C’è un ottimo sistema per controllare il livello di ansia e di allarme in una azienda tech americana: andare a vedere quanto dichiara di spendere in attività di lobby presso il legislatore americano. E nell’ultimo trimestre sia Amazon che Facebook hanno battuto il loro precedente record. Google e molti altri invece stanno diminuendo in maniera sostanziale la spesa.
Facebook e Amazon invece hanno speso ciascuno oltre 4 milioni di dollari in attività di lobbying nel secondo trimestre del 2019: è la conseguenza del fatto che i regolatori antitrust hanno preso provvedimenti per esaminare la Big Tech.
Le due aziende hanno speso molto più dei loro colleghi tecnologici tra cui Google, che era stato il più grande lobbista del 2018. Google ha riportato invece 2,9 milioni di dollari di spese di lobbying per il secondo trimestre, continuando una tendenza di riduzione della spesa per questa attività che va avanti da tempo. All’inizio di quest’anno, Google ha licenziato alcune delle più grandi società di lobbying che lavorano per lei mentre ristrutturava le sue operazioni a Washington.
Facebook invece ha speso 4,1 milioni di dollari in attività di lobbying nello stesso periodo, superando quasi tutte le altre aziende tecnologiche. Amazon è subito dietro, con poco più di 4 milioni, anche se il conteggio non include spese di lobbying per la sua divisione cloud, Amazon Web Services (AWS), che potrebbe portarla nella prima posizione.
Il forte aumento delle spese di lobby arriva quando la Federal Trade Commission e il Dipartimento di Giustizia hanno iniziato a consolidare il loro controllo sulle più grandi aziende tecnologiche Usa. Le azioni tecnologiche sono andate giù a giugno quando sono arrivate le prime notizie secondo le quali le due agenzie hanno diviso la supervisione di Alphabet, la società madre di Facebook, Amazon, Apple e Google. Le spese di lobbying tecnologica per il trimestre sono comparabili con i tradizionali grandi investitori come Pfizer e Boeing, che hanno speso rispettivamente 2,9 e 3,9 milioni di dollari.
Le spese di lobbying tecnologica per il trimestre hanno coperto una vasta gamma di problemi per entrambe le società. Amazon ha messo risorse per questioni legate all’immigrazione, alla politica commerciale e alla privacy dei dati, ad esempio. Facebook ha investito per gestire questioni legate alla competizione tecnologica, alla pubblicità online e all’intelligenza artificiale, tra gli altri.
Facebook e Amazon hanno entrambi messo più soldi per fare lobby nell’ultimo trimestre rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Facebook aveva speso solo 3,7 milioni in attività di lobbying nel secondo trimestre del 2018, mentre Amazon aveva speso 3,5 milioni.
Nel secondo trimestre anche Apple e Microsoft hanno aumentato le proprie spese di lobbying rispetto allo scorso anno. Apple ha speso 1,8 milioni rispetto a 1,6 milioni nello stesso trimestre del 2018. Microsoft ha speso 2,7 milioni in attività di lobbying per il trimestre, rispetto a 2,6 milioni nel secondo trimestre 2018. Qualcomm è un’altra azienda la cui spesa è aumentata a causa dei dossier sulle scrivanie degli amministratori pubblici, in particolare il 5G e delle problematiche commerciali con Apple e con la Cina: l’azienda di San Diego ha speso 1,9 milioni di dollari nel secondo trimestre.