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Merger BT-EE, primo ok dall’Antitrust. Oettinger: “Più consolidamento in Europa”

Il regolatore non vede problemi di concorrenza. E intanto il commissario Ue ammorbidisce la linea Vestager: “Gli operatori telecom sono troppi”

Pubblicato il 28 Ott 2015

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L’autorità antitrust britannica ha dato un primo sì all’operazione di acquisto da parte di British Telecom dell’operatore mobile EE, un accordo del valore di 12,5 miliardi di sterline che creerà nel Paese un colosso della banda larga e della telefonia fissa e mobile.

La Competition and Markets Authority (CMA) ha indicato per ora che il merger, che fonde gli oltre 10 milioni di clienti retail di BT con i 24,5 milioni di abbonati mobili di EE, “non dovrebbe causare sostanziali diminuzioni della concorrenza su nessuno dei mercati interessati nel Regno Unito”.

Si tratta di una decisione, sebbene provvisoria (il parere finale sarà pubblicato a gennaio), destinata a deludere gli operatori rivali, molti dei quali hanno bisogno dell’infrastruttura di BT per fornire i loro servizi. Le aziende concorrenti temono che BT abuserà della sua posizione dominante nella fornitura dei servizi di backhaul e nella fornitura di capacità all’ingrosso. Vodafone ha già dichiarato di non essere soddisfatta di questa prima decisione dell’autorità antitrust e di essere convinta che la fusione BTEE avrà un impatto negativo sul mercato e sui servizi sia a livello consumer che business.

Per la CMA invece il merger non danneggerà i concorrenti: “I primi risultati della nostra indagine ci dicono che in alcune aree è improbabile che i due operatori abbiano l’abilità e l’incentivo per danneggiare la concorrenza e che in altre aree l’effetto del loro tentativo di danneggiare i concorrenti sarebbero limitati”. L’Antitrust britannico ritiene invece che il matrimonio BTEE, mettendo insieme un fornitore di banda larga con un operatore mobile, ponga meno problemi a livello di concorrenza rispetto alla combinazione, per esempio, di due operatori mobili, che ridurrebbe il numero di reti e di attori sul mercato.

Questa posizione è gradita agli investitori e agli executive dell’industria telecom che temono un inasprimento dei regolatori nazionali ed europei nei confronti delle operazioni di consolidamento, dopo la bocciatura del merger scandinavo tra Telenor e TeliaSonera inferta dal commissario europeo all’Antitrust Margrethe Vestager.

La CMA britannica ha chiarito che il caso BTEE le appare diverso, tuttavia proprio oggi Gunther Oettinger, il commissario europeo responsabile per l’Agenda digitale, ha dichiarato all’agenzia Reuters che la fase di consolidamento tra gli operatori di telecomunicazione dell’Unione europea è destinata a proseguire, mentre le autorità di vigilanza guarderanno sempre più al contesto globale o regionale rispetto al perimetro nazionale. “Sono persuaso che il processo di consolidamento si protrarrà, in Europa direi che ci sono troppi operatori piuttosto che troppo pochi”, ha detto Oettinger a margine di un convegno a Francoforte. I suoi commenti sono apparsi in contrasto proprio con la linea più rigida della Vestager, ma Oettinger ha chiarito: “Per lei hanno molta importanza la varietà dell’offerta e la concorrenza, e questo è un fattore che conta. Ma c’è un altro fattore importante: abbiamo bisogno di aziende competitive che sono grandi a sufficienza per il contesto competitivo globale”.

Al momento il commissario Vestager sta valutando l’acquisizione di O2 da parte di Three Uk; dall’Antitrust Ue ci si aspetta la richiesta di “importanti concessioni” a fronte del via libera per assicurare che i consumatori non siano danneggiati dall’operazione di consolidamento. In Gran Bretagna invece il regolatore delle telecomunicazioni Ofcom ha in corso una vasta indagine di mercato che potrebbe portare a esigere da BT lo spin off della divisione reti Openreach.

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