L’ITALIA NEL 2025

New urban reality: la “normalità” post Covid sarà più digitale, non si torna indietro

È quanto emerge da uno studio Ericsson rappresentativo delle opinioni di 40 milioni di cittadini. Lavoro e istruzione sempre più da remoto, cresce l’attenzione per privacy e inclusione ma aumentano anche i timori su intelligenza artificiale e tecnologie “ruba” lavoro. Stress da iperconnettività

Pubblicato il 30 Lug 2021

prima

Dalla pandemia non si torna indietro: il digitale sarà l’ingrediente chiave del new normal. È quanto emerge dal report globale “The Future of Urban Reality” di Ericsson (qui il report) – il più corposo studio mai realizzato in termini di campione utilizzato – che prende in esame le esperienze, le preoccupazioni, le sfide e le opportunità dei consumatori riguardo ai loro stili di vita e alla tecnologia – indagando le opinioni di un campione rappresentativo di 40 milioni di italiani. E soprattutto traccia la strada di qui al 2025 tenendo conto delle aspettative dei consumatori.

Stando ai risultati della maxi indagine i consumatori non solo continueranno a gestire online alcune attività quotidiane come lavoro, didattica a distanza, servizi di telemedicina e spesa, ma aggiungeranno nuovi servizi online. Si stima un aumento delle ore trascorse sul Web anche quando si tornerà alla normalità. Ci si aspetta anche che ciò colmi il divario tra utenti online moderati e avanzati.

“I dati che emergono dal report The Future Urban Reality dimostrano che le tecnologie digitali sono destinate a restare assai rilevanti anche nella fase di nuova normalità che ci apprestiamo a vivere. Dallo smart working allo shopping, passando per l’e-learning e la digitalizzazione del settore sanitario, sarà una società sempre più connessa – commenta Camilla Järvall, Direttrice marketing e comunicazione di Ericsson Italia e Sud Est Mediterraneo -. Per questo, è fondamentale che il Paese sia in grado di rispondere alle aspettative e alle esigenze della collettività, accelerando l’implementazione della banda ultra larga e del 5G e colmando i gap sulle competenze digitali, per non lasciare più nessuno indietro. Ericsson sta mettendo in campo know-how e soluzioni innovative per accelerare il percorso di digitalizzazione e sfruttare l’enorme potenziale del 5G e delle reti mobili.”

Qualsiasi attività considerata di routine si sposterà online entro il 2025: 4 consumatori italiani su 10 si aspettano di utilizzare l’e-learning o la didattica a distanza per aggiornare le loro competenze e circa un terzo dei consumatori crede che tutte le attività di intrattenimento si svolgeranno online. Solo il 18% dei consumatori crede invece che ordinerà la spesa principalmente online in futuro. Il lavoro da remoto è destinato a restare: tra gli occupati italiani, una persona su 10 prevede di continuare a lavorare completamente a distanza anche dopo la pandemia (una persona su quattro a livello globale). Allo stesso modo, anche gli studenti universitari si aspettano che il 73% delle loro ore di studio saranno online (con la media globale ferma al 60%).

Il 71% si aspetta però un aumento dei livelli di stress nella società: più della metà crede che sarà necessario destreggiarsi tra più lavori per mantenere un reddito decente e il 48% teme che robot che sfruttano l’IA causeranno la perdita del lavoro a molte persone. Allo stesso tempo, 6 su 10 si aspettano di condurre una vita più sana e il 42% ritiene che i principali eventi di intrattenimento, culturali e sociali si svolgeranno su piattaforme online.

Se oggi solo un consumatore italiano su cinque si sente preoccupato per la privacy online, entro il 2025 saranno 7 consumatori su 10, di tutte le fasce d’età, professioni e competenze tecnologiche, coloro che presteranno maggiore attenzione alla privacy e alla sicurezza online.

I consumatori aggiungeranno 13 ore a settimana di tempo online (media globale: 10 ore) e 1,9 (media globale: 2,5) servizi in più alle loro attività quotidiane online quando si tornerà alla nuova normalità.

I consumatori italiani prevedono che lo shopping online diventerà una consuetudine nel prossimo futuro. Anche se lo shopping nei negozi fisici resterà prevalente, si prevede che nel post pandemia gli acquisti online rappresenteranno il 38% di tutte le attività di shopping. A parte lo shopping in generale, gli alimentari sono un’altra categoria di acquisto destinata ad essere gestita online. Pur se con percentuali inferiori rispetto al resto d’Europa e del mondo, i consumatori italiani stimano che circa 1/5 di tutta la loro spesa alimentare sarà ordinata tramite piattaforme online.

Ora, più che mai, i consumatori italiani si stanno rendendo conto dell’importanza di prendersi cura della propria salute. Tra coloro che hanno avuto una malattia nell’ultimo anno, la frequenza di utilizzo di servizi di e-health è salita a 3,6 volte al mese (rispetto alle 2 volte al mese nel periodo pre-pandemia). Il beneficio di questa esperienza durante la pandemia significa che questo gruppo di consumatori, rispetto agli altri, prevede che userà i servizi di e-health ancora di più in futuro con una frequenza prevista di 4,2 volte al mese.

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