L'INTERVISTA

Videosorveglianza, è tempo di deep e machine learning. Il mix audio-video l’asset di Axis

Pietro Tonussi, Business Development Manager per il Sud Europa: “La cybersecurity requisito sempre più necessario quando si parla di sistemi di sicurezza basati sulle comunicazioni online. In campo anche soluzioni in grado di far migrare al digitale sistemi analogici già installati”

Pubblicato il 05 Giu 2020

Axis

Nel periodo storico in cui tutto intorno a noi diventa “smart”, questa tendenza riguarda anche i sistemi di videosorveglianza. L’innovazione porta dritti alle architetture che si collegano in rete e che contano su end point in grado di comunicare tra loro e con gli utenti, in un sistema che così diventa proattivo. Ai video in rete si possono integrare una serie di altre tecnologie a valore aggiunto, come ad esempio l’audio, in sistemi guidati da algoritmi di intelligenza artificiale e big data analytics che riescono a individuare con precisione crescente le minacce o le situazioni critiche, e a smistare automaticamente gli alert ai destinatari di competenza. Tra le aziende che hanno fatto dell’innovazione in questo campo un proprio tratto distintivo c’è Axis Comminucation, che ha, tra le proprie value proposition, quella di combinare tecnologia intelligente e immaginazione umana in soluzioni basate su vista, audio e analisi, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza e ottimizzare le prestazioni aziendali. Per l’11 giugno l’azienda ha in programma un webinar concentrato proprio sull’Audio for Security. Ne abbiamo parlato con Pietro Tonussi (nella foto in basso), che in Axis è Business Development Manager per il Sud Europa e che proprio delle tecnologie audio ha fatto uno dei propri principali campi di specializzazione. 

Tonussi, videosorveglianza non significa più soltanto “telecamere a circuito chiuso”. Quale valore aggiunto ha portato la connettività in questo campo?

Viviamo in un momento storico in cui tutto diventa smart, anche le telecamere: perché si collegano in rete e possono essere controllate da remoto. La curva di penetrazione della videosorveglianza su IP ha ormai superato abbondantemente quella delle telecamere analogiche. Nel caso specifico delle telecamere, l’evoluzione dall’analogico al digitale è importante perché va in parallelo con un importante miglioramento delle caratteristiche di risoluzione e colore, e introduce la possibilità di fare analisi on edge. Grazie a queste innovazioni, infatti, è possibile introdurre nei sistemi di sorveglianza capacità di analisi basandosi su deep learning e machine learning. Aggiungendo ulteriormente l’audio e i microfoni, il sistema di videosorveglianza diventa ancora più completo: mi piace dire che in questo caso uno più uno non fa più due, ma tre. Integrando infatti telecamere e audio, oltre a sentire, poter inviare alert sonori e gestire le situazioni, ho a disposizione un sistema più efficiente e resiliente. 

Quali sono i settori su cui puntate e investite di più in termini di ricerca e sviluppo?

Le direttrici principali sono due. Da una parte, ci sono i prodotti e le soluzioni: video, telecamere, sensori, controllo accessi, audio, software, hardware e accessori. Dall’altra, c’è lo sforzo di indirizzare queste soluzioni nel modo migliore a seconda delle esigenze del mercato. La tecnologia, infatti, “veste” la telecamera e deve essere capace di calarla in contesti specifici, dal retail ai trasporti, dal banking alla sanità. La “carrozzeria” può e deve cambiare in termini di estetica e robustezza se il device deve essere installato in un negozio o a protezione di un’infrastrutture critica, e questo ci porta a mettere a punto prodotti specifici per segmenti specifici, per arrivare fino all’explosion proof in alcuni casi particolari, dove sono in campo normative particolarmente stringenti. In generale, inoltre, c’è un grande impegno a mantenere la nostra tecnologia e i nostri sensori più aggiornati possibile dal punto di vista della cybersecurity, requisito sempre più necessario quando di parla di sistemi di sicurezza basati sulle comunicazioni online. 

A che genere di aziende vi rivolgete in modo particolare?

Oggi il mercato medium enterprise è più facilmente aggregabile oltre a essere mediamente più ricettivo dal punto di vista delle tecnologie. Inoltre, il periodo di lockdown dettato dall’emergenza Covid-19 ha messo in evidenza segmenti che erano già critici e che lo sono diventati a maggior ragione, come ad esempio la filiera agroalimentare, a cui stiamo dedicando dei focus di R&D, perché da questi settori ci arriva una mole crescente di richieste.

Vi state focalizzando anche sulle tecnologie audio. Quali vantaggi porta questo genere di approccio?

Prima vedevamo solamente, ora possiamo vedere, sentire e parlare. L’audio può aggiungere un valore incredibile ai sistemi di videosorveglianza, che diventano a tutti gli effetti un ecosistema anti-intrusione, perché consentono di rilevare e comunicare attraverso l’audio. Se la telecamera ha integrato uno speaker, nel momento in cui si rileva un’intrusione, aumenta la possibilità di deterrenza, perché si può trasmettere un messaggio audio in cui si dice che la sicurezza è stata avvertita della violazione e sta intervenendo. Ovviamente i microfoni integrati devono rispondere a tutte le caratteristiche necessarie per adeguarsi alle norme sulla privacy, quindi sono disattivati e attivabili soltanto in circostanze particolari, quando si rileva un allarme, ad esempio per un’esplosione o la rottura di un vetro, prevedendo la diffusione di messaggi preregistrati soltanto nelle aree in cui si è verificata l’intrusione. 

Come sta rispondendo il mercato italiano?

La risposta è di sicuro incoraggiante, perché i nostri clienti riconoscono che aggiungiamo valore a una soluzione che esisteva già, quella audio, utilizzata ad esempio per i sistemi di evacuazione per comunicare un allarme. Grazie alla tecnologia siamo in grado di estendere i casi d’uso, e di apportare facilità di installazione e configurazione coniugata con una sensibile riduzione dei costi. Per cercare di andare incontro alle esigenze dei nostri clienti abbiamo messo in campo anche soluzioni in grado di far migrare al digitale sistemi analogici già installati, riducendo così i costi per le imprese interessate. E i risultati sono evidenti: solo per citare un nostro business case, grazie all’installazione di un sistema audio un nostro cliente nel mondo delle banche è riuscito a ridurre del 28% in un anno il numero degli attacchi ai propri Bancomat.

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