MEDIA

L’inarrestabile corsa dell’Ultra HD. La leva del satellite

Piattaforma satellitare la più idonea alla trasmissione di contenuti in “super” alta definizione per il 42% degli addetti ai lavori. Claudia Vaccarone (Eutelsat): “La questione non è più se l’Ultra HD diventerà mainstream, ma quando”

Pubblicato il 31 Mag 2017

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Parallelamente alla diffusione di schermi di ultima generazione, cresce la domanda di alta definizione da parte del pubblico televisivo italiano. E la risposta arriva soprattutto dal satellite dove si registra un continuo aumento del numero di canali che passano all’HD. Tanto che Eutelsat ha diffuso una nota in cui afferma che l’alta definizione sta diventando un concetto “pop” nel nostro paese.

Ma cosa succede? Su un totale di circa 350 canali italiani trasmessi su Hotbird, quelli in HD sono circa 100. Un trend in ascesa anche sul settore free, dove nell’ultimo periodo sono arrivati 6 canali in alta definizione: una new entry e cinque upgrade dall’SD. Se si considera che i nuovi canali HD sull’intera flotta sono stati 16 (i canali complessivi sono più di 1.000), è evidente che il caso italiano comincia a farsi notare, Intanto, in attesa di sviluppi nella gestione dell’etere italiano, alla luce della cessione della banda 700, c’è un altro ambito che vede il satellite in pole a livello planetario: quello dell’Ultra HD.

Secondo il rapporto Video Industry 2016 di Eutelsat, appena pubblicato, il 42% degli addetti ai lavori intervistati (provenienti da 38 paesi) considera la piattaforma satellitare maggiormente idonea per veicolare l’Ultra HD. Mentre il 17% indica la fibra. Una scelta che evidentemente riflette ragioni strutturali, particolarmente stringenti nel caso della trasmissione di segnali esigenti come quelli Ultra HD.

“Il satellite – precisa Claudia Vaccarone, direttrice Studi di mercato & customer experience di Eutelsat – è la tecnologia più efficiente per raggiungere un’audience più vasta possibile con un segnale stabile e una copertura che continua a superare i limiti delle piattaforme terrestri”. Inoltre, la tecnologia è nell’agenda del 66% degli operatori mondiali coinvolti nell’indagine i quali stanno già fornendo servizi Ultra HD o che prevedono di lanciarli nei prossimi 5 anni. “La questione – aggiunge Vaccarone – non è più se l’Ultra HD diventerà un servizio mainstream, ma piuttosto quando. Oggi – prosegue – sappiamo che degli 84 canali e servizi in Ultra HD lanciati in tutto il mondo, la metà sono trasmessi via satellite e l’altra metà distribuiti ai telespettatori per via terrestre principalmente via streaming o IPTV”.

Guardando al futuro, l’indagine analizza i modelli di business al vaglio dei player per sfruttare al meglio l’esperienza ‘immersiva’ consentita dall’Ultra HD. Un canale lineare a pagamento via broadcast oppure un servizio via streaming si piazzano in testa. Due opzioni considerate valide dalla stragrande maggioranza degli intervistati (intorno al 90%) nell’arco dei prossimi tre anni quando anche il Digitale Televisivo Terrestre viene giudicato fattibile (44%).

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