Net neutrality, norme Usa a rischio “illegalità”

I giudici di Washington pronti a ribaltare l’impianto normativo voluto dalla Fcc: la procedura adottata sarebbe illecita e così le norme imposte ai provider. Secondo Strand Consult, l’America si troverà senza norme sulla net neutrality. Promossa l’Europa: “Le regole Ue reggono la prova della legittimità”

Pubblicato il 07 Dic 2015

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Le norme americane sulla net neutrality non reggeranno la prova del tribunale: saranno probabilmente dichiarate “illegali” e tutto l’impianto regolatorio dell’Open Internet sarà da rifare. Lo scrive Strand Consult nella sua ultima nota di ricerca, dopo aver partecipato alle udienze in tribunale con cui a Washington si sta discutendo il piano della Federal Communications Commission sull’Internet “aperto”. La prima falla emersa è che le regole sono state create con un processo non legittimo. Ma non esisterebbe solo un vizio procedurale: le regole stesse volute da Barack Obama e dalla Fcc sarebbero “illegali”.

Come noto, a inizio anno, la Fcc ha emesso il suo Open Internet Order con cui ha riclassificato la banda larga nel Title II del Communications Act, equiparandola a un servizio pubblico. Le parti “danneggiate” dalla riclassificazione hanno subito fatto causa: si va dalle aziende del cavo, della telefonia fissa e mobile e della banda larga a singoli imprenditori, per un totale di nove cause che sono state accorpate in un unico processo, lo US Telecom Association contro la Fcc.

Cuore della causa è la legittimità della riclassificazione della banda larga voluta dalla Fcc sotto il Title II. Il dibattito tra i giudici di Washington sembra suggerire che la Fcc abbia oltrepassato i limiti dei propri poteri e non abbia varato le regole secondo la procedura corretta; inoltre non avrebbe notificato le parti interessate con sufficiente anticipo. La decisione finale arriverà l’anno prossimo, ma secondo Strand Consult le regole della Fcc sulla net neutrality saranno bocciate almeno in parte, forse anche in toto.

Anche le regole per la net neutrality sulle reti mobili sarebbero illegittime, secondo il parere diffuso tra i giudici di Washington. Le telco mobili hanno presentato documenti che illustrano la necessità di avere sufficiente flessibilità per gestire le loro reti. Per gli operatori fissi sarà più difficile dimostrare la stessa necessità, ma probabilmente la questione sarà rimandata alla Corte Suprema alla quale le telco fisse hanno intenzione di presentare appello. La causa contro la net neutrality, quindi, con ogni probabilità proseguirà, rendendo molto incerto il futuro della legislazione sulla neutralità della rete negli Usa. Secondo Strand, si renderà necessaria una soluzione legislativa al Congresso.

Il dibattito in tribunale ha fatto emergere altri elementi problematici nella normativa varata dalla Fcc. Il divieto della paid prioritization, per esempio, sarebbe illegittimo, perché la Fcc non ha addotto alcun esempio concreto di questa pratica e nessun operatore applicherebbe la paid prioritization come descritta dalla Commissione. I giudici che stanno vagliando la normativa hanno dichiarato che diversi tipo di traffico richiedono diversi livelli di servizio e che questo è “completamente ragionevole”. Allo stesso modo, anche il cosiddetto zero rating non rappresenterebbe una violazione della net neutrality, perché la libertà di fare il prezzo sul mercato è considerata fondamentale quanto quella di espressione e opinione.

“Non ha alcun senso avere una normativa severa sulla net neutrality se non può superare il vaglio dei giudici e dimostrarsi legittima”, conclude Strand Consult. Da questo punto di vista, però, una nota di merito spetta all’Europa (dove tra due giorni la Commissione Ue presenterà le sue proposte legislative per il Mercato unico digitale che includono le norme per la net neutrality): anche se Strand Consult è sempre molto critica nei confronti delle regole “forti” per la net neutrality e ha spesso evidenziato come siano molti i player insoddisfatti in Ue, almeno, le norme europee sono considerate più robuste e pronte a resistere a una prova di legittimità, perché il processo con cui sono state create ha incorporato i pareri di più parti politiche. Negli Usa, invece, le norme sulla net neutrality sono frutto della volontà del presidente e di una decisione autonoma della Fcc; ora queste norme rischiano di essere bocciate in quanto “illegali” e gli Stati Uniti potrebbero ritrovarsi senza alcuna regola sulla net neutrality.

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