IL PROGETTO

Open Data per una Regione trasparente e partecipata: il modello Lazio

Trasparenza, valutazione, formazione ed engagment le parole d’ordine del progetto voluto dal governatore Zingaretti: “Dati aperti strumento essenziale per migliorare il governo del territorio”

Pubblicato il 18 Mar 2015

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Lo scorso autunno Regione Lazio ha dato il via a Open Data Lazio: un percorso di liberazione e valorizzazione del patrimonio informativo pubblico sull’intero territorio regionale. Al centro il portale dati.lazio.it, attorno al quale la Regione sta lavorando per rafforzare l’integrazione dell’open data in una visione politica più ampia, accrescere le competenze interne e coinvolgere i target territoriali, prevedendo misure che spingano alla piena realizzazione dell’open data.

E come Endorsement: l’impegno per la trasparenza

“Gli Open data sono uno strumento essenziale per migliorare il governo del territorio” sostiene il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. “Avere a disposizione dati in formato aperto ci consente di prendere decisioni basate sempre più su informazioni oggettive e misurabili e di combattere irregolarità e corruzione”. Dunque, open data come ingrediente primario per la trasparenza ma non solo. “Aprire il patrimonio informativo – spiega infatti Zingaretti – significa rendere disponibili i dati sull’operato dell’amministrazione regionale per elaborazioni e analisi approfondite”.

E come Enforcement: la valutazione dei dirigenti regionali
Avviare progetti di open data non basta. Come tutte le policy, l’open data richiede misure che ne rendano certa e sostenibile l’attuazione. Il Presidente Zingaretti commenta così: “Costruire la cultura del governo aperto e, quindi, anche degli open data, all’interno dell’amministrazione è fondamentale per rendere permanente le trasformazioni che stiamo introducendo. Si tratta di un passaggio complesso che stiamo effettuando agendo su più leve: la costituzione di una Comunità di Pratica regionale, composta da coloro che lavorano sui dati nelle varie strutture e l’attribuzione ai Direttori di obiettivi di valutazione legati all’apertura dei dati gestiti presso i loro uffici”.

E come Empowerment: la formazione dei dipendenti
Ha senso stimolare la domanda di open data se le persone che lavorano all’interno dell’amministrazione non sono pronte a comprenderne l’importanza e a impegnarsi per la piena realizzazione? Alla domanda risponde Antonella Pizzaleo, responsabile Internet Governance e Agenda Digitale, Regione Lazio. “L’apertura e la costruzione di un patrimonio informativo comune a tutti i portatori di interesse del territorio regionale è un processo a più vie: l’amministrazione deve aprire i dati e restituirli alla collettività e riorganizzare in tal senso i propri flussi di lavoro. Per far questo è essenziale che tutti i soggetti che lavorano nelle amministrazioni coinvolte sviluppino consapevolezza e responsabilità in relazione all’importanza di questi processi. A questo scopo risponde Accademia Open Data Lazio, il programma di formazione e scambio tra pari rivolto ad amministrazioni ed enti del territorio laziale”.

E come Engagement: gli Open data per tutti
“Il coinvolgimento attivo dei portatori di interesse del territorio per l’apertura dei dati e il loro riutilizzo è essenziale per rendere il portale dati.lazio.it un patrimonio davvero comune e utile. Così Amministrazioni territoriali, imprese, cittadini, università e centri di ricerca sono i soggetti a cui chiediamo di partecipare alla realizzazione del portale con proposte, richieste, segnalazioni e con un dialogo costante con l’Amministrazione Regionale”. Così Pizzaleo spiega l’obiettivo ultimo di Open Data Lazio: rendere il patrimonio informativo pubblico un valore diffuso e sfruttato appieno.

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