Nicita: “Equilibrio virtuoso fra mercato e politiche pubbliche”

Il ruolo del regolatore deve essere tenuto distinto da quello delle politiche industriali, dice il commissario Agcom. Va ricercata complementarietà dinamica fra Fttc e Ftth

Pubblicato il 20 Nov 2014

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Il prof. Antonio Nicita, Commissario Agcom, è intervenuto ieri al workshop I-Com sull’ultra-broadband, presentando i risultati dell’indagine conoscitiva congiunta Agcm-Agcom e delineando le condizioni per un equilibrio virtuoso tra dinamiche di mercato e politiche pubbliche per le reti di nuova generazione.

L’indagine congiunta Agcom-Agcm – ha detto il Commissario – si è concentrata solo su alcuni temi specifici: “lo scopo principale è stato quello di offrire, al dibattito pubblico e a quello relativo al disegno delle politiche pubbliche per il conseguimento degli obiettivi dell’agenda digitale, la cornice istituzionale, concorrenziale e regolatoria, delle opzioni esistenti e dei possibili modelli stilizzati, a partire dalla fotografia attuale e dalle dinamiche in corso sul mercato”.

Con riferimento al Piano annunciato dal Governo, Nicita ha aggiunto che l’Autorità potrà dare eventualmente il proprio contributo costruttivo, anche in relazione alla sua azione di advocacy, focalizzando l’attenzione sulle “frontiere tra mercato e fallimenti di mercato, tra intervento pubblico e iniziativa privata e tra le diverse opzioni previste per le politiche pubbliche, incluse quelle, tecnologicamente neutrali, che opportunamente puntano sulla spinta della domanda”.

Secondo Nicita “è del tutto ovvio però che il ruolo della regolazione deve essere tenuto distinto da quello delle politiche industriali”. D’altra parte, ha sottolineato, “l’efficienza dinamica dei mercati e degli incentivi agli investimenti in banda larga e ultra larga, nelle diverse opzioni tecnologiche disponibili, deve svilupparsi in un contesto di reciproco adattamento co-evolutivo, tra regole, mercato e politiche industriali”, senza dimenticare l’aderenza al framework comunitario della regolazione, la coerenza con le scelte regolatorie del passato, gli obiettivi dell’agenda digitale e quelli della promozione di una concorrenza dinamica.

Nicita ha quindi auspicato, seppure su un piano esclusivamente tecnico, un coordinamento efficiente tra regolazione, antitrust e politiche pubbliche, nella definizione dei cosiddetti ‘cluster’ geografici, nei quali sarà previsto l’intervento pubblico nelle sue varie forme: “Va ricercata un’ottima complementarietà dinamica tra FTTC e FTTB/H, alla frontiera tra mercato e politiche pubbliche”. Ciò, ha sottolineato il Commissario, anche in ragione delle scelte di investimento già realizzate o annunciate dagli operatori e alla loro potenziale scalabilità verso la rete FTTB.

In conclusione, secondo Nicita, “la regolazione di impronta europea farà la sua parte per garantire contesti nei quali concorrenza e investimenti possano alimentarsi reciprocamente”, ma al tempo stesso, avverte, occorrerà evitare che due opposti rischi possano generare “ibridi inefficienti nel futuro: quello di inerzia privata da un lato e quello di eccesso di intervento pubblico dall’altro”.

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