L'OPERAZIONE

La guerra dei chip: Qualcomm contro la fusione Nvidia-Arm da 40 miliardi

L’azienda si è rivolta ai regolatori globali, inclusa la Commissione europea per bloccare il deal facendo leva sulle questioni antitrust. Negli Usa la Ftc ha già esteso le indagini

Pubblicato il 15 Feb 2021

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Qualcomm contro l’operazione NvidiaArm che porta alla fusione di due giganti dell’industria dei chip. Il produttore di chip di San Diego si è rivolto ai regolatori mondiali per esprimere la sua obiezione all’acquisizione che porta il progettatore di chip britannico Arm nelle mani dell’americana Nvidia, specializzata in schede grafiche. Il deal da 40 miliardi di dollari è stato annunciato lo scorso settembre.

Secondo fonti sentite dalla testata Cnbc.com, Qualcomm ha scritto alla Us Federal trade commission, alla Commissione europea, alla Competition and markets authority britannica e alla cinese State administration for market regulation esponendo le sue “preoccupazioni” in merito all’acquisizione, facendo appello in particolare agli esperti di legge antitrust e merger delle singole autorità.

Arm, attiva dal 1990, è oggi uno dei giganti mondiali della produzione di microprocessori, ed è specializzata nelle forniture per smartphone. Per Qualcomm è un diretto concorrente.

Il merger potrebbe slittare di mesi

I regolatori stanno attualmente passando in revisione il deal Nvidia-Arm. L’indagine condotta dalla Ftc, dopo la denuncia di Qualcomm, si è spostata alla “seconda fase” e il regolatore Usa ha chiesto a Nvidia, Arm e SoftBank, attuale proprietaria di Arm, di fornire ulteriori informazioni sul deal.

Ciò potrebbe richiedere dei mesi, perché le tre aziende dovranno produrre numerosi e poderosi documenti. Inoltre, in questa fase investigativa, la Ftc chiamerà in causa altre aziende che potrebbero avere informazioni rilevanti ai fini di una decisione  finale. L’ok del regolatore per Nvidia e Arm è sicuramente rimandato e potrebbe includere richieste di “rimedi”. Le altre autorità antitrust globali non hanno per ora commentato ma è possibile che approfondiranno le loro analisi.

Il peso di un colosso dei chip

L’operazione con cui Arm è passata dalle mani della giapponese Softbank a quelle del colosso statunitense Nvidia per 40 miliardi di dollari è stata una delle acquisizioni più importanti del 2020 su scala globale. L’intesa prevede un pagamento misto in contanti e in azioni, con una cessione di titoli a Softbank per 21,5 miliardi di dollari. Una volta completato il passaggio, SoftBank arriverà ad avere in portafoglio una quota variabile tra il 6,7% e l’8,1% del capitale di Nvidia.

Il closing era atteso entro marzo, dopo l’ok di tutte le authority coinvolte. L’intervento di Qualcomm sembra aver cambiato tempi e modi dell’operazione.

Fin dall’inizi gli analisti di settore avevano messo in guardia sul fatto che l’unione Ndivia-Arm rischiava di creare un regime di monopolio nel campo dei semiconduttori, con conseguenze pesanti sull’intero mercato. Per esempio, si avrebbe un solo fornitore di tecnologie di punta ai principali player mondiali. Inoltre, un gigante dei semiconduttori in mani americane potrebbe avere un ruolo, all’interno della trade war tra Stati Uniti e Cina, per limitare l’accesso per le aziende cinesi alle tecnologie Made in Usa.

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