CONCORRENZA

Ofcom ad alzo zero contro consolidamento Tlc: “Tariffe più alte”

Uno studio comparativo su 25 paesi del regolatore britannico conclude che i mercati con più operatori e almeno un player “disruptive” hanno maggior concorrenza e prezzi inferiori: doccia gelata per Three-O2 che ancora attendono il via libera

Pubblicato il 17 Mar 2016

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I mercati telecom dove sono presenti operatori “disruptive” e un maggior numero di player tendono ad avere prezzi più bassi. Lo ha concluso uno studio comparativo condotto su scala internazionale dal regolatore di mercato britannico Ofcom.

Lo studio ha messo a confronto 25 paesi nel periodo 2010-2015 e scoperto che i prezzi sono del 10,7-12,5% più bassi nei paesi dove opera un player disruptive, un operatore che scardina le dinamiche di mercato consolidate, rispetto ai paesi dove un player con queste caratteristiche non esiste.

In più, lo studio ha scoperto che i prezzi sono del 7,3-9,2% inferiori nei paesi dove è presente un numero più alto di player. Unendo queste due variabili, secondo gli analisti, si può concludere che i prezzi potrebbero essere in media tra il 17,2% e il 20,5% più bassi nei paesi dove ci sono quattro o più operatori mobili e un player disruptive che agisce sul mercato. Come esempi di player disruptive Ofcom cita Tre (presente in Uk ma anche in Italia) e la francese Free.

Queste considerazioni non saranno gradite a molti degli operatori mobili europei, impegnati in una fase di consolidamento. In Gran Bretagna, l’ex incumbent BT ha comprato l’operatore mobile EE, mentre il merger fra la “disruptive” Three Uk e la rivale O2 Uk attende ancora il via libera dei regolatori nazionale ed europeo. Anche in Italia, Tre e Wind attendono i necessari nullaosta delle autorità per completare la proposta fusione.

In Gran Bretagna, Ofcom appare sempre più ostile all’accordo Three-O2, perché teme che danneggi la concorrenza e porti a prezzi più alti per gli utenti finali. Un recente studio del regolatore austriaco RTR, che ha mostrato che nel paese i prezzi sono in effetti aumentati in seguito alla fusione TreOrange Austria, non fa che dare sostegno alla posizione di chi pensa che il consolidamento abbia un impatto negativo sul mercato.

“Danni per i consumatori sui mercati concentrati possono sorgere anche in assenza di un singolo player dominante, ma i problemi possono esacerbarsi se acquisizioni e fusioni portano alla riduzione del numero di operatori di rete con player di dimensioni sempre più grandi”, scrive Ofcom nel suo studio. “I nostri risultati sostengono l’idea che una maggiore concorrenza – garantita da un maggior numero di attori – abbia un effetto positivo sui prezzi”.

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