AUTHORITY IN SCADENZA

Nomine Agcom, ecco i curricula dei “finalisti”

La Camera voterà dopodomani i primi due dei quattro commissari, ma politici e associazioni chiedono a gran voce maggiore trasparenza sui nomi: il Corriere delle Comunicazioni ha raccolto le schede dei candidati più gettonati

Pubblicato il 21 Mag 2012

R.C.

Nomine Agcom, meno due. Se il calendario della Camera rimane invariato, mercoledì 23, dopodomani, l’aula procederà all’elezione di due dei prossimi commissari dell’authority. Gli altri due verranno eletti dai senatori.

In realtà si tratta di un incipit turbolento. Mentre continuano a fioccare ipotesi di candidature, autocandidature e smentite (come quella del presidente della Corte costituzionale Alfonso Quaranta, presidente della Corte costituzionale) da associazioni e partiti viene invocata una maggiore trasparenza e una ridiscussione delle procedure di elezione.

Chi sono i candidati a diventare commissario e presidente? Il Corriere delle Comunicazioni ha raccolto i loro curricula, venendo così incontro alle richieste di maggiore chiarezza sulle modalità di nomina. In pdf le schede dei candidati (Sergio Bellucci, Deborah Bergamin, Angelo Marcello Cardani, Maurizio Dècina, Antonio Martusciello, Enzo Pontarollo, Stefano Quintarelli, Antonio Sassano, Roberto Viola, Luca Volonté, Roberto Sambuco).

Anche le Regioni si fanno sentire, attraverso la Conferenza dei Presidenti dei Consigli Regionali, reclamando più spazio per i territori e proponendo come candidati per Agcom Maria Luisa Sangiorgio, Francesco Soro, Gianluca Gardini, Enrico Paissan, Paolo Francia.

Al di là del totonomine la nuova Agcom rischia in realtà di partire “zoppa”. Manca all’appello un pezzo dell’ingranaggio elettorale per cui le future due commissioni rischiano di nascere senza poteri. Tutte le operatività verrebbero delegate al terzo organo (il consiglio). Una “svista” imbarazzante per la prima authority nata sotto il governo Monti. Quello che manca nella costruzione della nuova Agcom è il meccanismo per poter distribuire i 4 commissari nelle 2 commissioni.

Il decreto “salva italia” ha ridotto a 4 i commissari Agcom, senza però intervenire sul meccanismo di elezione previsto nella legge istitutiva dell’Autorità; questo ha generato l’esigenza di un intervento correttivo per evitare il rischio-accaparramento di tutti e 4 i commissari da parte di un solo gruppo parlamentare di maggioranza relativa. In questo senso il senatore Zanda aveva presentato un emendamento che riordinava i criteri di elezione dei commissari direttamente verso il Consiglio e definiva le nuove modalità di designazione degli stessi commissari alle 2 commissioni. Quell’emendamento però non è passato, giudicato improponibile dal governo. Qualche settimana dopo è stato presentato un nuovo emendamento (in sede di conversione del decreto correttivo liberalizzazioni): questa volta accolto dal governo e dalla maggioranza al senato.

Ma fra le due versioni è rimasto un “buco”. Che riguarda, appunto, il tema della composizione delle 2 commissioni: la parte dell’emendamento che lo regolava è stato eliminato per non incorrere nell’inammissibilità relativa ad emendamenti con contenuto ordinamentale. Il tema è stato quindi rinviato a dopo l’approvazione definitiva (avvenuta ieri alla Camera). Immediatamente la presidenza della Camera ha però varato il nuovo calendario settimanale con la previsione che mercoledì 23 maggio, alle ore 11, avranno luogo le votazioni per schede per l’elezione di un componente del Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa, di due componenti del Garante per la protezione dei dati personali e di due componenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Ma procedere all’elezione dei commissari Agcom senza aver definito per legge le procedure di attribuzione dei commissari alle due commissioni renderebbe incompleta la struttura degli organi dell’Autorità che può, in questa situazione, deliberare “solo” in forma consiliare. E non per una scelta politica. Ma per un combinato disposto.

In realtà una via d’uscita c’è, indicano gli esperti: il provvedimento adatto per introdurre il nuovo criterio di designazione dei commissari nelle due commissioni, o eventualmente disporre una mini-riforma per l’abolizione delle due commissioni, è il recepimento del Telecom Package, depositato in Commissione Trasporti della Camera per il parere.

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