LE REGOLE

L’Europa stringe il cerchio sui droni: nuove norme “condivise” in tutti i Paesi

Il Parlamento Ue ha dato l’ok ad un nuovo pacchetto regolatorio: progettazione basata sul concetto di “rischio connesso” e creazione di registri per gli operatori del settore tra le novità più rilevanti. Più cooperazione tra l’Agenzia Ue per la sicurezza aerea e le autorità nazionali. Il testo passa ora al vaglio dei ministri Ue

Pubblicato il 12 Giu 2018

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Livello di sicurezza comune in tutta l’Ue per droni e operatori, certezza legale per contribuire a stimolare lo sviluppo del mercato e modernizzazione delle norme sulla sicurezza aerea per affrontare le nuove sfide. Sono alcune novità contenute nelle nuove norme Ue per garantire un uso sicuro dei droni e aggiornare le norme sulla sicurezza aerea approvate dal Parlamento europeo.

Attualmente, i droni di peso inferiore a 150 kg sono di competenza delle autorità nazionali e pertanto i fabbricanti e gli operatori sono soggetti a diversi requisiti di progettazione e di sicurezza. La tecnologia del drone civile potrebbe rappresentare circa il 10% del mercato dell’aviazione dell’Ue nei prossimi 10 anni (ossia circa 15 miliardi di euro all’anno). Secondo la Commissione, l’industria dei droni potrebbe creare circa 150 mila posti di lavoro nell’Ue entro il 2050.

In base alle nuove regole, i droni dovrebbero essere progettati in modo da poter essere utilizzati senza mettere a repentaglio le persone. Prendendo in considerazione il rischio connesso, ad esempio al peso del drone o all’area operativa, il drone avrà bisogno di dotarsi di caratteristiche specifiche, come l’atterraggio automatico, nel caso in cui l’operatore perda il contatto con il drone, o i sistemi anticollisione.

Gli operatori dei droni avranno l’obbligo di essere a conoscenza di tutte le regole in vigore e essere in grado di operare in sicurezza. Ciò significa che alcuni di loro dovranno seguire un corso di formazione prima di poter utilizzare un drone.

Per favorire l’identificazione in caso di incidente, gli operatori di droni dovranno essere iscritti in registri nazionali e i loro droni contrassegnati per l’identificazione. Ciò non si applicherà agli operatori di droni più piccoli.

Sulla base di questi principi fondamentali, la Commissione europea ha il compito di elaborare norme più dettagliate a livello Ue, quali i limiti massimi di altitudine e di distanza per il volo dei droni, e di stabilire quali operazioni e quali tipi di droni dovrebbero essere certificati in base al rischio che comportano. Le norme determineranno inoltre quali operatori dovranno seguire una formazione supplementare ed essere registrati e quali droni dovranno essere dotati di dispositivi supplementari di sicurezza.

Oltre a stabilire le regole comunitarie sui droni, le modifiche approvate aggiornano la legislazione Ue sulla sicurezza aerea, al fine di mantenere l’alto livello esistente nell’Ue, con norme più adatte all’aumento del traffico aereo previsto nei prossimi decenni.

Sarà rafforzata la cooperazione tra l’Agenzia dell’Ue per la sicurezza aerea (Aesa) e le autorità nazionali per quanto riguarda la valutazione dei rischi in relazione al sorvolo delle zone di conflitto. Inoltre, la Commissione sarà incaricata di elaborare norme per ottenere in tempo reale i dati dai registratori di volo (“scatola nera”) in caso di emergenza di un aeromobile, così da accelerare gli interventi di emergenza.

L’accordo provvisorio è stato approvato con 558 voti favorevoli, 71 contrari e 48 astensioni. Le norme dovranno ora essere formalmente approvate dai ministri dell’Ue, prima che la legislazione possa entrare in vigore.

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