Gestione dello spettro frequenze, Rai, banda ultralarga, poste, audiovisivo e attività internazionali. Sono questi i sei pilastri degli ultimi mille giorni di attività del Governo italiano guidato dall’ex premier Matteo Renzi in materia di telecomunicazioni, densi di eventi e iniziative di rilievo mirati a favorire l’innovazione del mercato e lo sprint digitale del Paese. Un insieme di azioni, raccolte in un documento, dedicate al sostegno del tessuto produttivo, allo snellimento della burocrazia e ad un’importante assunzione di responsabilità da parte del pubblico, che richiederanno ancor più impegno con l’avvento dell’anno nuovo. Per permettere al mondo telco dell’Italia di essere assoluto protagonista di una crescita da spingere con decisione.
Gestione dello spettro frequenze – Gli ultimi 3 anni di partita al tavolo delle frequenze sono stati ricchi di novità, importanti soprattutto in ottica futura. A cominciare dalle emittenti locali, cui sono state assegnate le nuove frequenze coordinate. Il mese scorso ha segnato la fine del processo di “rottamazione” delle frequenze interferenti coi i paesi confinanti, mentre particolare rilievo ha avuto la Legge di stabilità 2016, con la riforma della disciplina sull’attribuzione dei contributi, lo stanziamento di una parte degli introiti da canone Rai (50 milioni di euro) per il sostegno alle emittenti locali e la nuova disciplina del canone per il diritto d’uso. Sempre in tema di frequenze, da segnalare anche l’avvio dei negoziati con i Paesi confinanti nell’ambito della liberazione delle 700Mhz.
Rai – Il servizio pubblico televisivo è stato un altro ambito al centro dei mille giorni di governo a tinte telco. Dalla riforma della governance del 2015 fino alla prima Consultazione pubblica #Cambierai, durata da aprile a luglio 2016 tra tavoli tecnici, questionario online e report finale. Senza dimenticare ovviamente la riforma del canone Rai prevista dalla Legge di stabilità 2016, incentrata sull’abbassamento del prezzo annuale e sulla migrazione del pagamento nella bolletta energetica per contrastare l’evasione.
Banda ultralarga – Terzo ambito d’azione, ma non per questo meno importante dei primi due, è stato quello della piano banda ultralarga. Un progetto che ha visto la luce ufficialmente nel marzo 2015, con la presentazione del Piano d’investimenti e dei relativi obiettivi per il 2020: copertura oltre i 100Mbps per almeno l’85% degli italiani e almeno a 30Mbps per tutti (oltre alla copertura ultraveloce per edifici pubblici, poli industriali, aree turistiche, di interesse economico e a concentrazione demografica). Cinque mesi dopo la Delibera Cipe con lo stanziamento complessivo di quasi 5 miliardi, mentre a febbraio 2016 è stata la volta dell’Accordo Stato-Regioni per le aree bianche. Lo scorso giugno è infine arrivata l’approvazione del Piano complessivo da parte della Commissione europea, che ha messo in moto la macchina organizzativa con i primi due bandi effettuati durante l’estate e il terzo che partirà nei primi mesi dell’anno nuovo. Il governo ha approvato (12 settembre 2014) lo Sblocca Italia che mira a semplificare gli investimenti in reti, uniformando tra le altre cose la posa aerea della fibra e collocando la posa stessa tra le opere di urbanizzazione primaria.
L’Italia è il primo Paese a recepire a recepire nel proprio ordinamento la direttiva europea 61 del 2014 che prevede: riduzione dei costi di installazione di reti di comunicazione ad alta velocità; disposizioni per la semplificazione nel rilascio delle autorizzazioni; disposizioni per la semplificazione nel rilascio delle autorizzazioni. Per dare conto del roll out dei lavori del piano, il governo ha messo online il sito bandaultralarga.italia.it. Tra i pilastri della strategia il cablaggio nelle scuole avviato grazie al protocollo di intesa Mise-Miur dell’ottobre 2015. Sulla stessa scia il Progetto Italia Wi-Fi ed ecosistemi digitali, nato dalla stipula -il 26 luglio 2016 – del Protocollo d’intesa fra Mise, Mibact e Agid per la diffusione di piattaforme intelligenti al servizio del turista sul territorio.
Poste – Il 15 dicembre 2015 è stato stipulato il nuovo contratto di Programma 2015-2019 Mise-Poste Italiane che regola la fornitura del servizio universale postale e stabilisce obblighi e entità del finanziamento pubblico. La novità riguarda l’obbligo per Poste di valutare le proposte di Regioni ed enti locali per il potenziamento dei servizi erogabili nella rete degli uffici.
Audiovisivo – In collaborazione con il Mibact è stata messa in campo la riforma che il settore aspettava da anni. Tre le tappe fondamentali:
– Gennaio-giugno 2015: consultazione con stakeholder (broadcaster e produttori)
– Luglio 2015: pubblicazione report “Analisi strategica del settore audiovisivo: prodotto, mercato, e pubblici
– Novembre 2016: approvazione legge Fondo per gli investimenti e tax credit fino al 30%.
Attività internazionale – Nell’ambito del semestre di presidenza italiana ala Ue è stato raggiunto accordo unanime degli Stati Membri per la governance condivisa di Internet. Questo accordo ha successivamente facilitato la transizione di Icann verso un approccio multistakeholder Sprint anche nei rapporti con la Cina. Il 19 maggio 2016 è stato firmati l’accordo sull’audiovisivo che dà il via alla collaborazione nei settori cinematografico, radiofonico e televisivo. Risale al 3 novembre 2016: l’intesa Italia-Cina sulla digitalizzazione del patrimonio culturale e sulla collaborazione a sostegno del turismo e della cultura.
L’impegno del governo italiano si è infine prodigato per la realizzazione del Digital Single Market. Tra le azioni centrali la diffusione della fibra ottica quale elemento fondante della Gigabit Society e il coordinamento dello spettro per lo sviluppo del 5G. Focus anche sulla fine del roaming al dettaglio per i cittadini nella telefonia mobile e sull’introduzione del principio della banda ultralarga come servizio universale.