STRATEGIE

Economia digitale, il Belgio lancia la sfida: “Così creeremo 300mila posti di lavoro”

Il vice premier belga Alexander De Croo svela dal palco del DigitalFirst2016 la strategia del Governo per “comandare la rivoluzione 2.0”. Si punta su fisco più leggero, e-government e infrastrutture. “Occasione da 45 miliardi di euro di Pil aggiuntivo”

Pubblicato il 24 Ott 2016

Andrea Frollà

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BRUXELLES – “Da una trasformazione digitale di successo il Belgio potrà guadagnare fino a 45 miliardi di Pil aggiuntivi e 300mila posti di lavoro in più nei prossimi anni. È una rivoluzione che non va subita ma comandata e noi siamo pronti”. Le parole sono del vice premier belga Alexander de Croo e arrivano dal palco del DigitalFirst 2016, uno degli eventi di riferimento per l’innovazione in Belgio che si è tenuto giovedì scorso a Bruxelles.

Il 41enne è, tra i membri dell’esecutivo, colui che più si sta battendo sui temi legati alla crescita digitale, considerata una priorità dal Governo di Charles Michel. L’inusuale coalizione di liberale e nazionalisti e democratico-cristiani fiamminghi nata con le elezioni federali del maggio 2014 ha obiettivi piuttosto ambiziosi, su cui De Croo si sta impegnando a tutto campo: “Non partiamo da zero perché siamo il 5° Paese nell’Unione Europea per diffusione del digitale (Economy and society digital index, Commissione Eu, ndr) ma vogliamo scalare due posizioni entro il 2019”.

Ascoltando con attenzione le parole di De Croo, l’intenzione chiara è imprimere una forte accelerazione facendo leva sulle eccellenze del Paese e in particolare di Bruxelles, dove già oggi si concentra gran parte delle imprese innovative del Belgio. Per raggiungere i target sfidanti fissati dal Governo si sta puntando su una vision strategica fondata su 5 pilastri: economia digitale, e-government, digital skill, trust&safety e infrastrutture. “Siamo stati i primi in Europa a regolare una materia delicata come la sharing economy ed aver avviato processi decisi di dematerializzazione nelle pubbliche amministrazione – ricorda il giovane vice premier, che è anche ministro per la cooperazione allo sviluppo, le telecomunicazioni e le poste -. Dobbiamo sbloccare la forza pervasiva del digitale mantenendo un’importante funzione di controllo: non dobbiamo puntare a essere la nuova Silicon Valley, ma a creare un ecosistema che valorizzi le nostre leadership e i nostri settori di punta”.

Al centro del suo discorso anche il futuro del settore telco, in particolare il 5G e i nuovi obiettivi fissati dal Piano Junker: “Dovremo navigare tutti a 1 Gigabit per secondo e – spiega sorridendo De Croo – se mi chiedete cosa ci faremo con tutta questa velocità io non vi sono rispondere. Ma so che se mettiamo nelle mani degli innovatori più capacità loro sapranno come sfruttarla”.

C’è poi il tema, tanto caro anche all’Italia, delle competenze digitali: “Avere persone digital first è la sfida più grande e dobbiamo lavorare non solo sulle nuove generazioni, perché parliamo di una rivoluzione che deve convincere tutti”. A chi gli fa notare il problema della possibile scomparsa di molte professionalitò, De Croo risponde deciso: “La tecnologia è il più grande driver di efficienza del mercato del lavoro, perché sostituisce i lavori non più produttivi come nel passato con quelli destinati a scrivere il nostro futuro”.

Fra gli attenti ascoltatori dell’intervento di De Croo e i protagonisti di DigitalFirst non solo top manager delle aziende belghe e rappresentati dei governi federali, ma anche un po’ d’Italia con due compagnie (B Human e Global Business Solution) che fanno parte della delegazione internazionale ospitata da Brussels Invest & Export, l’ente pubblico della Regione di Bruxelles-Capitale che aiuta le imprese brussellesi a esportare il proprio business all’estero e gli investitori a trovare le realtà più interessanti del territorio.

Oltre 15 società provenienti da tutto il mondo, dal Canada alla Cina passando per Libano, Germania e Portogallo, sono state accompagnate dall’ente brussellese alla scoperta di nuove opportunità di business e investimento nel cuore della capitale belga. Guidate da Laurent Lamberts (prossimamente online la sua intervista) e Guglielmo Pisana, rispettivamente Export Coordinator e Business Officer presso Brusselss Invest & Export, le compagnie della delegazione hanno effettuato incontri B2B, visite ad alcuni incubatori e co-working space di Bruxelles e avuto, in occasione del DigitalFirst, uno scambio di battute con Cécile Jodogne, segretaria di Stato della regione di Bruxelles-Capitale incaricata per il commercio estero. “Il Belgio e Bruxelles in particolare si stanno rivelando particolarmente attrattivi in diversi settori per chi vuole fare business – spiega a CorCom Francisca Boucher, Consigliere Economico & Commerciale presso l’Ambasciata del Belgio e delegata per Italia, Malta e San Marino di Brussels Invest & Export -. Noi facciamo da ponte fra l’Italia e Bruxelles, dove le opportunità di crescita, sviluppo e partnership innovative non mancano. Senza dimenticare che è nella capitale belga che batte il cuore dell’Unione Europea ed essere oggi vicino alle istituzioni non è un vantaggio trascurabile“.

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