Poste conquista Mosca: India e Argentina le prossime “prede”

La piattaforma BancoPosta sbarca in Russia, ma l’orizzonte internazionale è molto più ampio. Dal mercato estero circa 60 milioni di euro di introiti

Pubblicato il 02 Nov 2010

Le Poste Italiane guardano oltre confine e puntano dritto ai paesi
giovani ed emergenti, in primis alla Russia, per allargare il
business estero puntando su servizi hi tech. Lo scrive il Sole 24
Ore, precisando che "il risiko a base di politica industriale
e diplomazia sta portando il gruppo guidato da Massimo Sarmi a
sbilanciarsi (anche) verso l'estero, per un valore complessivo
degli accordi che, nell'arco dei prossimi due anni, potrebbe
essere stimato in 40-60 milioni di euro".

In particolare, Poste punta all'esportazione del sistema di
recapito e servizi hi-tech finanziari in Russia "dove piace il
BancoPosta ma anche il concetto di sportello multifunzione".
Altre mete ambite sono Albania, Olanda, Arabia Saudita, Emirati,
Libano, India e Argentina.

"La verità è che, al contrario di aziende come Fiat – dice
Sarmi – riusciamo a mantenere in Italia gli stessi livelli di
occupazione e insieme a esportare servizi di alta tecnologia fuori
dal paese, per una formula che sta dimostrando di funzionare molto
bene".

In Russia, già nel primo trimestre del 2011 dovrebbero partire i
primi servizi finanziari "copiati" dal BancoPosta, per un
contratto iniziato con la consulenza e la fornitura di tecnologia
made in Italy, che riguarda anche i temi della sicurezza.

In marzo Poste aveva già firmato un duplice accordo con Russian
Post che prevedeva l'ammodernamento della rete dei 40mila
uffici russi, l'ottimizzazione della logistica e lo sviluppo
della posta "ibrida", che trasforma un'e-mail in una
vera missiva di carta.
L'ultimo accordo in ordine di tempo è invece quello che Sarmi
firmerà il 5 novembre con l'Albania, che ha chiesto di potersi
avvalere dell'infrastruttura di Postecom per l'emissione di
certificati elettronici personali, per i web server e più in
generale di certificati qualificati, con l'obiettivo di
iniziare a offrire prodotti e servizi ai propri clienti nel giro di
pochi mesi. Anche qui sul modello di BancoPosta e tra i prodotti
principali che verranno offerti nel futuro ci sarà proprio la
posta elettronica certificata.

L'altro accordo di peso è quello con il governo egiziano per
la creazione di un'infrastruttura logistica integrata per i
servizi postali e di corriere espresso. Tra i progetti in cantiere,
lo sviluppo di una raccomandata digitale internazionale e il lancio
di una carta di credito prepagata, come la Postepay, per il
trasferimento fondi internazionali "a costi
contenuti"
.
Sui servizi digitali c'è anche il memorandum siglato in giugno
con le poste libanesi, che stabilisce un'area di cooperazione
per il miglioramento del sistema logistico-postale del paese e il
lancio di servizi finanziari attraverso gli uffici postali.
L'accordo riguarda anche la pianificazione logistica e
tecnologica per la creazione di una rete di uffici postali mobili
"in grado di rispondere con efficienza e dinamismo alle
esigenze dei cittadini che risiedono nelle aree rurali o montane
del paese".

Infine, il gruppo di Sarmi è in gara per fornire alle Poste
indiane il supporto hi-tech per il lancio del servizio di carta
prepagata: è il modello di successo della Postepay, che piace
anche all'Argentina, via d'accesso al ricco mercato del Sud
America.

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