IL MAXI PIANO

La Cina punta alla supremazia tecnologica in 15 anni. Ecco come

Pechino si prepara a varare entro l’anno l’iniziativa “China Standards 2035”. Obiettivo: rafforzamento della leadership facendo leva sullo standard-setting per reti di Tlc, ma anche per AI, cloud, IoT, blockchain e biotech

Pubblicato il 28 Apr 2020

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“China Standards 2035”: la Cina tenta un nuovo affondo per spianare la strada alla sua supremazia tecnologica varando un ambizioso piano quindicennale in cui delinea quali dovranno essere, nei piani della Repubblica popolare, gli standard globali delle tecnologie di prossima generazione. Pechino mira a consolidare il suo dominio in aree strategiche come le reti di telecomunicazione, l’intelligenza artificiale e il traffico dati controllando il processo di standard-setting, secondo gli esperti che hanno anticipato il progetto – ancora non pubblicato – alla testata Cnbc.com.

“China Standards 2035” dovrebbe essere presentato ufficialmente nel corso di quest’anno dopo una gestazione di due anni. Il piano viene visto come l’evoluzione del precedente programma “Made In China 2025”, che puntava più genericamente sulle produzioni dell’industria cinese, dalla manifattura all’hitech. Col nuovo piano diventa molto più marcato l’accento sulle tecnologie che definiranno il prossimo decennio, anche dal punto di vista del potere economico e politico.

La Cina vuole l’opportunità di definire come saranno le nuove reti Tlc e le nuove tecnologie e quale paese sarà leader, sottolinea Emily de La Bruyere, co-fondatrice della società di consulenza Horizon Advisory. Un nuovo capitolo della trade war in cui “In palio c’è la supremazia mondiale”, afferma l’esperta.

Ruolo dominante nella definizione degli standard hitech

La Cina mira, in particolare, a diventare, con le sue imprese, il paese dominante nel processo che porta alla definizione degli standard tecnologici e li rendono interoperabili su scala globale. Le grandi aziende hitech americane ed europee, da Qualcomm a Ericsson, sono finora state le protagoniste dell’attività di definizione degli standard tecnologici globali, ma il ruolo della Cina, negli ultimi anni, è fortemente cresciuto.

A marzo Pechino ha pubblicato un documento sui principali obiettivi del lavoro di standardizzazione nazionale nel 2020. Bruyere e l’altro fondatore di Horizon Advisory, Nathan Picarsic, affermano che questo documento può fornire un’idea di come sarà la versione definitive del piano “China Standards 2035”. In particolare, una sezione del piano presentato a marzo riguarda la necessità di istituire “un sistema di nuova generazione per gli standard dell’information technology e delle biotecnologie”.

All’interno di questa sezione si sottolinea l’importanza dello sviluppo di standard per Internet of Things, cloud computing, big data, 5G e intelligenza artificiale, tecnologie cruciali per il futuro che saranno alla base delle infrastrutture strategiche in tutto il mondo.

Il documento evidenzia anche la necessità che la Cina partecipi più attivamente alla definizione degli standard internazionali.

La manovra ha un doppio fine: rafforzare gli standard internamente per incentivare l’economia cinese e aumentare l’influenza della Cina nel mondo, afferma Andrew Polk, partner della società di ricerca e consulenza con sede a Pechino, Trivium China. Un funzionario di Pechino citato dall’agenzia Xinhua ha definito il piano “China Standards 2035” l’opportunità per il paese di “superare” il resto del mondo, anche perché molti brevetti e standard tecnici per le tecnologie di prossima generazione non sono ancora definiti.

Huawei ha già la leadership nei brevetti 5G

Il punto è che il ruolo crescente della Cina è già realtà e il 5G ne è la prova. Tecnologia cruciale per le telecomunicazioni, il 5G ha visto una forte partecipazione delle aziende cinesi, con Huawei in testa, alla definizione degli standard su scala globale, come sottolinea Elsa Kania, adjunct senior fellow del programma di tecnologia e sicurezza nazionale del Center for a New American Security (Cnas).

Secondo la società di analisi IPlytics esperta in proprietà intellettuale, Huawei detiene già il numero più alto di brevetti connessi col 5G, più di quelli registrati dalle rivali europee Nokia e Ericsson. Il vendor cinese ha anche attivamente partecipato alla stesura delle specifiche tecniche all’interno dell’organismo internazionale 3GPP (3rd Generation Partnership Project). La capacità di indirizzare standard e specifiche tecniche ha grande rilevanza sul piano commerciale e può favorire o sfavorire alcune aziende.

Pechino ha anche dato vita a una commissione speciale che si occupa di creare gli standard per la tecnologia blockchain di cui fanno parte, tra le altre imprese, Huawei e Tencent.

Focus primario sull’accesso ai dati

Ma il primo focus restano le reti di telecomunicazione e i software di AI, perché strettamente legati alla capacità di accedere al flusso di dati digitali.

“Le strategie della Cina sugli standard hanno a che fare la strategia di espansione dell’accesso asimmetrico ai dati da parte di Pechino”, afferma Picarsic di Horizon Advisory. “Più standard tecnici e tecnologici Pechino riesce a definire, più potrà avere accesso ai dati associati”.

Alcune norme in Cina sembrano orientate a obbligare qualunque azienda cinese a fornire al governo, se richiesto dalle autorità, collaborazione nel “lavoro di intelligence” e sono – almeno in parte – queste norme che hanno suscitato i timori degli Stati Uniti e poi di altri paesi sull’opportunità di affidare la realizzazione delle reti core a vendor cinesi come Huawei e Zte. Le due aziende e Pechino hanno sempre negato di porre alcun rischio per la sicurezza delle nazioni.

Secondo quanto ha scritto Reuters a inizio mese, l’amministrazione Trump starebbe già reagendo alzando i toni della trade war: allo studio ci sono nuove regole che limitano le esportazioni verso la Cina di alte tecnologie Made inUsa che potrebbero essere impiegate anche per utilizzi militari, in particolare in particolare componenti ottiche, attrezzature per le comunicazioni via radar e semiconduttori.

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