Nomina del difensore civico digitale e dei responsabili della trasformazione digitale: il Parlamento chiede l’intervento di Diego Piacentini. Oggi il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul livello di digitalizzazione e innovazione delle pubbliche amministrazioni, Paolo Coppola, si è rivolto al Commissario straordinario per l’Agenda Digitale chiedendo di intervenire riguardo alle due nomine. La missiva è inviata per conoscenza, anche al Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni.
La Commissione, infatti, ha domandato formalmente a ministeri, regioni e città metropolitane di indicare i nomi dei responsabili della trasformazione digitale e del difensore civico digitale: dopo oltre 30 giorni, le uniche risposte pervenute sono state quelle del Ministero dell’Interno, della Difesa e della Città Metropolitana di Venezia (per questi ultimi due enti, il riscontro non si è rivelato congruente con le richieste). Nel dettaglio solo l’Interno ha nominato il responsabile per la transizione digitale; da Difesa e Regione Veneto la Commissione ha avuto una risposta, sì, ma non c’è stata la nomina. La Città Metropolitana di Venezia ha invece nominato il difensore civico digitale.
“Il Responsabile della trasformazione digitale e il Difensore civico digitale sono ruoli previsti dall’articolo 17 del Cad (Codice dell’amministrazione digitale) – spiega Coppola – Sono sconcertato dal fatto che non sia rispettata la legge da parte delle istituzioni. Come si può sperare di avere una PA efficiente e digitale se non c’è alcun responsabile della transizione alla modalità operativa digitale? Se le organizzazioni non vengono scalfite? Se nessuno misura i risultati? Anche oggi, nel corso dell’audizione con il responsabile della Direzione centrale per i sistemi informativi e statistici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ne abbiamo avuto conferma. Nemmeno questo dicastero, infatti, ha nominato il Responsabile della trasformazione digitale e il Difensore civico: la commissione ha convenuto nell’opportunità di inviare al Commissario Piacentini una richiesta di intervento. Se entro 30 giorni i ministeri e le regioni non dovessero nominare i responsabili, il Presidente del Consiglio potrà dare i poteri al Commissario per procedere in autonomia”.
La figura del responsabile della trasformazione digitale e quella del difesnore civico digitale sono state introdotte dal nuovo Cad in vogire dallo scorso settembre.
Nello specifico il nuovo Cad regola i compiti dell’ufficio unico dirigenziale che si occuperà di gestire la transizione digitale e i conseguenti processi di riorganizzazione finalizzati alla realizzazione di un’amministrazione digitale e aperta, di servizi facilmente utilizzabili e di qualità, attraverso una maggiore efficienza ed economicità. Il responsabile dell’ufficio risponderà direttamente all’organo politico. Il responsabile svolge funzioni di difensore civico digitale e a lui i cittadini e le imprese possono inviare segnalazioni e reclami relativi ad ogni presunta violazione del Cad e di ogni altra norma in materia di digitalizzazione ed innovazione della pubblica amministrazione. Toccherà all’Agenzia per l’Italia digitale pubblicare sul proprio sito una guida al cittadino di riepilogo dei diritti digitali.
Il difensore civico per il digitale. – secondo quanto previsto dal Codice – dovrà essere scelto, di norma, tra i dirigenti di ruolo in servizio e dovrà essere in possesso di adeguati requisiti di terzietà, autonomia e imparzialità. Cittadini e imprese possono inviare al difensore civico per il digitale segnalazioni e reclami relativi ad ogni presunta violazione del Cad e di ogni altra norma in materia di digitalizzazione ed innovazione della pubblica amministrazione. Se tali segnalazioni sono fondate, il difensore civico per il digitale invita l’ufficio responsabile della presunta violazione a porvi rimedio tempestivamente e comunque nel termine di trenta giorni. Il tutto con costi pari allo zero e con tempi quindi abbastanza celeri. Un difensore civico che, quindi, tutela i cittadini nei casi di malfunzionamento della pubblica amministrazione, a garanzia della legalità, trasparenza e regolarità amministrativa.