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Nintendo, primo bilancio in rosso dopo 30 anni

Il produttore di Super Mario ha chiuso l’esercizio 2011/2012 con perdite per 400 milioni di euro e ricavi in contrazione del 36%. A pesare sui conti la concorrenza di tablet e smartphone, la flessione delle console e la fragilità dello yen

Pubblicato il 26 Apr 2012

‘Super Mario’ ha smesso di correre: la Nintendo dei record segna il primo ‘rosso’ d’esercizio di sempre e dal 1981, l’anno di avvio della diffusione dei conti consolidati, scontando le vendite a sconto delle console 3DS e Wii e le minusvalenze legate alla solidità dello yen.

Il primo produttore mondiale di videogame, alle prese con una delicata transizione tra i vecchi e i nuovi prodotti e in presenza della nuova concorrenza di smartphone e tablet, chiude l’anno fiscale 2011/12, al 31 marzo scorso, con la perdita netta di 43,20 miliardi di yen (oltre 400 milioni di euro), a fronte di utili pari a 77,62 miliardi nei 12 mesi precedenti, mentre sono in netto calo i ricavi (-36,2%), a 647,65 miliardi di yen.

A inizio 2011, il gruppo di Kyoto ha lanciato la 3DS, la piattaforma portatile con l’innovativo effetto tridimensionale senza uso di occhialini progettata per sostituire la Ds, andando però incontro a una tiepida accoglienza, anche a causa degli effetti del sisma/tsunami dell’11 marzo.

Ad agosto, il taglio del 40% del prezzo della macchina della 3DS ha dato una netta accelerazione alla domanda insieme all’ ntroduzione delle versioni tridimensionali di titoli molto popolari come ‘Super Mario 3D Land’ e ‘Mario Kart 7’. Risultato: 13,53 milioni di 3DS vendute nell’ultimo esercizio fiscale con il target ambizioso di 18,5 milioni per l’anno in corso.
Il fattore super yen si traduce in oneri 2011/12 per 27,7 miliardi di yen, visto che la società mantiene gran parte della sua liquidità in valuta estera, operando a livello globale.

Tra le novità in arrivo, il lancio entro fine anno della Wii U, la ‘room console’ con touch screen destinata a mandare in pensione la Wii. E, quanto all’intero 2012/13, Nintendo spiega di puntare a un risultato netto di 20 miliardi di yen (meno di 200 milioni di euro) e all’utile operativo di 35 miliardi su un fatturato di 820 miliardi di yen, tracciando un scenario di poco inferiore alle stime fatte dagli analisti.

La compagnia, nota per lo spirito innovatore e lo sviluppo in proprio dei prodotti, si trova paradossalmente a competere sempre più non solo con i produttori tradizionali di videogame, come Sony e Microsoft, ma con i giochi gratuiti o poco costosi disponibili su Internet, smartphone e tablet.

"La vera sfida – è ormai il ritornello del numero uno di Nintendo, Satoru Iwata – sono i bassi prezzi che creano ostacoli al fatto che qualcuno possa pensare che valga la pena di pagare per giocare. Dobbiamo giustificare l’acquisto e l’interesse per i nostri prodotti".

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