LA STRATEGIA

Meta rilancia su server e data center: nel 2024 fino a 35 miliardi di investimenti

In aumento i costi legati alle infrastrutture ma il piano di riorganizzazione paga: raddoppio degli utili a 11,6 miliardi di dollari e il fatturato sale del 23% a oltre 34 miliardi. Intanto 40 Stati Usa annunciano un’azione legale: “Instagram e Facebook creano dipendenza e danneggiano la salute mentale dei minori”

Pubblicato il 26 Ott 2023

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Meta prevede, per l’intero anno 2024, investimenti fino a 35 miliardi di dollari, con una crescita della spesa guidata dall’acquisto di server. Il gruppo ha infatti bisogno sia di hardware specializzato nella gestione delle applicazioni basate sull’intelligenza artificiale, sia di macchine per popolare data center di stampo più tradizionale, da destinare ai nuovi siti annunciati alla fine dello scorso anno.

I risultati del terzo trimestre

L’indicazione è inserita nel documento di sintesi che illustra i risultati del terzo trimestre, periodo durante il quale Meta ha battuto le aspettative sui ricavi e più che raddoppiato l’utile netto, pari a 11,6 miliardi di dollari .

Il fatturato è salito del 23% a 34,15 miliardi di dollari nei tre mesi terminati a settembre contro una stima di 33,56 miliardi di dollari. La società ha anche ridotto la sua previsione di spese totali per il 2023 a 87-89 miliardi di dollari, rispetto alla precedente fascia di compresa tra 88 e 91 miliardi di dollari.

Il numero di persone attive giornaliere è cresciuto del 7%. Gli utenti attivi giornalieri di Facebook sono aumentati del 5%, mentre le impressioni pubblicitarie sulle app di Meta hanno segnato un incremento del 31%. Le azioni della holding di Mark Zuckerberg sono in rialzo di circa il 3,5% nel post mercato.

Nei primi nove mesi del 2023, Meta ha quindi segnato un utile di 25,1 miliardi in aumento del 35% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il fatturato ha invece raggiunto i 94,8 miliardi di dollari, con una crescita del 12%. A favorire i risultati, ha sottolineato il gruppo, è stata soprattutto l’attività nell’intelligenza artificiale.

Ma negli Usa parte la denuncia di 40 Stati

Ma se sul fronte finanziario la situazione è tornata rosea, sul piano della reputazione il gruppo di Mark Zuckerberg deve ora provare a schivare una nuova tegola. Secondo oltre 40 Stati degli Usa, infatti, Meta avrebbe sviluppato tecnologie per spingere i minori a trascorrere più tempo possibile sulle sue reti sociali, sfruttando “il dolore dei bambini“. Gli Stati hanno così avviato un procedimento legale contro la società, ritenuta responsabile di danneggiare deliberatamente la “salute mentale e fisica dei giovani”.

Nella denuncia depositata presso un tribunale californiano, i procuratori generali affermano che “Meta ha sfruttato tecnologie potenti e senza precedenti per attrarre e infine intrappolare giovani e adolescenti al fine di ottenere un profitto. Gli Stati, sia democratici che repubblicani, sostengono che la compagnia di Menlo Park abbia “nascosto il modo in cui queste piattaforme sfruttano e manipolano i consumatori più vulnerabili” e “trascurato i notevoli danni” causati alla “salute mentale e fisica dei giovani della nostra nazione”.

L’azione legale è il culmine di due anni di indagini sui metodi utilizzati dalle due piattaforme, ma riflette per l’appunto anche una nuova sensibilità rispetto al tema della salute mentale dei giovani.

“I bambini e gli adolescenti soffrono di livelli record di cattiva salute mentale e la colpa è delle società di social media come Meta”, ha affermato il procuratore generale di New York, Letitia James, nel comunicato con il quale è stata annunciata la causa. “Meta ha tratto profitto dal dolore dei bambini progettando intenzionalmente le sue piattaforme con caratteristiche manipolative che rendono i bambini dipendenti dalle sue piattaforme abbassando la loro autostima”, ha affermato James. La causa sollecita la corte federale a ordinare a Meta di fermare le tattiche manipolative e di pagare pesanti sanzioni finanziarie e risarcimenti. “Le società di social media, inclusa Meta, hanno contribuito a una crisi nazionale di salute mentale giovanile e devono essere ritenute responsabili”, ha aggiunto il magistrato.

Il Surgeon general Vivek Murthy, il massimo funzionario statunitense responsabile della salute pubblica, all’inizio dell’anno aveva sollecitato un’iniziativa per garantire che le reti sociali non danneggiassero i giovani utenti. “Siamo nel mezzo di una crisi nazionale di salute mentale giovanile e sono preoccupato che i social media siano un motore importante di questa crisi, una crisi che dobbiamo affrontare con urgenza”, aveva affermato Murthy in una nota ufficiale. Alcuni Stati, d’altra parte, hanno già approvato leggi che vietano ai social media di consentire l’accesso ai minori senza il permesso dei genitori.

La risposta di Meta

Dal canto suo, il gruppo sostiene di aver sviluppato più di 30 strumenti nelle sue app per supportare gli utenti adolescenti e rendere più semplice per i genitori “dare forma” all’attività online. Secondo il colosso della Silicon Valley, i social media possono anche essere un luogo in cui i giovani trovano una comunità che li sostiene nell’affrontare i loro problemi.

Contattata da France Presse, Meta si è detta “delusa dal fatto che i procuratori generali abbiano scelto questa strada invece di lavorare in modo produttivo con l’industria per creare standard chiari e adeguati all’età per le numerose app utilizzate dagli adolescenti”.

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