LA VERTENZA

Micron diventa caso mondiale: l’appello del sindacato internazionale

IndustriALL Global Union che rappresenta 50 milioni di lavoratori in 140 paesi: “Deplorevole l’atteggiamento intransigente dell’azienda, è inaccettabile che non consideri soluzioni alternative ai licenziamenti. Si salvaguardi l’occupazione”

Pubblicato il 21 Mar 2014

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L’eco del caso Micron varca i confini italiani, e suscita la reazione di IndustriALL Global Union, il sindacato internazionale con sede a Ginevra, in Svizzera, che rappresenta 50 milioni di lavoratori in 140 paesi nei settori dell’estrattivo, dell’energia e delle manifatture, promuovendo i diritti sindacali nel mondo.

“Esprimo il nostro pieno supporto alla battaglia dei sindacati italiani nella vertenza di Micron semiconductor Italia per salvaguardare l’occupazione e preservare il ruolo industriale di Micron Italia – scrive il segretario generale Jyrki Raina (nella foto) in una lettera indirizzata ai segretari generali di categoria italiani, Maurizio Landini (Fiom-Cgil), Giuseppe Farina (Fim-Cisl) e Rocco Palombella (Uilm-Uil) – L’atteggiamento intransigente dell’azienda nell’andare avanti con la ristrutturazione senza nessuna consultazione con i sindacati è deplorevole, e troviamo inaccettabile che non si vogliano prendere in considerazione strumenti diversi dal piano di ristrutturazione annunciato”.

“Supportiamo pienamente le vostre azioni – continua la lettera – per trovare una soluzione ragionevole per i lavoratori attraverso i negoziati, che dovrebbero coinvolgere anche il Governo e le aziende del settore”.

“Nel frattempo – conclude Raina – rimaniamo convinti che l’azienda abbia una responsabilità fondamentale di proteggere il benessere in Italia dei lavoratori di Micron e delle loro famiglie. E’ fondamentale che la compagnia adotti al più presto un nuovo piano per mantenere i livelli occupazionali e aumentare gli investimenti nell’industria elettronica in Italia”.

Intanto i sindacati tornano sull’incontro di ieri, per fare il punto sulla vertenza. “Come Fim Cisl – afferma Nicola Alberta, coordinatore nazionale per Micron ed StM – giudichiamo assolutamente insufficienti le revisioni del piano industriale perché non danno nessuna assicurazione sulle prospettive sulla presenza di Micron in Italia e i trasferimenti proposti, in assenza di volontarietà dei lavoratori interessati, rischiano di trasformarsi in licenziamenti mascherati. Mentre sugli strumenti per affrontare l’insieme dei problemi aperti, l’azienda si è dichiarata disponibile al ricorso alla Cassa integrazione straordinaria per dodici mesi, ma senza alcuna rotazione tra i lavoratori e senza sostegno al reddito, riconfermando però l’offerta di un incentivo economico pari a 18 mensilità a fronte del licenziamento”.

“Micron non ha saputo né voluto fornire alcuna risposta al grave problema occupazionale che permane e che riguarda gli oltre 400 tecnici e ricercatori – conclude Alberta – continua ad eludere la questione delle prospettive industriali e conferma una posizione di totale intransigenza e irresponsabilità, nonostante le proposte avanzate dal sindacato e dai lavoratori, mostrandosi indifferente al rispetto alle sollecitazioni delle istituzioni locali e governo”.

“La vertenza Micron si sta complicando – aggiunge Luca Maria Colonna, segretario nazionale di Uilm – l’azienda non ha fatto aperture soddisfacienti sugli esuberi e su come gestirli, e la St, da cui provengono praticamente tutti i dipendenti, ieri eccellenze, oggi eccedenze, ha fatto sapere di non aver previsto assunzioni per il 2014/2015 a causa della difficoltà di reinserire i 1.500 tecnici della joint venture con Eriksson, tutti in Francia tranne una cinquantina di addetti in Italia. Il tempo della procedura di licenziamento corre e la politica italiana tace: siamo molto preoccupati. Per questo abbiamo chiesto l’intervento di Palazzo Chigi“.

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