CRIPTOVALUTE

“Libra minaccia la stabilità finanziaria”: per il G20 è l’ora delle regole

Chiesto un parere sulle “stablecoin” al Financial Stability Board. In cantiere una normativa su scala internazionale per affrontare i problemi di risk management e cybersicurezza delle monete “digitali” come quella di Facebook

Pubblicato il 15 Apr 2020

libra facebook

Sulle criptovalute c’è un vuoto normativo da colmare. Per il questo il Financial stability board (FSB), su richiesta del G20, ha proposto 10 raccomandazioni per un approccio comune alla regolamentazione per evitare che monete digitali come Libra di Facebook minaccino la stabilità finanziaria. L’idea è di arrivare a un quadro normativo di scala internazionale perché le criptomonete come Libra sono trans-frontaliere.

L’FSB, organismo internazionale che monitora il sistema finanziario mondiale, fa particolare riferimento alle stablecoin, che sono ancorate a una valuta tradizionale o a un paniere di asset e sono usate sia come forma di pagamento che di investimento. Libra, secondo le più recenti indicazioni di Facebook, sarà proprio una stablecoin.

L’FSB ha avviato una consultazione pubblica aperta fino al 15 luglio e pubblicherà il suo parere finale a ottobre.

Cooperazione internazionale per la stabilità finanziaria

Gli operatori delle stablecoin, sostiene l’FSB, devono gestire in modo efficace i rischi, essere resilienti sul piano operativo, avere sistemi di protezione dai cyber-attacchi e per evitare il riciclaggio di denaro e il finanziamento di attività criminali e terroristiche.

Di conseguenza, le stablecoin dovrebbero essere vincolate alle stesse regole imposte alle attività con lo stesso livello di rischio, indipendentemente dalla tecnologia usata.

Le attuali normative finanziarie, come quelle per i pagamenti, si applicano in parte o in tutto alle stablecoin e rispondono almeno ad alcuni dei rischi che generano. Tuttavia il raggio di applicazione di queste regole non è omogeneo e ci sono diversità tra i vari paesi. Ciò crea dei gap che impediscono un’efficace supervisione per una stablecoin che è globale. Le raccomandazioni dell’FSB propongono dunque una cooperazione internazionale per evitare che alcuni paesi subiscano impatti negativi e altri, invece, possano usufruire con più vantaggi di una stablecoin.

“Le autorità competenti dovrebbero, laddove necessario, chiarire i poteri regolatori e affrontare le potenziali mancanze nei loro quadri normativi nazionali per rispondere in modo adeguato ai rischi creati dalle stablecoin globali”, dichiara l’FSB.

Le raccomandazioni dell’FSB

Le raccomandazioni dell’FSB chiedono “regulation, supervisione e vigilanza che siano proporziati ai rischi” e sottolineano la necessità di cooperazione e coordinamento internazionale “flessibile, efficiente, inclusivo e multi-settorale” e di “accordi di condivisione delle informazioni cross-border che tengano conto dell’evoluzione delle stablecoin globali e dei rischi che possono porre nel corso del tempo”. Le raccomandazioni applicano il principio del “same business – same risks – same rules”, stessa attività, stessi rischi, stesse regole, non importa quale tecnologia venga usata.

Le raccomandazioni dell’FSB rispondono a una richiesta del G20 di esaminare i problemi regolatori sollevati dalle stablecoin globali e di fornire un parere sulle appropriate risposte multilaterali, tenendo in considerazione anche il punto di vista dei mercati emergenti e delle economie in via di sviluppo.

Strada in salita per Libra

Il progetto Libra di Facebook, lanciato a giugno 2019, ha suscitato fin dall’inizio le preoccupazioni dei regolatori. A ottobre scorso David Marcus, capo del Libra project, ha affermato che Facebook e la Libra Association, il consorzio che sta sviluppando la valuta virtuale, stavano valutando di ancorare la valuta virtuale alle valute reali, creando una serie di stablecoin a seconda delle diverse monete nazionali: una per il dollaro, una per l’euro, una per la sterlina, e così via. Ciò eviterebbe fluttuazioni importanti.

L’alto livello di rischio del progetto ha causato diverse defezioni eccellenti nella Libra Association (come Paypal, eBay, Visa, Mastercard, Booking, Stripe). E i tanti altolà dei governi e dei regolatori sia in Europa che negli Stati Uniti hanno costretto a posticipare la data di lancio. Attualmente l’obiettivo di Facebook è partire a giugno 2020, ma le difficoltà regolatorie potrebbero provocare ulteriori rinvii. Lo stesso ceo Mark Zuckerberg ha ammesso, in audizione davanti al Congresso Usa, che il progetto è “rischioso”.

Già l’Autorità bancaria europea (Eba), come oggi l’FSB, aveva messo in guardia sui vuoti normativi che rendono difficile gestire la governance delle monete come Libra e lo sfruttamento per il riciclaggio e altre attività illecite. E la Francia ha chiesto all’Ue di creare regole condivise per le monete virtuali, affermando che Libra potrebbe causare rischi per i consumatori, la stabilità finanziaria e persino “la sovranità degli stati europei”.

L’Unione europea è arrivata a ipotizzare lo studio di una criptovaluta digitale, con il contante elettronico utilizzabile senza conti correnti o intermediari finanziari. Sarebbe più sicura perché supervisionata dalle autorità finanziarie centrali europee; sulle monete digitali “private” restano i timori relativi ai rischi per la stabilità del sistema.

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