“L’Italia che innova”: Puglia in pole sull’e-commerce

Il report EY presentato a Bari: “Nella Regione vendono online il 13,3% delle imprese contro il 9,95% della media nazionale. Ma c’è ancora un deficit di skill digitali”. L’Ad per l’Italia Donato Iacovone: “Fare sistema con cittadini, atenei e PA”

Pubblicato il 04 Mar 2016

La Puglia, pur segnando un “ritardo” nell’utilizzo e nella conoscenze delle tecnologie informatiche, si distingue per la sua capacità di “crescere” e “connettersi”, riuscendo a superare la media italiana nel numero di imprese che vendono online: 13,3% contro il 9,95%. Il livello di digitalizzazione delle imprese pugliesi testimonia “un buon avanzamento della Regione verso l’utilizzo di tecnologie informatiche nel proprio business e una forte spinta alla crescita competitiva grazie anche alla nascita di imprese innovative”. Nel contempo è “discreta” la performance nell’incentivare l’innovazione digitale”, grazie anche ai “buoni risultati ottenuti nel campo scolastico per la diffusione e utilizzo di strumenti e organizzazione didattica innovativi, dalla buona diffusione di dispositivi digitali nelle famiglie e dal contributo fornito dalla spesa pubblica in materia di finanziamenti in favore della digitalizzazione”. E’ quanto emerge dal report dell’osservatorio sullo stato dell’innovazione digitale nella Regione realizzato da EY per Confindustria in occasione della seconda tappa del roadshow “Viaggio nell’Italia che innova”, che è sbarcato oggi a Bari per la sua seconda tappa dopo quella inaugurale di fine novembre a Bologna.

In Puglia oltre l’80% dei laboratori delle scuole ha una connessione internet e il 60% è dotato di lavagne luminose. Un valore, sottolinea lo studio, anche in questo caso “superiore alla media nazionale”. La Regione, dunque, compensa l’assenza di competenze digitali di base in Italia che, in questo ambito, si piazza al 24/mo posto in Europa. Tuttavia, nonostante il 90% delle imprese pugliesi abbia almeno un Pc, meno di un terzo degli addetti lo usa. E anche nella innovazione di prodotto e processo la Puglia mostra una situazione di “complessiva debolezza”. Performance “decisamente positive” si registrano invece sulla capacità delle imprese di stare sul mercato con un tasso di natalità (8,96%) e di sopravvivenza (53,5%) “in linea con la media italiana”.

Le Pmi, di cui vive il Paese, devono sfruttare la finestra oggi offerta dal digitale. Facciamo un esempio in un settore tipico della Puglia come la produzione e il commercio agroalimentare: la vendita della frutta su e-commerce può sembrare un vezzo per chi non vuole muoversi di casa. In realtà, se la vendita on line raggiungesse il 30% del totale del mercato della frutta, cambierebbe tutta la filiera, rivoluzionando così il modello di business”. Lo ha detto Donato Iacovone (nella foto), amministratore delegato di EY in Italia, durante il suo intervento nella tappa di Bari del Roadshow “viaggio nell’Italia che innova”, organizzato dal Sole24ore e Confindustria in collaborazione con Ey, in cui è stato presentato il report dell’osservatorio sullo stato dell’innovazione digitale nella Regione. L’iniziativa è alla sua seconda tappa, dopo la partenza di fine novembre a Bologna.

“Questa Regione oggi è ancora indietro sull’innovazione digitale, ma esprime una grande vitalità imprenditoriale – prosegue Iacovone – settori tra i quali il turismo, la meccatronica, l’agroalimentare e il farmaceutico stanno avendo risultati significativi. L’obiettivo anche in Puglia è fare sistema per coinvolgere non solo le imprese, ma anche i cittadini, le Università e la PA per cogliere le opportunità dell’innovazione digitale”.

“L’Osservatorio sull’Innovazione Digitale, realizzato da EY insieme a Confindustria – prosegue Iacovone – è uno strumento prezioso perché permette di fotografare la potenzialità economica e la tendenza all’innovazione digitale del Paese e rappresenta una cartina di tornasole nella misurazione della capacità specifica di un territorio, così da permettere di individuare le azioni concrete da realizzare. In sintesi, quello che vediamo è che l’Italia può vantare un know-how e una capacità creativa unici e una preparazione tecnica di alto livello, ma purtroppo l’innovazione nel nostro Paese risente, ancora oggi, dell’incapacità di fare sistema e si scontra con la difficoltà delle imprese di cogliere appieno le opportunità offerte dal digitale. In un’era in continua evoluzione – conclude l’Ad di EY – dove internet ha cambiato i consumatori e i cittadini, non si può immaginare un’innovazione che prescinda dal digitale, proprio perché questi due elementi combinati generano un circolo virtuoso e pervasivo. E’ importante che le imprese modifichino le proprie strategie, creando una nuova imprenditoria, anche grazie alle start up”.

All’iniziativa hanno partecipato tra gli altri Roberto Napoletano, direttore del Sole24ore, Domenico De Bartolomeo, presidente di Confindustria Bari, Alessandro Laterza, vicepresidente Politiche per il Mezzogiorno di Confindustria, Diana Bracco, vicepresidente Confindustria per la Ricerca e l’Innovazione, Andrea Bairati, direttore innovazione ed Education di Confindustria, l’ad di Cassa depositi e prestiti Fabio Gallia e François de Brabant, senior advisor di EY. Tra i rappresentanti delle istituzioni Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Marianna Madia, ministro per la Semplificazione e la PA, il viceministro all’Economia Carlo Calenda, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e il sindaco del Comune di Bari Antonio De Caro.

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