IL PIANO

Ngn, Bassanini: “Due reti se Telecom non ci sta”. Cdp pronta a rilevare quota F2i

Il presidente di Cdp: “Sarebbe ideale che alla costruzione della rete a banda ultralarga ci stessero tutti gli operatori”. E sul negoziato con Vodafone: “Trattative concrete”

Pubblicato il 02 Apr 2015

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Nella costruzione di una rete in banda ultralarga che porti la fibra ottica alle case, “intendiamo proseguire su questa strada con chi ci sta, e l’ideale è che ci stessero tutti gli operatori di tlc, altrimenti la faremo con chi ci sta”. Lo ha detto il presidente di Cdp, Franco Bassanini, sottolineando che “se Telecom ci sta è l’ideale per noi. Se Telecom fa la rete, dopo aver detto che non c’era la domanda, per noi va benissimo, ma ci sarà anche la rete di Metroweb”.

Per quanto riguarda le trattative in corso, Bassanini ha precisato che quella con Vodafone su una quita Metroweb è “concreta”. “C’è un negoziato in corso – ha spiegato – intendiamo procedere con chi ci sta: le manifestazioni di interesse che non pongono condizioni rispetto alla presenza di altri azionisti sono oggetto di un’attenzione non generica ma concreta. Un’attenzione – ha aggiunto Bassanini – su come si può costruire un progetto comune”. Quanto all’ipotesi di un interesse di Telecom per Metroweb, Bassanini ha ricordato che “con Telecom, come Cdp, discutiamo da alcuni anni, ma su come procedere non si può e non si deve dire nulla”.

Il manager ha poi annunciato che Cassa Depositi e Prestiti sarebbe pronta a rilevare la quota di F2i in Metroweb se il fondo F2i se il fondo decidesse di uscire da Metroweb e non ci fosse un acquirente. F2i “è un fondo di investimento non a lungo termine – ha detto Bassanini – prima o poi dovrà disinvestire nella sua quota in Metroweb, ma non c’è da considerare che si crei un buco”. Infatti, ha aggiunto, “in caso di necessità, se non ci fosse nessuno a rilevare la quota, Cdp si farebbe carico offrendo un paracadute”. Se “F2i metterà sul mercato la sua quota al migliore offerente – ha concluso – non c’è il rischio che non sia collocata. In caso di necessità saremo noi a rilevarla”.

Secondo Bassanini l’investimento di 500 milioni di euro che Telecom ha annunciato per portare la fibra in 40 citta’ non e’ sufficiente e basterebbe al massimo per dotare di fibra “qualche quartiere. Se sono convinti di mettere 500 milioni vuol dire che nelle 40 citta’ annunciate faranno qualche quartiere. Se invece intendono fare tutte le citta’ in modo che non si possano dare incentivi a nessuno, l’investimento deve essere molto superiore a 500 milioni”.

“Noi solo a Torino – ha concluso – per il nostro programma di copertura in fibra to the building che copre il 70% della citta’, abbiamo previsto un investimento superiore ai 100 milioni”.

Nei giorni scorsi Metroweb ha presentato al Mise il piano non vincolante per cablare il territorio nazionale con la banda ultralarga. Secondo Mf-Dowjones il piano riguarda circa 600 comuni italiani che verrano cablati attraverso la tecnologia Ftth, il collegamento che permette alla fibra ottica di raggiunge direttamente la singola unità abitativa.

Il valore complessivo del piano, spiega ancora la fonte, è di 4,5 miliardi euro e l’obiettivo di Metroweb è quello di raggiungere con la banda ultralarga il 55% della popolazione. In particolare il progetto punta a collegare le principali città italiane, oltre a quelle già coperte dalla società (Milano, Torino, Genova e Bologna).

Il piano presentato ieri, ha proseguito la fonte, non è vincolante ma è una semplice “manifestazione di interesse” e la sua realizzazione dipenderà prevalentemente da due fattori. Il primo è quello relativo all’entità degli incentivi che il Governo deciderà di stanziare e che non sono ancora noti mentre il secondo fattore riguarda il tipo di partnership che Metroweb realizzerà con uno o più operatori per portare avanti il progetto. Quello di ieri è un piano di massima che verrà dettagliato nelle prossime settimane.

Per quanto riguarda le tempistiche, ricorda la fonte, il 31 maggio scadrà il termine entro il quale i vari operatori dovranno presentare il piano definitivo. Una scadenza che secondo la fonte, potrebbe non essere rispettata e quindi potrebbe slittare. Solo una volta presentati i progetti vincolanti ci si muoverà concretamente.

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