IL MERGER

Nasce Impresoft Group, il nuovo polo dell’Ict made in Italy

Dall’unione di Brainware, 4ward, Gruppo Formula, Qualitas Informatica e Impresoft e grazie al sostegno finanziario del fondo di private equity Xenon, prende vita una realtà da 55 milioni di euro di fatturato e 3mila clienti. Il presidente Morina: “Siamo una startup con 50 anni di storia”

Pubblicato il 21 Nov 2019

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Il mondo delle tecnologie innovative e in particolar modo delle soluzioni digitali sta attraversando un periodo caratterizzato da fenomeni di concentrazione delle offerte e di accorpamento delle competenze. Si tratta di rispondere in maniera efficace alla domanda sempre più esplicita di flessibilità, di standardizzazione e di interoperabilità con piattaforme “chiavi in mano”. La parola d’ordine è integrazione, capacità di analisi dei dati e generazione di insight di valore per indirizzare il business. Ed è in base a questi presupposti che è nata Impresoft Group, fusione di cinque realtà che a vario titolo operano da decenni nella scena italiana dell’Ict: Brainware, 4ward, Gruppo Formula, Qualitas Informatica e Impresoft. “Partiamo con 55 milioni di fatturato, 430 specialisti, 18 sedi in Italia e una in Romania per le attività di R&D, 50 partner di canale e una base di 3 mila clienti”, ha spiegato Antonello Morina, Presidente di Impresoft, in occasione della conferenza stampa di presentazione del nuovo soggetto.

Gli ambiti di azione della nuova realtà

Impresoft Group metterà a fattor comune l’esperienza, le competenze e le tecnologie delle cinque società offrendo alle imprese di medie e grandi dimensioni – inizialmente nei settori manifatturiero, della distribuzione, dell’agrofood, del Finance e della Pa – prodotti e servizi che copriranno gran parte delle tematiche legate all’innovazione digitale: Business Application, soluzioni Erp, Mes, Crm, Business Intelligence, oltre all’offerta cloud sui piani dell’elaborazione dei dati, della digitalizzazione dei processi aziendali, dei managed services e del modern workplace. “Impresoft è una vera e propria startup con 50 anni di storia, un progetto imprenditoriale tutto italiano, con uno spirito nuovo, difficilmente riscontrabile nel panorama Ict nazionale”, ha aggiunto Morina. D’altra parte, l’iniziativa ha ricevuto il sostegno del fondo di private equity Xenon, che detiene il 60% delle quote del gruppo. “D’altra parte investire in Ict è remunerativo”, ha detto Rossano Zivieri, amministratore delegato di Impresoft Group. “La spesa complessiva in Italia è pari a 70 miliardi di euro, con una crescita di poco superiore alla media europea. Gli ambiti in cui l’incremento è maggiore sono quelli dell’Ict service & software e dell’Ict solutions, e non a caso le attività del nuovo gruppo incidono, in questa prima fase progettuale, proprio nei due sottosegmenti con le performance migliori”.

I piani per il prossimo biennio

Nel medio termine, la strategia del board è finalizzata a massimizzare le sinergie di gruppo con l’ampliamento organico dell’offerta, l’aumento della base clienti e il raddoppiamento – nei prossimi 18-24 mesi – della presenza sul mercato via canale . Sono inoltre previste acquisizioni mirate per mercati, competenze e territori. Ma su quest’ultimo punto in particolare Zivieri non ha voluto rivelare ulteriori dettagli. “Se costruiamo soluzioni verticali e le rendiamo complementari alle offerte orizzontali, sia on premise che su cloud, alimenteremo un progetto con buone prospettive di crescita e di cross selling in particolar modo rispetto all’offerta per Cfo, digital transformation manager, Hr manager e Cio.

I partner di riferimento per la nuova realtà continueranno a essere quelli che hanno contraddistinto la crescita delle singole imprese, ovvero Microsoft, Sage, Infor, Tim, “con l’accortezza di non creare mai sovrapposizioni tra le varie tecnologie, specialmente in ambito Erp, dove abbiamo dato priorità a un approccio complementare per le nostre soluzioni proprietarie e allo sviluppo di localizzazioni dei prodotti internazionali”, ha detto Roberto Lorenzetti, Chief Marketing Officer della divisione Business Application. “La sfida più complessa che abbiamo davanti? Forse quella che riguarda il canale. Reclutare partner è relativamente semplice, formarli e poi selezionarli, specialmente nell’ottica che intende adottare Impresoft come system integrator non tradizionale, richiederà un grande impegno da parte di tutti”.

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