I biglietti per la prima data del concerto di Ed Sheeran a Torino, in programma il 16 marzo, sono andati esauriti in pochi secondi dopo che erano stati messi online, E a pochi secondi di distanza hanno avuto la stessa sorte anche quelli per la seconda data, in programma per il 17 marzo. Torna il sospetto che i “semplici consumatori” non siano riusciti ad accaparrarsi i biglietti, parte dei quali immediatamente spariti per finire nelle mani dei circuiti di “secondary ticketing”, che li rivendono a prezzi maggiorati sui loro circuiti.
Si tratta di un fenomeno, quello del bagarinaggio online, su cui si sono ormai accessi i riflettori della politica, della Siae e delle associazioni che tutelano i diritti dei consumatori, tanto che nella legge di stabilità è stata approvata una norma per arginare il fenomeno, che prevede multe fino a 180mila euro, ma che per entrare in vigore ha bisogno di un decreto attuativo. Finché questo non vedrà la luce, i biglietti continueranno a “sparire”, come successo per i Coldplay, o più recentemente per il nuovo tour “Zooropa” degli U2, mentre si susseguono denunce e appelli.
Tanto che il circuito di vendita ufficiale, quello di LiveNation – Ticketone, nel caso di Ed Sheeran hanno subito intensificato i controlli per capre cosa è accaduto, e hanno cancellato 100 gli ordini “sospetti”, per un totale di 300 biglietti rimessi in vendita. Secondo la ricostruzione della società non è stata rilevata la presenza di bots, i sistemi automatici per rastrellare grandi quantità di biglietti in poco tempo. “Per ciascuna delle due date, nel momento di punta – si legge in una nota nella quale si ricorda che Live Nation e Ticketone si avvalgono della societa’ di auditing PwC Advisory – il sito TicketOne ha visto una contemporaneità di 100.000 accessi pari a una potenziale richiesta più di venti volte superiore all’effettiva disponibilità”. Gli oltre 21.000 biglietti sono così stati assegnati, spiega la nota, a circa 8.000 fan e spediti ad altrettanti indirizzi. Il 92% degli acquisti prevede la consegna tramite corriere in una delle 110 province italiane. Solo il 2% degli acquisti è stato effettuato da acquirenti stranieri provenienti da 26 paesi differenti. Ogni fan, viene fatto notare, è riuscito ad acquistare in media 2,6 biglietti. TicketOne inoltre “ha provveduto a cancellare circa 100 ordini ‘sospetti’ per un totale di 300 biglietti che sarebbero potuti finire su siti di secondary market e che sono stati prontamente rimessi a in vendita a disposizione dei fan. Il proseguo dei controlli potrebbe comportare ulteriori cancellazioni”.
La presa di posizione più recente nel caso dei due concerti di Ed Sheeran è quella del Codacons, che ha annunciato di voler presentare una denuncia alla procura della Repubblica di Torino chiedendo di ”aprire una apposita indagine sulla vicenda”. “’Ancora una volta il bagarinaggio online ha avuto la meglio su migliaia e migliaia di utenti che hanno provato ad acquistare un biglietto per lo spettacolo dell’artista a Torino”, afferma il presidente dell’associazione, Carlo Rienzi.
Pronta alle vie legali anche la Siae: “Di fronte a un mercato secondario che vale così tanti danari, finché non ci saranno norme il fenomeno non sarà semplice da stroncare – afferma il direttore generale Gaetano Blandini – La Siae non molla, continuerà a perseguire il fenomeno. Ci auguriamo che venga approvato presto il decreto attuativo della norma varata nella legge di stabilità”. Intanto Siae “sta svolgendo un approfondimento e darà mandato ai suoi legali anche su questa vicenda di presentare una specifica denuncia – conclude Blandini – Ho parlato ora con l’ad della Ticketone, mi ha detto che stanno facendo controlli. Noi non vogliamo colpire i singoli cittadini che acquistano un biglietto e poi magari lo rivendono. Bisogna invece provare ad arginare chi lo fa in maniera professionale a danno dei cittadini, dei consumatori e degli altri aventi diritto”.
Intanto c’è anche chi chiama in causa anche l’Antitrust. E’ il caso dell’Unione nazionale consumatori. Il presidente Massimo Dona chiede che “siano applicate e diventino operative le nuove sanzioni previste dalla legge di Bilancio”. “Ma è anche ora – prosege – che l’Antitrust, a cui ci siamo rivolti per primi fin dal mese di maggio, concluda, a 9 mesi di distanza, il procedimento. Serve al più presto una parola definitiva da parte dell’Authority, in particolare prima dell’inizio della prossima stagione estiva, altrimenti i consumatori continueranno a non poter vedere i loro beniamini”.