LA SURVEY

Penn Schoen Berland: “Il Governo snobba l’hi-tech”

Secondo un sondaggio commissionato da Intel a Penn Schoen Berland gli italiani considerano la tecnologia importante ma non adeguatamente sostenuta dalle istituzioni. Negli altri sette Paesi presi in esame la percezione è diversa

Pubblicato il 21 Nov 2013

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Se si dovesse ascoltare soltanto la voce dei più giovani, quelli della generazione Y, ci si troverebbe davanti a una conclusione probabilmente inaspettata: la nostra società si basa troppo sulla tecnologia. E questo, per il 76% dei cosiddetti nativi digitali, ci rende meno umani. Meno umani forse, ma – per il 93% di questa porzione di campione – con una grande disponibilità di strumenti che ci semplificano e rendono migliore la vita di tutti i giorni.

E’ uno degli aspetti che emergono dal sondaggio commissionato da Intel a Penn Schoen Berland, che ha coinvolto un campione di 12mila persone provenienti da quattro Paesi maturi (Italia, Stati Uniti, Giappone e Francia) e 4 Paesi emergenti (Brasile, Cina, India e Indonesia),

Ne è emerso che un giovanissimo su due vorrebbe la tecnologia sempre più “smart”, in grado di apprendere e registrare comportamenti e preferenze. Per questo i favorevoli sarebbero disposti a rinunciare a quote ulteriori di privacy e a condividere le proprie informazioni personali, dalla data di nascita (il 59%) ai dati Gps (46%), dalle e-mal (59%) allo storico degli acquisti (51%) fino ai dati genetici (44%).

Un capitolo a parte lo meritano le donne italiane con più di 45 anni. Secondo lo studio commissionato dalla società di Santa Clara si tratta di una categoria di tecno fan incrollabili, tre volte più propense rispetto alle donne americane della stessa fascia di età a sostenere la tecnologia, sostenendo che non la utilizziamo abbastanza.

Secondo quanto emerso dalle rilevazioni online del sondaggio le persone più disposte a condividere in forma anonima le proprie informazioni, consentendo anche il monitoraggio delle abitudini lavorative, sono quelle che possono contare su un reddito più elevato.

Brutte notizie sul livello italiano di innovazione hitech: il Paese risulta unanimemente, nella percezione del campione, compresi gli italiani, in ultima posizione sia tra i grandi sia rispetto agli emergenti. Questo nonostante la maggioranza del paese, in Italia il 77%, creda che la propensione all’innovazione sia un fattore importante di benessere sociale.

Così, nonostante la maglia nera, gli italiani sono però paradossalmente tra i primi nel mondo per “passione” verso le nuove tecnologie: uno su due, il 50%, dichiara di rincorrere sempre gli ultimi modelli di device e strumenti tecnologici.

E per concludere con un aspetto su cui si può soltanto migliorare, i dati sulla percezione dell’attività del Governo nel campo dell’innovazione tecnologica: soltanto 7 italiani su 100 riconoscono all’esecutivo un ruolo trainante in questo campo: anche in questo caso si tratta di un ultimo posto tra tutti e 8 i paesi presi in considerazione dal sondaggio.

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