IL CASO

Net neutrality, i Democratici pronti a dar battaglia al Senato

Al Congresso Usa democratici a lavoro per ribaltare la decisione presa dalla Fcc. Ma la strada è in salita: la maggioranza repubblicana è compatta e pronta a chiedere nuove leggi per seppellire per sempre la neuralità della rete

Pubblicato il 18 Dic 2017

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La battaglia sulla net neutrality negli Stati Uniti non è affatto finita. Anche se ribaltare la decisione presa dalla Federal Communications Commission sarà molto difficile, il Senatore Democratico Charles Schumer di New York, principale rappresentante del suo partito presso la Camera alta del Congresso Usa, ha tutte le intenzioni di sfidare la Fcc imponendo un voto al Senato che abroghi il voto appena preso dalla Fcc e permetta di tornare alle norme anti-discriminazione del traffico sulla Rete approvate nel 2015 sotto la presidenza di Barack Obama.

Come riportato da Reuters, Schumer ha annunciato che forzerà il voto su quanto fatto dal regolatore delle comunicazioni avvalendosi del Congressional Review Act, la legge che conferisce al Congresso il potere di rivedere le decisioni dalle agenzie federali come la Fcc. Schumer colpisce i Repubblicani (in gran parte favorevoli allo stralcio delle norme sulla neutralità della rete) con la stessa arma da loro usata per invalidare una serie di misure dell’era Obama, tra cui le regole sulla privacy online o per la difesa dell’ambiente dal cambiamento climatico.

“Voteremo per valutare l’operato della Fcc e invalidare la decisione presa la scorsa settimana”, ha dichiarato Schumer. “E’ nel nostro potere farlo e possiamo anche noi usare il Congressional Review Act a nostro vantaggio”. La strada è tutta in salita perché il leader della maggioranza Repubblicana al Senato, Mitch McConnell, non sostiene la crociata di Schumer ed è allineato con la Fcc.

I Repubblicani e la Casa Bianca hanno congegnato molto bene la fine della net neutrality negli Stati Uniti. Il nuovo quadro normativo ha inserito infatti obblighi di trasparenza per gli Internet service provider: se gli Isp effettivamente bloccano, rallentano o discriminano servizi e contenuti su Internet, dovranno renderlo pubblico e così la Fcc sostiene che il consumatore è tutelato. La Casa Bianca è dalla parte della commissione e del suo presidente Ajit Pai: l’ufficio Bilancio dovrà approvare le nuove regole sulla trasparenza e il sì è scontato, anche se richiederà un processo lungo diversi mesi.

Nel frattempo i procuratori generali di alcuni Stati Usa hanno fatto causa contro la decisione presa dalla Fcc (che proprio per tutelarsi ha inserito nelle nuove norme l’accentramento a livello federale dei poteri sulla regolazione dell’accesso a Internet, sottraendo poteri agli Stati), ma l’authority ha un sostegno di ferro tra i Repubblicani. Anzi, il Partito di maggioranza ora chiede al Congresso di approvare una legge che, mentre protegge i consumatori dalle discriminazioni, impedisce ai parlamentari in futuro di legiferare di nuovo sulla net neutrality. “Tante storie per niente”, ha dichiarato Ajit Pai su Fox News: “Internet diventerà più veloce, non rallentato”.

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