due requisiti tecnici: decentramento (non è di nessuno e tutti possono partecipare) e identificazione (tramite l’indirizzo Ip)”, argomenta la Hall. L’Internet numero uno è dunque quello della Silicon Valley, l’open Internet. A causa del sistema di identificazione è però stato colpito da due ‘piaghe’: violazioni della privacy e fake news. Di qui la nascita di un secondo Internet: partorito a Bruxelles, è basato sulle regole. Un “Internet borghese”, secondo Hall-O’Hara.

C’è poi un “Internet commerciale”, sostenuto innanzitutto dall’amministrazione di Donald Trump: premia l’innovazione ma fondata su sorveglianza e oligopolio – un modello opposto a quello dei colossi della Silicon Valley.

E poi c’è la Cina. Il quarto Internet è quello “autoritario” propagandato da Pechino, che usa la tecnologia per controllare e influenzare l’interazione sociale e gestire la sicurezza, la coesione sociale, la salute, i trasporti, i cambiamenti climatici e altro ancora.

Non va dimenticato il ‘parassita’ dei quattro Internet, ovvero “gli anarchici dell’hacking alleati dei nazionalismi paranoici che usano Internet per diffondere la sfiducia. E’ il troll di tutti gli Internet, non importa quale”.

Tutti i governi vogliono usare Internet per esiti positivi, “fare del bene” con la tecnologia, nota la Hall. Gestire la società può tuttavia trasformarsi in assoggettamento. Internet libero e aperto potrebbero diventare un clamoroso fallimento e la tecnologia dell’intelligenza artificiale rende il problema urgente. “Sono assolutamente convinta che l’AI sia una tecnologia positiva”, scrive la Hall, “ma gli algoritmi di AI sono alimentati dai dati raccolti sul web”, ovvero nei quattro sistemi mondiali di Internet, che sui dati hanno atteggiamenti ben diversi.

Nell’Internet europeo, infatti, i dati sono fortemente regolati; in quello americano lo sono molto meno e ciò beneficia il settore privato. Ma il rischio, secondo la Hall, è che vinca il modello della Cina, dove le aziende private seguono da vicino i dettami del partito di governo. Pechino apprezza alcuni aspetti dell’open Internet (comunicazioni dei cittadini al governo tramite i social), ma non instaura una vera conversazione. “Non è una tesi anti-Pechino”, chiarisce l’esperta. “Pechino ha tutto il diritto di regolare il suo paese come vuole e ogni stato trova attraente almeno qualche aspetto dell’Internet autoritario”. Ma la salute di Internet dipende dalla sua capacità di “mettere le persone al primo posto e rispettare le differenze” e la ricchezza di società, culture, idee, opinioni, conclude la Hall. “Dobbiamo riconoscere il valore di questa diversity e lavorare per assicurarci che gli standard restino aperti e la governance conforme a principi comuni”.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati