Morandini: “Telecom, rivoluzione equivalence. Delivery e assurance uguali per tutti”

Il capo dei Regulatory Affairs: “Il nuovo modello garantirà una maggiore trasparenza nella gestione delle richieste di attivazione delle linee e rafforzerà la parità di trattamento interna-esterna”

Pubblicato il 08 Apr 2016

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Uno spartiacque tra il passato e il futuro. In cui la conflittualità fra telco lascerà il posto alla collaborazione. Il tutto con l’obiettivo, comune, di creare le condizioni per aprire nuove opportunità e mercati da “conquistare”, ciascuno con le proprie strategie ma garantendo la piena concorrenza. Queste le fondamenta su cui si basa il nuovo modello di equivalence di Telecom Italia. Un modello rivoluzionario – al punto da rappresentare un unicum nel panorama internazionale, in particolare europeo – “già nella prima fase di esecuzione e che nel corso del prossimo anno consentirà di apprezzare significative differenze nelle modalità di fornitura dei servizi di delivery e assurance agli altri operatori per giungere al completamento nel 2017”, annuncia a CorCom Cristoforo Morandini, da inizio novembre a capo dei Regulatory Affairs and Equivalence di Telecom Italia.

Se è vero che l’azienda di telecomunicazioni già a partire dal 2013 ha riconosciuto la necessità di far evolvere le modalità di fornitura dei servizi di accesso e di manutenzione delle linee ai concorrenti, è anche vero che il nuovo modello parte ora da un presupposto differente, quello di assicurare che alla richiesta proveniente da un concorrente sia riservato l’identico trattamento riconosciuto ad un cliente Telecom Italia. “Il nuovo modello di equivalence – spiega Morandini – porrà sullo stesso piano le divisioni commerciali di Telecom Italia e quelle degli OLO, per un rafforzamento della parità di trattamento interna-esterna e una maggiore trasparenza nella gestione delle richieste di attivazione delle linee”.

Morandini, quali sono le caratteristiche del nuovo modello?

Il progetto, comunicato all’Autorità di settore ed all’Autorità antitrust lo scorso luglio, fa leva su tre principali azioni: la modifica dell’organizzazione, l’equivalenza dei processi, la messa in opera di un nuovo sistema di monitoraggio. Sul fronte organizzativo Telecom Italia ha creato a novembre scorso la nuova Direzione Wholesale in cui sono confluite le strutture che si occupano di fornire i servizi agli altri operatori (National Wholesale Services), e quelle deputate direttamente ai servizi per i clienti di Telecom Italia (Open Access).

Riunire le attività sotto un’unica struttura costituisce la prima garanzia per un ulteriore miglioramento delle performance. Innanzitutto le divisioni commerciali di Telecom Italia e quelle degli altri operatori utilizzeranno gli stessi processi, gli stessi sistemi informatici e le stesse informazioni per l’attivazione di nuovi clienti (delivery). In tal modo, i servizi verranno offerti, all’interno e all’esterno con lo stesso livello di qualità, agli stessi prezzi, nei medesimi tempi al fine di garantire gli stessi risultati. Un unico “punto di ingresso” quindi, a garanzia di un’assoluta parità di trattamento delle richieste interne ed esterne.

Per quanto riguarda invece le attività di manutenzione delle linee (assurance), le modalità di prestazione evolveranno verso un coordinamento delle attività di riparazione relative sia ai clienti i Telecom Italia sia a quelli degli altri i operatori, a assicurando così su tutto il territorio nazionale un intervento unitario da parte di un singolo soggetto nelle singole aree geografiche interessate, (System Unico) con positive ricadute sui tempi di riparazione dei guasti. Inoltre, un sistema di indicatori di performance (KPIs) consentirà di monitorare l’effettiva equivalenza delle prestazioni fornite alle divisioni interne di Telecom Italia e agli altri operatori. .

Quali benefici vi aspettate?

Il nuovo modello di equivalence porterà ad un deciso miglioramento della qualità dei servizi, in termini di tassi di effettiva realizzazione dei servizi richiesti e tempi di evasione. Più in generale, Telecom Italia si attende che la messa in campo del progetto consenta di ridurre considerevolmente le occasioni di contenzioso, anche giudiziale, con i propri concorrenti di telefonia fissa, ed un miglioramento delle relazioni con le Autorità indipendenti deputate a vigilare sulla correttezza del suo comportamento sul mercato.

Le Autorità, appunto. Come hanno accolto la proposta?

Positivamente, perché l’attuazione del progetto consente il superamento delle principali problematiche regolatorie ed antitrust emerse negli ultimi anni. Con la realizzazione del nuovo modello infatti che garantisce l’equivalenza dei processi per l’attivazione e la manutenzione dei clienti di Telecom Italia e dei concorrenti, viene eliminata alla radice la possibilità di operare discriminazioni. Oltre al fatto che ci attendiamo un miglioramento significativo del livello di qualità dei servizi forniti ai nostri clienti concorrenti. Il nostro obiettivo ora è quello di realizzare il progetto nei tempi e secondo le modalità illustrate ed apprezzate dalle stesse Autorità.

E gli OLO che ne pensano? E soprattutto come verranno “coinvolti”?

Nel corso degli ultimi mesi i confronti con gli operatori si sono intensificati, con un’attenzione maggiore alla comune ricerca di soluzioni, in un clima di maggiore collaborazione. Naturalmente, a seguito della modifica dei processi e della disponibilità di basi dati di migliore qualità, gli operatori verranno coinvolti per tempo perché possano fruire appieno dei miglioramenti che Telecom Italia introdurrà progressivamente, fino alla realizzazione completa del progetto.

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