Al centro dello sforzo di modernizzazione e digitalizzazione del Paese, soprattutto in un momento in cui è importante accompagnarlo nell’uscita dall’emergenza Covid-19, c’è l’obiettivo di portare la connettività, e di conseguenza tutti i servizi abilitati da Internet veloce, nel mondo della Sanità. Per raggiungere questo obiettivo, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza prevede una serie di interventi mirati, a partire dall’assicurare un livello di connettività adeguata agli oltre 12mila punti di erogazione del Servizio Sanitario Nazionale da 1 Gbps fino a 10Gbps simmetrici. L’obiettivo è stato recentemente annunciato dal ministro per la Transizione digitale, Vittorio Colao, durante un’audizione alla commissione Trasporti della Camera dei Deputati. Nell’occasione, il ministro ha presentato i passi che l’esecutivo prevede di muovere per i primi mesi del 2022 secondo la strategia Italia 2026, con in primo piano, oltre al bando per la Sanità, anche quelli per la connettività nelle scuole, la realizzazione di un secondo bando per quella nelle isole minori e la gara per il Polo strategico nazionale nell’ambito del piano Cloud Italia.
Queste nuove iniziative seguono quelle che hanno chiuso il 2021, con la pubblicazione del bando da 3,7 miliardi per la banda ultralarga nelle aree grigie, che fa parte del piano Italia a un giga.
“Le priorità ora sono aggiudicare i bandi di gara entro giugno – ha spiegato Colao in audizione – superare le criticità relative alla scarsa disponibilità di forza lavoro qualificata – abbiamo inserito nei bandi di gara uno specifico punteggio per gli operatori che dimostreranno di avere una buona strategia per la formazione – e continuare il processo di semplificazione dei tempi amministrativi”.
Pnrr e Sanità, il senso della “strategia digitale” del governo
Al centro della strategia del Pnrr sulla Sanità c’è la volontà di fare tesoro di quanto l’emergenza Covid-19 ha insegnato al Paese, andando a risolvere una serie di criticità che hanno se possibile reso più severe le conseguenze della pandemia soprattutto nella prima fase, durante la primavera 2020. Le prime scelte dell’esecutivo sono già andate in questa direzione, come dimostrano i dati dell’Osservatorio Innovazione digitale in sanità della School of management del Politecnico di Milano. Dalle rilevazioni emerge, infatti, che con l’emergenza la spesa complessiva per la Sanità in Italia è arrivata a toccare i 123 miliardi di euro, con un +6,7%. Uno sforzo che però non è riuscito ad azzerare le disparità nell’offerta di servizi sul territorio, un gap che sarà urgente colmare anche grazie alla connettività e al digitale. Traducendo questi obiettivi in azioni concrete emerge l’importanza della telemedicina, che pure nell’ultimo anno è cresciuta, in termini di adozione sul territorio nazionale, da una percentuale compresa tra il 10 e il 21% a una più consistente quota compresa tra il 28 e il 47%. Un approccio di questo genere consentirà inoltre di poter utilizzare in modo più efficace ed efficiente i dati prodotti dal sistema sanitario, per poter dare vita a sistemi che riescano a essere anche predittivi.
Le priorità individuate dal Pnrr per la modernizzazione dell’Italia
Sono sei le missioni individuate dal Pnrr, ognuna con obiettivi precisi e con definizioni di spesa dettagliate. Passando in rassegna i singoli punti per dare un quadro generale e di sintesi degli interventi, la “Missione 1” punta su “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”: mette a disposizione 40,3 miliardi che diventano 49,86 con il contributo di ReactEu e dello scostamento di bilancio. La “Missione 2” è quella sulla “Rivoluzione verde e transizione ecologica”: 59,33 miliardi, che arrivano fino a quasi 70 con le altre due dotazioni finanziarie. La “Missione 3” è centrata su “Infrastrutture per una mobilità sostenibile”, e prevede uno stanziamento di 31,4 miliardi, di cui 25,4 da Next Generation EU e 6 dallo scostamento di bilancio. Quanto alla “Missione 4”, quella su “Istruzione e ricerca”, mette a disposizione 30,88 miliardi, che con l’aggiunta degli altri fondi complementari arrivano a 33,81. La “Missione 5” è quella su “Inclusione e coesione”, dispone di 19,81 miliardi di euro, che arrivano a 29,8 con l’aggiunta delle risorse di ReactEU e di quelle provenienti dallo scostamento di bilancio. Infine, la “Missione 6” è quella che mette al centro i temi della salute, con una dotazione di 25,40 miliardi di euro, che arrivano a 31,46 con l’aggiunta dei fondi complementari.
Pnrr e sanità, ecco le misure della Missione 6
Al centro della Missione 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza ci sono il potenziamento e la diffusione di sistemi di telemedicina per rafforzare il servizio di assistenza territoriale fondato sulla digitalizzazione.
L’obiettivo è di promuovere e rendere più efficace l’assistenza di prossimità grazie anche alla connettività performante, per consentire un’effettiva equità di accesso della popolazione alle cure sanitarie e sociosanitarie, definendo standard qualitativi e quantitativi uniformi e contribuendo a potenziare la rete dei servizi distrettuali e a consolidare quella ospedaliera.
Scendendo nel dettaglio delle misure previste dal Pnrr per la Sanità, la prima componente della missione è dedicata a “Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assitenza sanitaria territoriale”, con 24,77 miliardi a cui si aggiungono 400 milioni di ReactEu. La Componente 2 è centrata su “Innovazione, ricerca e digitalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale”, per la quale vengono stanziati 0,63 miliardi più 6,06 miliardi provenienti dal fondo complementare, per un totale di 3,46 miliardi. Alla Missione salute vengono così destinati complessivamente 25,4miliardi di euro, più 6,06 miliardi dal fondo complementare, , per un totale di 31,46 miliardi.
“Gli interventi – si legge nella relazione del Governo – saranno caratterizzati da linee di azione coerenti all’interno di un unico progetto di riforma, volte a rafforzare e rendere più sinergica la risposta territoriale e ospedaliera, nonché l’attività di ricerca del Servizio sanitario nazionale”.
Tra gli obiettivi ci sono anche quelli di definire un nuovo assetto istituzionale di prevenzione Salute-Ambiente-Clima, e di riformare il rapporto tra Salute e Ricerca, rivisitando il regime giuridico degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (Ircss) e delle politiche afferenti al Ministero della Salute, sostenere l’attività di ricerca e rafforzare le capacità di risposta del Ssn alle emergenze sanitarie, alla transizione epidemiologica e ai fabbisogni sanitari legati al quadro demografico.
Pnrr e Sanità, assistenza di prossimità e telemedicina
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza prevede quattro punti che mirano a dare impulso all’assistenza di prossimità e alla telemedicina, partendo dal potenziamento e da un nuovo orientamento del Sistema Sanitario Nazionale verso un modello incentrato sui territori e sulle reti di assistenza socio-sanitaria. Il secondo punto prevede il superamento della frammentazione e del divario strutturale tra i diversi sistemi sanitari regionali, garantendo omogeneità nell’accesso alle cure e nell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza -“Lea”. Il terzo punto riguarda il potenziamento della prevenzione e dell’assistenza territoriale, attraverso il miglioramento della capacità di integrare servizi ospedalieri, servizi sanitari locali e servizi sociali, per garantire continuità assistenziale, approcci multiprofessionali e multidisciplinari, percorsi integrati ospedale-domicilio a tutta la popolazione. Infine, il quarto punto mira a rafforzare la capacità, l’efficacia, la resilienza e l’equità del Paese di fronte agli impatti sulla salute, attuali e futuri, associati ai rischi ambientali e climatici, in una visione “One-Health” e nella evoluzione di “Planetary health”.
Pnrr e Sanità, la digitalizzazione dell’assistenza sanitaria
Per promuovere la digitalizzazione dell’assistenza sanitaria il Pnrr punta a rafforzare il settore della ricerca scientifica, privilegiando la creazione di reti clinico-transnazionali di eccellenza, e a rafforzare i sistemi informativi sanitari e gli strumenti digitali a tutti i livelli del servizio sanitario nazionale. Ma il piano prevede anche di valorizzare le risorse umane, attraverso l’ammodernamento degli strumenti e dei contenuti formativi e lo sviluppo delle competenze tecnico-professionali, digitali e manageriali dei professionisti del Ssn. Tra le priorità c’è anche il superamento delle criticità legate alla diffusione limitata e disomogenea della cartella clinica elettronica, e la risoluzione dei problemi che riguardano l’invecchiamento delle apparecchiature e il basso uso di tecnologie sanitarie negli ospedali, raggiungendo maggiori standard di efficienza e di efficacia. Infine, la realizzazione di ospedali sicuri, tecnologici, digitali e sostenibili e superare la limitata diffusione di strumenti e attività di telemedicina.
Pnrr e Sanità, la strategia sul fascicolo sanitario elettronico
Tra i cardini della strategia sulla sanità del Governo ci sono anche la diffusione e il consolidamento del Fascicolo Sanitario Elettronico, con interventi regionali per l’evoluzione, il completamento e la diffusione di questo strumento e l’inclusione di tecnologie come l’Internet of Things e l’utilizzo delle app per raccogliere informazioni su base volontaria da parte del cittadino. Sarà possibile, in questo modo, potenziare e ampliare a livello centrale il Sistema Informativo Sanitario nazionale, in termini di evoluzione e ammodernamento dell’infrastruttura, dei sistemi di costruzione, raccolta e analisi delle informazioni sanitarie e non sanitarie, con particolare riferimento al completamento del percorso in atto di costruzione di strumenti simulativi e predittivi del fabbisogno di salute della popolazione.
Si prevede entro il 2022 che vengano completati gli studi di fattibilità per la realizzazione dei nuovi flussi a livello nazionale e regionale, mentre l’obiettivo per il 2026 è la digitalizzazione di un miliardo di documenti. Entro lo step intermedio del 2024 dovranno essere implementati nuovi flussi informativi a livello nazionale e regionale, mentre entro il 2026 dovrà essere operativa l’infrastruttura tecnologica e applicativa del Ministero della salute con l’attivazione della piattaforma e del portale Open Data.
La strategia di Vodafone business per la sanità digitale
Proprio nell’ottica della digitalizzazione della Sanità, Vodafone Business ha deciso di mettere in campo le proprie competenze e le proprie soluzioni per consentire al Paese di accelerare sulla modernizzazione del sistema sanitario grazie alla tecnologia, partendo proprio dalla telemedicina e dai nuovi modelli di assistenza promossi anche dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. A sostegno di questa scelta ci sono i dati prodotti dal Dipartimento per la Salute del Governo britannico, secondo i quali grazie alla telemedicina il tasso di mortalità dovuto a patologie croniche potrebbe essere ridotto del 45%. Uno scenario che – riportato nel contesto italiano – andrebbe a incidere su quel 39.9% della popolazione nazionale che soffre di una patologia cronica e su quel 21% che ne ha più di una.
In questo contesto si inserisce la Piattaforma di Telemedicina e Monitoraggio messa in campo da Vodafone Business, che fornisce agli addetti ai lavori due tipologie di servizi: da una parte la piattaforma di telemedicina per l’arruolamento dei pazienti, che comprende anche un canale di videocomunicazione per le televisite, e dall’altra una piattaforma di telemonitoraggio da remoto utile per tenere sotto controllo lo stato di salute dei pazienti. In quest’ultimo caso la soluzione comprende anche dispositivi per la misurazione dei parametri vitali dei pazienti.
Nello stesso ambito si inserisce anche la “Digital Health Platform”, che ha l’obiettivo di ottimizzare e automatizzare i processi di comunicazione in sanità. Si tratta di un servizio di telemedicina che si basa su una piattaforma multicanale, e che può trovare applicazione per lo screening oncologico, per la gestione delle campagne vaccinali e anche per la gestione dell’emergenza Covid. Digital Health Platform comprende la comunicazione con i pazienti tramite Sms, voce, chatbot e App, e mette a disposizione del personale sanitario una dashboard attraverso la quale effettuare il monitoraggio dei dati in tempo reale.
L’efficacia dei servizi di monitoraggio da remoto passa anche attraverso i dispositivi indossabili, altro terreno su cui Vodafone Business ha attivato un’offerta mirata a potenziare la telemedicina. Attraverso Wearables per la Telemedicina, una soluzione che si serve di indumenti sensorizzati, sarà possibile acquisire da remoto i principali parametri vitali dei pazienti, come ad esempio il battito cardiaco, la temperatura corporea o la pressione arteriosa, tutto grazie alla connessione tramite una Sim Vodafone integrata.