IL REPORT

Microsoft Italia, al 30% il numero di dipendenti donne

Cresce la quota di lavoratrici nella filiale italiana di Redmond. “Inclusione, rispetto e valorizzazione della diversità elemento fondante della nostra vision”

Pubblicato il 23 Ott 2020

Microsoft

Cresce il numero di donne che lavorano in Microsoft Italia. Secondo  il Diversity & Inclusion Report 2020 che scatta una fotografia di come la diversità e l’inclusione siano integrate nella cultura aziendale a livello globale, nella filiale tricolore le donne salgono al 30% del totale della forza lavoro, con un aumento dell’1,4% anno su anno.

A livello globale rispetto al 2019 cresce dell’1% delle dipendenti a livello globale che si attesta ora al 28,6% sul totale della forza lavoro (+1%).

Cresce la diversity anche in termini di etnia negli Stati Uniti, si registra infatti: + 0,3% dei dipendenti afro-americani che ora rappresentano il 4,9% della forza lavoro; + 0,3% dei dipendenti ispanici, per un totale del 6,6% dei dipendenti; +1,6% di dipendenti asiatici rispetto al 2019, che attualmente costituiscono il 34,7% della forza lavoro statunitense.

“Inclusione e rispetto, tutela e valorizzazione della diversità rappresentano un elemento imprescindibile e fondante della visione di Microsoft, a livello globale e locale – si legge in una nota – L’azienda infatti, impegnata da sempre a proteggere e valorizzare i diritti di tutte le persone senza distinzione di genere, etnia, condizione fisica e orientamento sessuale”.

Diversità e inclusione non possono non considerare le persone con disabilità. I dipendenti con disabilità sono stati promotori di molte grandi innovazioni Microsoft come i Learning Tools, i sottotitoli in tempo reale su Teams, l’Adaptive Controller di Xbox e Seeing AI, solo per fare qualche esempio. “La disabilità è un punto di forza ed è fondamentale per l’azienda continuare a lavorare attivamente per assumere persone con disabilità e portare la loro esperienza e competenza nei processi, nei prodotti e nella cultura aziendale a tutti i livelli – prosegue l’azioenda – Negli Stati Uniti, il 6,1% dei dipendenti Microsoft si definisce disabile, ovvero dichiara di avere una disabilità fisica mentale o cognitiva. Microsoft ha incoraggiato i dipendenti a identificarsi volontariamente come portatori di disabilità proprio per poter promuovere un ambiente e una cultura sempre più sicuri e inclusivi e supportare i dipendenti in modo appropriato ed efficace”.

Inoltre, in un momento storico, quello della crisi sanitaria, che ha messo ancora di più in luce le disuguaglianze sociali, Microsoft ha rafforzato ulteriormente il suo impegno nel promuovere una cultura dell’inclusione e la valorizzazione della diversità attraverso programmi e iniziative di welfare aziendale dedicate ai propri dipendenti, per aiutarli ad affrontare un momento particolarmente complesso e a ristabilire un equilibrio tra vita privata e professionale in un contesto di lockdown e smart working forzato.

L’azienda infatti ha promosso modalità di lavoro ancora più flessibili per aiutare i dipendenti nella gestione familiare e nella cura dei propri cari e ha supportato i dipendenti durante la transizione verso il lavoro a distanza, contribuendo a coprire i costi per l’acquisto di strumenti da ufficio e assicurando l’accesso a una varietà di strumenti e risorse per il benessere psico-fisico.

Infine la formazione. Microsoft per garantire pari opportunità a tutti i suoi dipendenti arricchisce costantemente programmi interni di formazione per valorizzare i propri talenti permettendo loro di cogliere opportunità di crescita professionale all’interno dell’azienda.

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