STRATEGIE

La svolta di Juniper Networks: il business si fa data-driven

Tracciata la roadmap per il 2020: le revenue da telco e service provider resteranno dominanti, ma la crescita arriverà soprattutto dal versante delle imprese facendo leva sull’automazione delle reti

Pubblicato il 05 Dic 2019

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Il business continuerà a ruotare intorno a telco e service provider, che oltre a essere clienti di valore si configurano sempre più come partner strategici. Ma la crescita maggiore è attesa dal versante enterprise, dove il concetto di data driven company sta trasformando il modo in cui le aziende devono concepire e gestire i propri network per garantire fluidità e sicurezza nella condivisione e nella distribuzione delle informazioni su tutti i sistemi. È questa, in estrema sintesi, la strategia globale che contraddistinguerà le attività di Juniper Networks nel breve-medio termine, e in particolare lungo il 2020. L’attenzione alle nuove esigenze delle grandi e medie imprese – ma anche delle organizzazioni di dimensioni minori che considerano la rete come un punto nevralgico del proprio business – è dovuta anche a un altro fattore: “Il mondo delle Tlc, rispetto agli investimenti, segue determinati cicli. In questo momento lo sforzo è proteso tutto verso l’implementazione del 5G, soprattutto sul piano dell’installazione delle stazioni radio e dell’acquisizione delle licenze”, spiega Mario Manfredoni, Country Manager di Juniper Networks Italia (nella foto). “Il passo successivo sarà l’ottimizzazione degli asset in chiave software defined, grazie a soluzioni basate sull’intelligenza artificiale”. Corcom ha incontrato Manfredoni e il top management dello specialista globale a Londra, in occasione dell’edizione 2019 di Nxtwork, la tappa europea dell’evento annuale con cui Juniper aggiorna partner, clienti, giornalisti e analisti sull’evoluzione tecnologica e strategica del gruppo. Con 9200 dipendenti all’interno di 88 uffici in 42 Paesi, il gruppo ha fatturato nel 2018 4,6 miliardi dollari, tutti generati da vendita indiretta attraverso una rete di circa 12 mila partner.

Le aree strategiche di investimento

Marcus Jewell, Chief Sales Officer di Juniper Networks, dopo aver ricordato l’ultima acquisizione in ordine di tempo, quella di Mist Systems, perfezionata lo scorso aprile, ha precisato che l’azienda è pronta a nuovi investimenti, per differenziare l’offerta prevalentemente in quattro aree: potenziamento dei data center dedicati a public e private cloud; connettività dei dispositivi, tra di loro e con il cloud; costruzione, gestione e messa in sicurezza di un cloud distribuito; e, per l’appunto, la software defined enterprise. Mike Marcellin, Chief Marketing Officer, ha aggiunto che quello dello sviluppo del cloud, l’elemento di raccordo fra tutti questi ambiti, non è necessariamente un viaggio verso una meta precisa. “È anzi un moto bidirezionale, che convergerà sull’equilibrio che ciascun business troverà a cavallo della dimensione pubblica e delle piattaforme legacy. Senza dimenticare che la propensione ad adottare la logica as-a-service varia molto da mercato a mercato, anche all’interno di una stessa regione, come l’Europa: se per esempio in Uk c’è grande apertura al public, in Germania si riscontra una certa resistenza”. Il cloud, del resto, sarà basilare per gestire e per distribuire i servizi abilitati dal 5G. “Sono circa 50 le telco nel mondo che ci hanno scelto per ottimizzare le infrastrutture di nuova generazione”, ha detto il Ceo di Juniper Networks Rami Rahim, precisando che “il 5G è senz’altro una grande opportunità, visto che ai grandi carrier serviranno strumenti sempre più efficaci per orchestrare le reti, ma il nostro tentativo di diversificare le fonti di revenue passerà anche dalle esigenze degli operatori più piccoli, che nei prossimi anni contribuiranno a una crescita importante dei ricavi”.

Lo slancio verso il mondo enterprise e il ruolo dell’Ai

La situazione italiana rispecchia a grandi linee quella internazionale, anche rispetto alle aspettative sul fronte enterprise. “Non si tratta di una novità”, ha precisato Mario Manfredoni. “Da diversi anni il 35% dei ricavi arriva dalle attività dedicate al mondo delle imprese, ed è dal 2004, con l’acquisizione di Netscreen, che abbiamo cominciato a sviluppare un portfolio di soluzioni ad hoc. Di nuovo c’è che abbiamo imparato a mettere a frutto nei contesti aziendali quanto appreso nel mondo dei service provider. I verticali su cui puntiamo? Industriale, bancario, ma anche tutto ciò che attiene ai campus universitari e all’R&D. In altre parole, ambiti in cui servono performance, qualità e affidabilità della rete, ottenibili grazie a progetti complessi, innovativi, ambiziosi, che necessitano della gamma di soluzioni che offriamo”. In tutta Europa dovrebbero essere assunte 180 nuove risorse per potenziare la forza vendita dedicata a questo cluster di clienti, e anche il team tricolore si amplierà in tal senso. Manfredoni ha confermato che il cliente italiano numero uno di Juniper Networks continuerà comunque a essere Tim, sia per volumi sia per rilevanza, a testimonianza del fatto che le telco rappresenteranno ancora il fulcro del business del gruppo. Ma il ruolo di Tim – che per Juniper è pure un partner strategico – sarà fondamentale anche per supportare l’espansione sul versante enteprise. Un’espansione possibile anche grazie alle soluzioni di automazione sviluppate con la tecnologia di intelligenza artificiale della già citata Mist Systems.

All’evento di Juniper Network, Sujai Hajela, Co-Founder di Mist Systems, ha condiviso con il pubblico alcuni dettagli della novità – annunciata il mese scorso – con cui Juniper intende indirizzare il settore enterprise: un vero e proprio Self-Driving Network che sfrutta il motore di intelligenza artificiale di Mist e i microservizi cloud per snellire la gestione It, semplificare il troubleshooting su domini – sia cablati sia wireless – migliorando al tempo stesso l’esperienza degli utenti di rete. La piattaforma offre anche un Virtual Network Assistant, chiamato Marvis, che consente agli amministratori It di monitorare la rete, raccogliere informazioni e gestire le operazioni di troubleshooting utilizzando il linguaggio naturale. Sempre sfruttando l’intelligenza artificiale, la funzionalità Self driving remediation è invece in grado di identificare la causa dei problemi sia a livello wired sia wireless e, laddove possibile, di reagire automaticamente correggendo errori o anomalie.

Le nuove collaborazioni con Rostelecom e Cern

L’edizione 2019 di Nxtwork è stata anche l’occasione per annunciare ufficialmente due nuove collaborazioni. La prima è quella con il service provider russo Rostelecom, tra i principali operatori nell’ambito dell’accesso a Internet a banda larga e alla pay Tv con oltre 13,1 milioni di utenti Internet e 10,3 milioni di telespettatori, di cui oltre 5,5 milioni attivi sui servizi di Tv interattiva. Il contratto prevede un’operazione di modernizzazione su larga scala dell’infrastruttura, che utilizzerà la piattaforma di routing universale Mx Series 5G di Juniper Networks e router di trasporto di pacchetti serie Ptx per migliorare quello che è uno dei principali backbone di trasporto russi. Secondo i dati forniti dalla stessa Juniper, Rostelecom avrebbe immediatamente risparmiato oltre il 5% sulle spese operative grazie alla riduzione del consumo energetico e al miglioramento dell’efficienza della rete, che ha comunque potuto continuare a utilizzare i router più vecchi, in piena compatibilità con parti del network che gestiscono carichi di traffico inferiori.

L’altro annuncio riguarda la collaborazione con il Cern, che ha implementato le soluzioni di rete di Juniper per aumentare la capacità dei suoi dati center e delle sue reti per adattarle alle crescenti esigenze delle attività di ricerca. Il Cern ha adottato gli switch Juniper Networks serie Qfx e gli switch Ethernet serie Ex. L’obiettivo è potenziare la capacità di calcolo necessaria al perfezionamento degli esperimenti con il Large Hadron Collider (Lhc), con cui il centro analizza fino a 1,7 miliardi di collisioni protone-protone al secondo, che producono un volume di dati di oltre 7,5 terabyte al secondo. Solo alcuni di questi eventi portano però a nuove scoperte, quindi il flusso di dati viene filtrato e ridotto a un livello gestibile. I sistemi di trigger e acquisizione dati degli esperimenti Lhc gestiscono il filtraggio dei dati, la raccolta e il monitoraggio dell’infrastruttura. Il portafoglio di commutazione di Juniper offre connettività ad alto rendimento per supportare la raccolta dei dati e il monitoraggio dell’infrastruttura.

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