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Microsoft manda in pensione Explorer: arriva “Spartan”

L’azienda punta a lanciare il nuovo browser con la prossima versione del sistema operativo Windows. Che recuperi il terreno perduto e sia più adatto al mobile e al “multiple device”

Pubblicato il 18 Mar 2015

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Microsoft è ormai intenzionata a mandare in soffitta uno dei brand simbolo del Web 1.0, il suo browser Internet Explorer, che negli ultimi anni ha perso terreno rispetto ai concorrenti che nel frattempo si sono affermati e ne hanno cannibalizzato le iniziali quote di mercato: Firefox, che oggi conta proprio come Explorer su circa il 20% della torta, e Google Chrome, che regna ormai incontrastato a ridosso del 50%.

A dare la notizia è il Financial Times, che ricorda come Explorer sia arrivato nel suo periodo d’oro a contare su circa un miliardo di utenti, affermandosi come uno dei brand più noti nel campo del Web e delle nuove tecnologie. Ma anche per questo simbolo del Web 1.0 sembra ormai essere arrivato il tempo del pensionamento: Microsoft – secondo quanto riporta FT – ha detto la scorsa settimana che non ha intenzione di usare il marchio “Internet Explorer” per il browser che sarà abbinato al nuovo sistema operativo della casa di Redmond, e di cui il rilascio è atteso per quest’anno.

Il nuovo software ha per il momento soltanto un nome in codice, “progetto Spartan“, e nascerà con l’intenzione di rilanciare Microsoft al di là del Web 1.0 per cui Explorer fu progettato. La scommessa è di riuscire a superare tutte le debolezze che hanno caratterizzato nel corso del tempo Explorer, per immettere sul mercato un browser più adatto alle nuove esigenze degli utenti, più compatibile con la “vita digitale” che si svolge non più soltanto dal Pc, ma in modalità “multiple device”. Un atro tassello della strategia del Ceo Satya Nadella per andare al di là della dipendenza del gruppo dal monopolio che aveva conquistato nel campo dei personal computer.

Tra le opinioni citate dal FT c’è quella di Tom Bedecarre, a capo dell’agenzia pubblicitaria digitale Akqa, che giudica Explorer un programma ormai “scaduto”. Sulla stessa linea Dan Brewster, senior interactive designer all’interno dell’agenzia pubblicitaria Wolff Olins: “Spesso gli utenti lo hanno scelto soltanto perché era preinstallato nei loro Pc, o perché glielo richiedevano i datori di lavoro”. Explorer nacque infatti 20 anni fa per arginare l’espansione dell’emergente Netscape, e fu distribuito gratuitamente con il sistema operativo Windows: situazione che tra l’altro fece finire Microsoft sotto la lente dell’Antitrust Usa. Il sorpasso a Netscape avvenne nel giro di tre anni, ricostruisce il FT, e da lì Explorer arrivò a essere utilizzato dal 95% degli utenti della rete. Finché a divorarne le quote di mercato non sono arrivati Firefox e soprattutto Chrome.

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