IL REPORT

La cultura dell’innovazione fa crescere il business a doppia cifra

Secondo un’indagine Microsoft promuovere la collaborazione basata sulle nuove tecnologie aiuta anche a trattenere i talenti

Pubblicato il 14 Nov 2019

competenze, skill, smart working

Come si evolvono i modelli di lavoro e l’approccio di manager e dipendenti alla trasformazione digitale? Il cambiamento è la nuova normalità: il 95% dei dirigenti italiani dichiara che la propria azienda è stata recentemente coinvolta in un processo d’innovazione, in primis di natura tecnologica (54%). Ma tra le sfide che le organizzazioni del nostro Paese hanno dovuto affrontare spicca l’assenza di un’adeguata cultura tecnologica (50%), seguita dalla difficoltà di un vero cambiamento culturale (35%), due istanze strategiche per il successo di qualsiasi progetto di trasformazione digitale. A dirlo è un’indagine europea commissionata da Microsoft a Krc Research e supervisionata da Michael Parke, Professor of Organizational Behavior alla London Business School, che ha coinvolto 9.113 lavoratori in 15 Paesi europei. Per l’Italia sono stati intervistati oltre 500 impiegati e 110 manager.

Cambiare la cultura nelle aziende italiane

Rispetto alla situazione italiana, sebbene le persone facciano spesso fatica ad accettare i cambiamenti, dallo studio è emerso che migliorare la cultura sul posto di lavoro può portare enormi benefici al business. Infatti, le aziende fondate su una “cultura dell’innovazione”, generalmente definita come cultura in cui si supportano e si promuovono nuove idee, hanno il triplo delle probabilità di raggiungere una crescita a doppia cifra: il 22% degli intervistati italiani delle aziende più innovative ha infatti dichiarato di aspettarsi una crescita a doppia cifra nel corso dei prossimi cinque anni, rispetto al 7% delle aziende meno innovative. Inoltre, queste aziende riescono ad attrarre e trattenere più facilmente i talenti: la maggior parte dei lavoratori di queste società (90%) intende restare in azienda, rispetto al 62% di chi lavora in organizzazioni con una cultura meno innovativa e che vede maggior turnover.

Secondo i risultati dell’indagine, il modo migliore per trasformare la cultura aziendale è cambiare le abitudini di lavoro e le modalità di relazione. Gli italiani hanno infatti dichiarato di sprecare il 59% del proprio tempo in riunioni ed email inutili, interruzioni non necessarie e ricerca delle informazioni.

Lo studio ha evidenziato come un giusto mix di tecnologia avanzata per la produttività e la collaborazione e di cultura innovativa possa contribuire notevolmente a ottimizzare i tempi, aiutando i dipendenti a dedicarsi alle attività più importanti, a concentrarsi sui propri compiti e a realizzare il proprio potenziale. Gli italiani che hanno l’opportunità di lavorare in modo più fluido e focalizzato, e di conseguenza di rendere le proprie attività più efficienti, hanno tre volte più probabilità di essere felici sul posto di lavoro (58% vs 16%).

Cosa ottengono le imprese più innovative

Dall’analisi delle aziende più innovative emerge che un fattore importante, non solo per la produttività dei dipendenti, ma anche per la crescita del business, è la possibilità di collaborare in modo semplice ed efficace con colleghi, partner e clienti: il 90% degli intervistati italiani considera la collaborazione all’interno dei team di lavoro un elemento strategico per la crescita aziendale e l’88% crede che collaborare con i propri partner sia vitale per lo sviluppo del business.

Nelle realtà più innovative, i tool di collaborazione semplificano lo scambio di informazioni e il coinvolgimento dei dipendenti nei processi decisionali: il 62% degli italiani che accedono a questi strumenti dichiara infatti di trovare semplice la condivisione di informazioni, contro il 20% di chi non vi accede, e il 54% afferma di organizzare facilmente riunioni, rispetto al 20% di chi non può avvalersi dei tool di collaborazione.

Infine, una cultura innovativa aiuta i dipendenti a sentirsi liberi di esprimere la propria opinione (75% vs 42%) e accettare più serenamente di commettere errori (62% vs 37%), fattori che, in un mercato in rapida evoluzione, sono necessari per garantire l’innovazione, la creatività e la crescita, sia personale sia a livello aziendale. Una lezione che Microsoft ha imparato bene sotto la guida di Satya Nadella, come emerge dal libro “Hit Refresh”.

“La tecnologia è un grande aiuto per le aziende italiane che intendono innovare il proprio ambiente di lavoro, ottimizzando produttività, collaborazione, flessibilità e accessibilità e permettendo a ciascuno di lavorare ovunque, in qualunque momento e da qualsiasi dispositivo. Non solo tecnologia, nel nostro Paese è indispensabile anche un cambio di passo a livello di cultura aziendale per abbracciare le opportunità offerte dall’innovazione e Microsoft s’impegna da sempre a supportare le organizzazioni nel definire nuovi modelli di lavoro flessibili e orientati alla collaborazione”, commenta in una nota Barbara Cominelli, Direttore Marketing & Operations di Microsoft Italia. “Oggi, Cloud Computing e Intelligenza Artificiale offrono un valido supporto per ottimizzare l’esperienza lavorativa e potenziare le capacità umane. Le moderne soluzioni di produttività e collaborazione, come quelle incluse in Microsoft 365, permettono infatti alle persone di migliorare la gestione del proprio tempo, di trovare più velocemente le informazioni di cui hanno bisogno, di collaborare senza confini e di esprimere al meglio il proprio potenziale, il tutto con una migliore flessibilità e gestione del work-life balance”.

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