IL REPORT

Più efficienza e ricavi: chi utilizza l’intelligenza artificiale “stacca” i concorrenti

I dati del Capgemini Research Institute: le organizzazioni che riusciranno a portare su larga scala l’uso dell’AI otterranno forti benefici rispetto ai competitor. Life science e retail tra i settori più coinvolti, in ritardo financial services e utility

Pubblicato il 02 Lug 2020

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Chi implementa l’intelligenza artificiale su larga scala nella propria organizzazione riuscirà a generare più valore e ricavi della concorrenza. Lo sostiene una nuova ricerca di Capgemini Research Institute intitolata “The AI Powered Enterprise: Unlocking the potential of Ai at scale”.

Secondo il report il ritmo con cui negli ultimi tre anni le aziende hanno adottato l’Intelligenza Artificiale (Ai) è molto cresciuto. Oltre la metà (53%) delle organizzazioni è ormai andata oltre i progetti pilota in questo ambito, registrando un netto aumento rispetto al 36% rilevato da un report Capgemini del 2017 relativo allo stesso argomento. Inoltre, il 78% delle società che guidano nell’implementazione dell’Ai su scala ampia continuano a sviluppare nuove iniziative di Ai con lo stesso ritmo del periodo precedente al Covid-19, mentre un altro 21% ha affermato di averne incrementato la velocità di implementazione. Questi dati sono in netto contrasto con quelli riportati dalle aziende “in difficoltà” nell’implementare soluzioni di Ai, di cui invece il 43% afferma di aver ritirato i propri investimenti e un altro 16% di aver sospeso tutte le iniziative di Ai a causa delle forti incertezze legate al Covid-19.

Invece, il report spiega che implementare con successo le tecnologie di Ai su grande scala apporta benefici tangibili al fatturato, con il 79% delle aziende più avanzate nell’adozione dell’Ai su larga scala che registrano un aumento delle vendite di prodotti e servizi tradizionali superiore al 25%. Inoltre, il 62% delle aziende di questo cluster ha assistito a una diminuzione di almeno il 25% nel numero di reclami da parte dei clienti, mentre il 71% ha sperimentato una riduzione di almeno il 25% delle minacce relative alla sicurezza.

“Alla luce della recente crisi dovuta al coronavirus – dice Marco Perovani, Telco Media Technology & Energy Utilities Chemical Services Director di Capgemini Italy – le organizzazioni guardano ai dati e all’Ai per migliorare la resilienza delle loro operations, ma c’è una necessità ancora più forte di connessione tra gli obiettivi tattici e strategici di business e la loro implementazione per raggiungere la scalabilità»

Il Capgemini Research Institute ha intervistato 950 organizzazioni che hanno implementato iniziative di Ai e ha condotto interviste approfondite con i dirigenti che supervisionano tali iniziative. Il sondaggio si è concentrato sulle organizzazioni che hanno totalizzato almeno 1 miliardo di dollari di ricavi nell’ultimo anno finanziario, provenienti da undici Paesi (tra cui l’Italia) e attive in undici settori.

Nel rapporto emerge che Life Science e Retail continuano a trainare l’adozione dell’Ai, mentre Financial Services e utility sono in ritardo. Le due organizzazioni rappresentano rispettivamente il 27% e il 21% delle prime imprese nell’Ai su larga scala, seguite da Automotive e beni di consumo, entrambe al 17%, e dalle telecomunicazioni (14%). Solo il 38% delle organizzazioni del settore Life Science ha sospeso o ritirato gli investimenti a causa del Coronavirus, a differenza delle aziende attive nei settori assicurativo (66%), bancario (64%) e utility (64%).

Le aziende coinvolte nell’implementazione su scala dell’Ai ritengono che il “miglioramento della qualità dei dati” sia l’approccio migliore, in quanto permette di ottenere maggiori benefici dai sistemi di Ai. Una data governance efficace assicura la qualità dei dati a disposizione dei team, oltre a migliorare la fiducia del management verso i dati stessi.

Dalla ricerca si apprende anche che per il 70% delle organizzazioni una delle sfide più difficili è rappresentata dal fatto che non esistano talenti di livello intermedio o senior in tema di Ai su larga scala. Le organizzazioni devono inoltre concentrarsi su un’ampia gamma di competenze per la scalabilità delle applicazioni di IA che vanno al di là delle pure competenze tecniche, includendo gli analisti di business e gli specialisti nel change management.

Secondo la ricerca, infine, l’etica nell’interazione con l’Ai ha un ruolo critico per la soddisfazione e la fiducia dei consumatori.

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