IL PIANO

Ngn, Guidi: “Governo guarda con interesse al contributo dei privati”

Il ministro per lo Sviluppo economico: “Coinvolgeremo in modo sinergico tutti gli operatori che vogliono collaborare allo sviluppo della banda ultralarga”. E sui fondi: “Lavoriamo alla delibera Cipe”

Pubblicato il 15 Lug 2015

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“Il Governo guarda con interesse a qualsiasi iniziativa che contribuisca a colmare il divario digitale. Per tale motivo verranno coinvolti in modo sinergico tutti gli operatori che possono e vogliono collaborare allo sviluppo delle infrastrutture della banda ultralarga. Infatti, si è conclusa lo scorso 6 luglio la consultazione pubblica annuale aperta a tutti gli operatori interessati”. Risponde così il ministro per lo Sviluppo Economico, Federica Guidi, a una domanda sull’interesse di operatori privati nell’ambito della strategia del Governo per la banda ultralarga, nel corso di un question time alla Camera.

Il ministro ha inoltre aggiunto che fondi pubblici per realizzare il Piano per la banda ultralarga “ammontano a 7 miliardi di cui 5 provenienti dal fondo per lo sviluppo e coesione attivabili con delibera Cipe. Il Governo sta lavorando alla definizione di questa delibera che consentirà di avere a disposizione risorse necessarie per raggiungere gli obiettivi del Piano nella aree ‘bianche’ (cluster C e D)”. Guidi ha poi aggiunto che sulle misure di stimolo dell’offerta come gli sgravi fiscali e i voucher serve l’approvazione della Commissione Ue, e l’iter per questo “è già stato avviato”.

Nei giorni scorsi il vicesegretario generale di Palazzo Chigi, Raffaele Tiscar ha annunciato che si punta a spendere i primi soldi nella primavera del 2016, in in merito alle risorse per la banda ultralarga che saranno messe nero su bianco nella delibera Cipe.

Tre i documenti a cui si lavora: il piano di investimenti alla base della delibera Cipe. Le risorse saranno suddivise per Regioni, si definirà quali territori partiranno per primi e saranno messe a punto le modalità di gara per poi aggiornare, in un secondo momento, il piano industriale quando la strategia del governo sarà validata dalla Ue in ordine alla direttiva sugli aiuti di stato.

Il secondo documento riguarda gli strumenti finanziari accessori: credito di imposta e future risorse pubbliche che saranno definiti in un secondo momento. Dopodiché si lavorerà al piano operativo che disciplina ciascun singolo bando, area per area.

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