PUNTI DI VISTA

Nuova Privacy in vista: ma le aziende sono pronte alla rivoluzione?

Il regolamento mette al centro il cittadino, rendendolo più sicuro e consapevole, armonizzerà l’impatto economico-organizzativo delle aziente e ed eviterà dispersioni costate finora care a Pmi e multinazionali

Pubblicato il 17 Dic 2015

privacy-130508115703

Dopo un iter durato quasi quattro anni si scrive finalmente l’ultimo capitolo del nuovo Regolamento Europeo sulla protezione dei dati che armonizzerà l’attuale frammentazione legislativa tra i Paesi, introducendo un testo normativo di riferimento, comune e condiviso, tra tutti i 28 Stati dell’Unione. In Italia andrà in pensione l’attuale Codice Privacy, datato 2003. La riforma si struttura su due strumenti sostanziali: il Regolamento per la protezione dei dati e una Direttiva connessa al trattamento dei dati riferita al settore giustizia. Quest’ultima è finalizzata a facilitare la cooperazione tra Paesi, nel rispetto dei dati, per vittime, sospettati, testimoni e, al tempo stesso, vuole favorire un comune e più efficace fronte d’azione contro criminalità e terrorismo.

Al centro del nuovo Regolamento, il cittadino, che godrà di un maggiore controllo sui propri dati personali e di un più facile accesso agli stessi, nell’ottica di una crescente consapevolezza del loro trattamento.

Dai testi approvati dal trilogo, al termine dei negoziati finali tra le tre istituzioni, risultano confermate novità di primaria importanza, già contenute nell’originaria proposta del gennaio 2012, e nello specifico:

– Modalità di accesso ai dati più semplici per gli interessati;

– Il diritto alla portabilità dei dati;

– Il diritto all’oblio;

– Le notificazioni delle violazioni alle autorità nazionali e anche agli utenti, nei casi più gravi di violazione (data breaches).

La ratio di convogliare in un unico testo l’intera materia della protezione dei dati personali va certamente letta sotto una duplice veste: uniformare i diritti dei cittadini europei ma anche disciplinare in modo coordinato l’impatto economico-organizzativo delle aziende titolari del trattamento, onde evitare frazionamenti e dispersioni che, sino ad oggi, sono costate care in particolare alle PMI ed alle multinazionali; le prime dovendo sostenere obblighi normativi talvolta sproporzionati, le seconde dovendo affrontare, in modo diversificato, la normativa presso le singole sedi collocate in differenti Paesi.

Inutile sottolineare che, nell’economia digitale, i dati rappresentano il principale carburante e la fonte di valore primaria. La creazione di norme omogenee costituisce oggi un essenziale passo in avanti a favore di scenari di business più ampi e di una notevole spinta al processo di innovazione. Tra gli obiettivi del Regolamento, sicuramente, anche quello di agevolare lo sviluppo di un mercato unico digitale a livello europeo. Per favorire le opportunità di business i legislatori hanno delineato alcuni principi guida, tra cui:

– Un continente, una sola regolamentazione che faciliterà le aziende nelle attività di organizzazione e protezione del business (ricordiamoci che proteggere i dati vuol dire proteggere spesso anche le informazioni aziendali!);

– Il meccanismo di one-stop-shop, per cui le imprese si riferiranno ad un’unica Autorità di vigilanza;

– Regole europee su suolo europeo: anche le aziende che hanno sede fuori dal territorio europeo dovranno rispettare il Regolamento per l’offerta dei propri servizi da erogare sul suolo UE (finita l’epoca del Fornitore secondo il quale se si scelgono i suoi servizi si accettano necessariamente anche le modalità di gestione oltre i confini europei, “prendere o lasciare”);

– Impatto normativo basato anche sul livello di rischio relativo alla tipologia di dati.

Per piccole e medie imprese il nuovo quadro europeo prevede vantaggi economici e pratiche burocratiche più snelle. Secondo le nuove regole, le PMI beneficeranno di quattro riduzioni: nessun obbligo di notifica alle autorità di vigilanza, con un risparmio di 130 milioni di euro ogni anno; possibilità di addebitare un contributo agli interessati per le richieste di accesso ai dati, laddove risultino manifestamente infondate o eccessive; esenzione, per le PMI dall’obbligo di nominare un Data Protection Officer, salvo casi specifici che saranno indicati nel testo definitivo, dettati dalla tipologia/quantità di dati trattati o collegati al core business; nessun obbligo di effettuare una valutazione di impatto – privacy impact assessment – purché non vi sia un rischio elevato.

Ricordiamo inoltre l’introduzione da parte del Regolamento, del concetto di ‘Data protection by design’. In altre parole ogni Titolare del trattamento dovrà assicurare la presenza di garanzie di protezione dei dati, a partire dalla prima fase di sviluppo di prodotti e servizi. Un aspetto, quest’ultimo, che invece impatterà sulle aziende ed in particolare sull’area ICT.

In ultimo, cambierà radicalmente il sistema sanzionatorio: le sanzioni saranno calcolare in base al fatturato mondiale annuo (in prima versione 4%, poi 2%, resta da capire quale sarà la percentuale individuata nel testo definitivo).

Oggi, 17 dicembre, la Commissione per le libertà civili ha attuato una prima votazione raggiungendo un accordo informale; i testi definitivi saranno disponibili, a quanto annunciato nel comunicato ufficiale, dopo la votazione di Parlamento e Consiglio, a partire dalla primavera 2016. Due gli anni previsti per il recepimento e l’adeguamento. A questo punto occorrerà visionare il testo conclusivo per comprendere l’impatto organizzativo, economico ed informatico per le aziende europee, e, nel nostro Paese, andarle a raccordare con la normativa vigente su altri fronti (vedi 231, jobs act, ecc.). Ricordiamo comunque che gli adempimenti attuali del Codice Privacy, peraltro derivanti da una Direttiva Europea, sono il “minimo sindacale” che oggi le aziende devono rispettare per poter essere traghettate adeguatamente verso il Regolamento. E siamo sicuri che le imprese siano già allineate almeno alla normativa attuale?

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati