IL MERGER

Ipotesi Borsa per la “nuova Timb”

L’assemblea dei soci di Ti Media conferma Salvemini, De Maio e Peluso nel cda. Approvato il bilancio 2013: perdita per 132 milioni

Pubblicato il 10 Apr 2014

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Telecom Italia Media sta valutando diverse ipotesi per riuscire a valorizzare la nuova Timb, newco che prenderà forma dall’aggregazione di Timb e Rete A per gestire cinque Mux. Tra le ipotesi, l’ingresso nel capitale di un partner finanziario o industriale e lo sbarco in Borsa. Lo ha spiegato il Presidente di Ti Media, Severino Salvemini(nella foto), a margine dell’assemblea della società. “Al momento non abbiamo opzioni particolari allo studio”, ha infatti affermato Salvemini, ricordando che “nel contratto siglato con il gruppo L’Espresso si parla espressamente di “valorizzare sul mercato”, e per farlo ci sono modalità diverse: accettare l’offerta da parte di fondi d’investimento, collocarla in Borsa, utilizzare TiMedia come scatola e via dicendo. Tutte opzioni che verranno prese in considerazione in futuro”.

A chi gli domandava un commento sulle recenti indiscrezioni relative a un possibile interesse di F2i finalizzato all’ingresso nella partita, Salvemini ha spiegato che Telecom Italia Media “ha una storia da questo punto di vista, poiché Timb era già stata messa in un contest insieme a La7 e a Mtv, ed era stata quindi già messa sul mercato. Immaginiamo pertanto che chi aveva avanzato manifestazioni di interesse potrebbe essere ancora interessato. Ma carotaggi di interessi specifici non ce ne sono stati”. Sebbene Telecom Italia Media non abbia mai dato disclosure in merito alle manifestazioni d’interesse pervenute, tra i nomi che venivano riferiti con maggiore insistenza dagli organi di stampa figurava anche il fondo guidato da Vito Gamberale.

In occasione dell’assemblea Salvemini ha commentato l’operazione con L’Espresso. “Non possiamo non commentare l’operazione d’integrazione sottoscritta ieri. Rappresenta il tassello finale di un percorso complesso e pieno di passaggi non facili che sono stati intrapresi a partire dall’esercizio 2012 per il risanamento del gruppo e delle ingenti perdite accumulate negli anni. E’ stata avviata una forte opera di razionalizzazione dei costi di gruppo e parallelamente di cessione delle attività in perdita e di valorizzazione delle attività infrastrutturali di Timb“.

Il merger, ha aggiunto Salvemini, “conclude un lungo percorso negoziale iniziato nello scorso ottobre con la firma d’intenti. Dopo approfondite analisi, il cda ha convenuto che la soluzione migliore fosse procedere a una combinazione con una società con un business analogo, ossia Rete A. Nasce il principale operatore di rete indipendente in Italia, leader di mercato, forte di un’offerta ampia e differenziata, che saprà inoltre beneficiare di importanti sinergie in termini di costi e di efficienze. Si tratta di un’operazione con forte valenza industriale, che consentirà di gestire al meglio la realtà derivante dall’integrazione”.

”A Ti Media rimangono i mux (multiplex,infrastrutture di rete ndr), che rappresentano la parte più interessante e gestita meglio in questo momento. La societa’ sa far bene questo mestiere, mentre la parte televisiva evidentemente non lo era e ha fatto bene a dismetterla – ha chiarito – ‘Timb, l’asset rimasto, ha un reddito positivo: le aspettative di chiusura delle perdite dovrebbero vedere risultati concreti nel bilancio 2014”.

Il manager ha poi annunciato che Ti Media indicherà “l’Ad che sarà Paolo Ballerani, mentre a L’Espresso spetterà indicare la presidenza”.

“La riduzione capitale – ha aggiunto Salvemini – è il primo passo di un percorso che dovrà essere condiviso con l’azionista di maggioranza. Una volta concluso il processo d’integrazione si avrà sufficiente visibilità per valutare possibili esiti in merito alla valorizzazione di Timb”. Salvemini ha concluso ringraziando Telecom italia per aver contribuito “a rafforzare Telecom Italia Media rinunciando a crediti per complessivi 300 milioni di euro nell’ultimo quinquennio”.

L’operazione, ha spiegato Salvemini, “è correlata alla situazione patrimoniale della società”, che nel quinquennio 2009-2013 “ha registrato perdite cumulate per oltre

600 milioni riconducibili al settore televisivo. La scelta di uscire dal settore è stata molto meditata e la giudichiamo una decisione ben presa. Rivendico con forza la convinzione di aver operato nell’interesse della società – ha detto – tenendo conto anche dell’indicazione dell’azionista di riferimento di non voler più sostenere finanziariamente il dispendioso business televisivo. Perdurando al 31 dicembre 2013 la stessa situazione, non ci è sembrato opportuno richiedere nuove risorse agli azionisti – ha spiegato Salvemini – ma chiedere solo all’assemblea di abbattere il capitale sociale, primo passo di un percorso che dovrà essere condiviso con l’azionista di maggioranza”.

L’assemblea di Telecom Italia Media ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione che si riunirà già domani per il conferimento degli incarichi societari. Confermati l’attuale presidente, Severino Salvemini, Adriano De Maio e Piergiorgio Peluso, direttore finanziario di Telecom Italia, controllante di Ti Media. L’assemblea ha inoltre approvato il bilancio relativo al 2013.

Il bilancio 2013, approvato con il 99,87% del capitale, è stato archiviato con una perdita di 132 milioni di euro, in miglioramento rispetto al passivo di quasi 241 milioni registrato nell’anno precedente. Per quanto riguarda il rinnovo del cda, completano il board a nove membri Massimo Bergami, Chiara Della Penna, Lorenzo Gorgoni, Valeria Lattuada, Paolo Schwizer e Giuseppe Soda. Nella parte straordinaria, infine, gli azionisti hanno approvato la riduzione del capitale sociale per le perdite che, cumulate al 31 dicembre 2013, erano pari a poco meno di 200 milioni di euro.

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