TRACCIABILITA' DEI RIFIUTI

Passera: “Il Sistri sarà sospeso”

L’entrata in vigore del sistema di tracciabilità dei rifiuti prorogata al 31 dicembre 2013. E’ quanto prevede la bozza del decreto Sviluppo. Ma la Uilm chiede al governo di fare marcia indietro: “Piattaforma essenziale per la lotta alle eco-mafie”

Pubblicato il 12 Giu 2012

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L’entrata in vigore del Sistri viene prorogata al 31 dicembre 2013 “al fine di consentire la prosecuzione delle attività necessarie per la verifica del funzionamento del sistema”. Lo prevede l’ultima bozza del decreto sviluppo a cui sta lavorando il ministero per lo Sviluppo economico.

In giornata il ministro Corrado Passera parlando all’assemblea di Confartigianato. Passera aveva annunciato la sospensione rivolgendosi al presidente di Confartigianato: “Guerrini mi aveva detto: una cosa su cui ti misureremo e ti misureranno gli imprenditori è il Sistri. Mi sono convinto che il sistema andasse sospeso e questo succederà attaverso il prossimo decreto cui stiamo lavorando”.

Il decreto Sviluppo potrebbe arrivare venerdì prossimo in Consiglio dei ministri. Il nodo delle coperture al quale stanno lavorando i tecnici di Via Molise e quelli del Tesoro potrebbe essere risolto: la copertura potrebbe arrivare da un diverso regime di tassazione per le polizze emesse dalle compagnie assicurative estere che operano in Italia equiparandole a quelle italiane.

Contraria alla sospensione la Uilm. In una nota il segretario nazionale Giovanni Contento, parla di “virata improvvisa da parte del Governo sulla spinta della lobby del trasporto su gomma che parla di un servizio che fa lievitare i costi della burocrazia, ma che in realtà serviva proprio ad abbattere quei costi una volta andato a regime”. Per Contento il sistema di tracciabilità dei rifiuti messo a punto dalla Selex Service Management “soprattutto sarebbe stato utile per la lotta alle eco-mafie”.

Il sindacalista dice poi che il pensiero della Uilm “va ai circa duecento assunti della società del gruppo di Finmeccanica che finora hanno lavorato al progetto del sistema in questione che rischiano il posto dal primo del mese prossimo. Poi, c’è da considerare le oltre 325.000 imprese finora iscritte al suddetto sistema, che saranno soggette a vere e proprie condizioni di competitività illegittima. Il governo lo tenga presente”.

Nei giorni scorsi Assintel aveva inviato una lettera inviata al governo, definendo il Sistri “disastro annunciato”, chiedendone lo slittamento al 2013. “Assintel ha partecipato ai lavori del passato Ministero dell’Ambiente e sottoscritto un protocollo a garanzia dell’interoperabilità del Software, per tutelare il lavoro di tutte quelle Imprese di Software impegnate da anni in quel settore – spiegava l’associazione – Non solo non abbiamo mai avuto risposte, ma le recenti rilevazioni hanno svelato un sistema poco chiaro di appalti finora secretato e una serie di criticità mai prese in considerazione”.

“Per queste ragioni ci appelliamo al nuovo Governo, estraneo alle logiche che finora hanno mosso i lavori del Sistri – concludeva nelle missiva il presidente Giorgio Rapari – per rivisitare tutto il sistema nel suo complesso. Si rende quindi opportuno un rinvio almeno a dicembre 2013, garantendo un lasso di tempo tecnicamente necessario per risolvere le criticità , fare i testing e curare l’omogenea messa a regime”.

Contro il Sistri anche il presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini che propone di “eliminare del tutto il sistema e devolvere i 70 milioni di contributi finora versati dalle aziende ai terremotati”.

“Il Sistri non va cambiato: va eliminato! – ha precisato – E va sostituito con un sistema sostenibile, aderente alla realtà, flessibile, semplice e poco costoso”.

A difesa della piattaforma si era schierato invece Massimo Veltroni, Ad di Selex Service Management, l’azienda del gruppo Finmeccanica che ha realizzato il Sistri. “Tutti i test del sistema – spiegava in occasione di ForumPA 2012 – compreso uno fatto da un organismo indipendente su un carico di dati 4 volte superiore a quello che dovrebbe sopportare, non hanno evidenziato anomalie. Dal punto di vista tecnico siamo pronti già dal 2010, non ci aspettiamo ‘sorprese’, anche se ovviamente un sistema complesso come questo avrà bisogno di un po’ di rodaggio”.

Tornanso sulle critiche al sistema sottolineava: ‘c’è stata una vera e propria disinformazione – ha affermato – ad esempio si è detto che il sistema costa molto, ma in realtà fa risparmiare le imprese fino al 70% visto che quello ‘cartaceo’ usato ora costa loro 800 milioni di euro l’anno. I componenti utilizzati inoltre sono i migliori sul mercato, e sui loro costi c’è una componente di sviluppo del sistema di cui tenere conto. Non è vero inoltre che il contratto ci esenta dai rischi, anzi: il ministero dell’Ambiente ha già incassato molto meno dalle aziende rispetto a quanto stimato, e quindi non ci ha ancora versato la parte della raccolta che ci spetta”.

Secondo l’esperto, una volta a regime il Sistri aiuterà le aziende: “il sistema va a vantaggio degli imprenditori onesti – ha sottolineato – che ora subiscono la concorrenza sleale di quelli che hanno procedure poco chiare e per questo non vedono di buon occhio l’essere tracciate in ogni momento”.

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