IL SISTEMA

Made in Italy “doc”: arriva il Qr-Code anticontraffazione

Via libera della Camera alla proposta di legge: prodotti identificati tramite codici non replicabili, leggibili anche via smartphone. Il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonio Gentile: “Più tutele per i consumatori”. Ora il testo passa al Senato

Pubblicato il 01 Apr 2016

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Il made in Italy sarà tracciato. È stato approvato ieri in prima lettura alla Camera il provvedimento per l’introduzione di un sistema di tracciabilità dei prodotti finalizzato alla tutela del consumatore.

Con questo provvedimento, tutti i prodotti potranno essere identificati tramite codici non replicabili che conterranno riferimenti ai dati del produttore e alle varie fasi di lavorazione. Si prevede che tale sistema possa in futuro anche essere esteso alle applicazioni per smartphone e tablet.

“Il testo – spiega il sottosegretario allo Sviluppo Economico Antonio Gentile, che ha seguìto il provvedimento per conto del Governo negli ultimi mesi – ha tra le sue principali finalità quello di tutela dei consumatori, i quali potranno accedere agevolmente alle informazioni sui prodotti acquistati attraverso il collegamento ad un codice identificativo a barre, conoscendone la provenienza, e avendo notizia sulle materie prime utilizzate e sul processo di lavorazione grazie all’introduzione di un sistema di tracciabilità”.

Come funziona il sistema. La normativa mette a disposizione delle imprese, in particolare le Pmi, appositi contributi affinchè si dotino di nuovi sistemi di etichettatura e certificazione basati su QR-code che i consumatori potranno leggere comodamente con il loro smartphone. Si tratta di un sistema volontario di autenticazione e di tracciabilità dei prodotti che consente al consumatore di conoscere l’effettiva origine dei beni che acquista attraverso adeguate informazioni sulla qualità e sulla provenienza dei componenti, delle materie prime, sul processo di lavorazione delle merci e dei prodotti intermedi e finiti. Queste informazioni saranno collegate a un codice identificativo non replicabile, che conterrà riferimenti, riscontrabili anche per via telematica, ai dati del produttore, dell’ente certificatore della filiera del prodotto, dei distributori che fornisce il sistema di codici identificativi, nonché l’elencazione di ogni fase di lavorazione.

Contributi e sanzioni. I contributi potranno essere attribuiti a micro, piccole e medie imprese, a distretti produttivi, a forme aggregative di imprese, quali consorzi, anche in forma di società, a raggruppamenti temporanei di impresa, a contratti di rete, alle start-up innovative, nonché a imprese agricole e della pesca, fino ad una quota pari a 20 milioni di euro. Previste poi delle sanzioni: sarà punito in base all’articolo 517 del codice penale, che sanziona il diritto di vendita dei prodotti industriali con segni mendaci, “chiunque appone a prodotti destinati al commercio i codici di cui alla presente legge, che contengano riferimenti non corrispondenti al vero, ovvero pone in vendita o mette altrimenti in circolazione i medesimi prodotti”.

Il via libera al testo è arrivato a Montecitorio senza voti contrari e con la sola astensione dei deputati di M5S. Il testo passa ora al Senato.

“Visto anche l’aumentare del fenomeno della contraffazione dei prodotti – evidenzia Gentile – speriamo che le imprese italiane, per la tutela della loro presenza sul mercato globale, siano fortemente motivate ad aderire volontariamente ad un sistema identificativo a vantaggio del quale saranno previste agevolazioni finanziarie ministeriali per quei produttori che vorranno aumentare il valore aggiunto di qualità del prodotto attraverso l’utilizzo dei codici identificativi, assicurando i propri clienti in ordine all’effettiva origine dei beni prodotti, certificandone la tracciabilità e quindi la qualità”.

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