IL CASO

Passaporti, l’incredibile risposta del Viminale: “Problemi solo sull’online”

In molte città mesi per ottenere il documento, alla stregua di quanto accade con la carta di identità elettronica, e il Dipartimento per la Pubblica sicurezza minimizza sottolineando che dopo l’emergenza pandemica si è tornati alla “normalità” ossia alla gestione delle pratiche negli uffici, come se quella da remoto fosse solo emergenziale. Evidente segnale che molto c’è ancora da fare sulla digitalizzazione in termini culturali e di abbattimento delle resistenze. Azione-Italia Viva annuncia una nuova interrogazione

Pubblicato il 20 Giu 2023

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Tecnologie digitali e piattaforme online, secondo la vulgata, avrebbero il merito di snellire le procedure burocratiche e accelerare l’erogazione dei servizi. Evidentemente, ciò non vale per tutto. E men che meno per quanto riguarda il processo di rilascio di nuovi passaporti, che ormai da diversi mesi registra ritardi clamorosi e, secondo il Dipartimento per la Pubblica sicurezza, proprio a causa del sistema di prenotazione via Internet.

A parere della funzione del ministero dell’Interno, infatti, la problematica, non dissimile da quella che affligge l’emissione della carta d’identità elettronica, “riguarda essenzialmente i tempi necessari per prenotare sulla piattaforma informatica l’appuntamento in questura per la consegna della documentazione e il rilevamento dei dati biometrici”.

Il Viminale consiglia di ricorrere alle pratiche urgenti

In particolare, “il portale Agenda onLine, strumento utilizzato dalle questure per facilitare gli accessi agli uffici e dai cittadini per prenotare la giornata e l’orario di presentazione dell’istanza di rilascio qualora non ricorrano motivi di urgenza, è soltanto uno degli strumenti di accesso agli uffici passaporto del territorio. Infatti, terminata l’emergenza pandemica, si è progressivamente tornati alla normalità prevedendo sistemi di accesso diversi dalla prenotazione”.

Il comunicato del Viminale sottolinea come, “anche al fine di fornire riscontro alle richieste che provengono dalla cittadinanza, le questure hanno previsto ulteriori modalità, modulate secondo le rispettive potenzialità, per consentire l’accesso allo sportello a coloro che evidenzino situazioni di urgenza, legate a malattia, lavoro, studio e turismo. Sui siti web delle questure è infatti possibile rintracciare i percorsi – open day, sportello urgenze, mail dedicata, contatto telefonico, accesso diretto – attraverso i quali gli utenti possono presentare le istanze in caso di urgente necessità di ottenere il passaporto. A tutt’oggi, grazie alle diverse iniziative adottate sul territorio, non si ha notizia di casi in cui non sia stato possibile partire per mancanza del passaporto, né riscontri circa le asserite perdite di chance degli operatori del settore turistico”.

Per tagliare i tempi attualmente previsti per il rilascio del passaporto (fino a sei-sette mesi), il Viminale consiglia in sostanza di utilizzare la procedura per le pratiche urgenti. “Proprio la predisposizione, da parte di tutti gli uffici di polizia di misure dedicate alle pratiche urgenti e l’inserimento del turismo tra le ipotesi di urgenza consente di rilasciare il passaporto in tempi utili rispetto alle prenotazioni esibite o alle motivazioni addotte a sostegno dell’urgenza stessa”.

E per il ministero le forze in campo sono state potenziate

Secondo quanto dichiarato dal Dipartimento, il servizio del resto è stato potenziato: “sotto il profilo del rinnovamento delle infrastrutture dedicate alla gestione dell’emissione del passaporto, è stata ultimata la sostituzione delle postazioni front office e back office degli uffici Passaporti con nuove postazioni più performanti, e attualmente è anche in corso l’integrazione delle postazioni di lavoro. Il poderoso sforzo organizzativo messo in campo dalle questure, anche attraverso l’aggregazione di personale appartenente ad altri settori, ovvero mediante il ricorso all’istituto dello straordinario applicato precipuamente alle esigenze dell’ufficio Passaporti, ha consentito enormi risultati in termini di risposta alle istanze civiche, raggiungendo un significativo e progressivo aumento di Passaporti emessi: 1.783.415 nel 2019, 1.815.828 nel 2022 e 1.344.934 nell’anno in corso. A completamento, si rappresenta che – dopo il deposito dell’istanza – i tempi per il rilascio del passaporto in quasi tutte le Questure si attestano su quelli previsti dalla normativa di riferimento (15 giorni e, in caso di ulteriori accertamenti, 30 giorni) e che, grazie all’impegno profuso dal Ministero dell’Interno, l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ha assicurato per quest’anno una fornitura di 3.510.000 libretti, a fronte dei 1.800.000 consegnati lo scorso anno”.

Azione-Italia Viva annuncia una nuova interrogazione

“Non è accettabile che nel 2023 in molte città italiane le questure non permettano di prendere appuntamenti per fare un semplice passaporto, costringendo i cittadini a rinunciare a viaggi per incapacità amministrativa. Altro che Open to Meraviglia“. Lo ha scritto su Facebook Raffaella Paita, capogruppo di Azione-Italia Viva al Senato, a proposito delle notizie di stampa sulla difficoltà per i cittadini di fare o rinnovare il proprio passaporto. “A gennaio 2023 avevamo già presentato un’interrogazione al ministro Piantedosi per chiedere provvedimenti urgenti per garantire ai cittadini di avere tempi di rilascio accettabili e in linea con gli altri Paesi europei. Visto che nulla è cambiato e che il Paese è in tilt e non funziona niente, dai trasporti ai passaporti, presenteremo un’altra interrogazione per chiedere di intervenire subito“.

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