DATA PROTECTION

Privacy Shield, protezioni troppo deboli per i cittadini europei?

Le organizzazioni che si occupano di tutela dei dati sollevano perplessità sulle proposte presentate dalla Ue: nel mirino il mancato risarcimento danni in caso di violazioni e le modalità di accesso all’arbitrato transatlantico, considerate troppo complesse

Pubblicato il 01 Mar 2016

privacy-160121110954

La Commissione europea ha presentato ieri i testi giuridici in tema di “Usa-Ue Privacy Shield”, ovvero di protezione della riservatezza tra Unione europea e Stati Uniti. Il testo è frutto di due anni di negoziati tra Bruxelles e Washington per ristabilire un clima di fiducia nei flussi di dai transatlantici, messo in crisi dalle rivelazioni dell’attività di sorveglianza nel 2013 e, l’anno scorso, dall’annullamento del precedente accordo di Safe Harbor da parte della Corte di Giustizia europea. I principi da rispettare chiesti dall’Europa nell’ambito del Privacy Shield includono impegni scritti da parte del governo degli Stati Uniti sul rispetto della disposizione e l’assicurazione sulle garanzie e le limitazioni concernenti l’accesso ai dati da parte delle autorità pubbliche. Sono compresi meccanismi di vigilanza, fra cui sanzioni o esclusione per le aziende in caso di inadempienza e verrà nominato un diplomatico americano tra le figure di maggiore esperienza per occuparsi di eventuali violazioni da parte delle agenzie di intelligence Usa.

Dunque, privacy degli europei blindata? Non per il Financial Times, che sottolinea in un commento come gli attivisti della data protection non siano affatto soddisfatti della proposta della Commissione europea, sia perché i cittadini europei non avranno comunque diritto di esigere i danni finanziari per presunte violazioni della loro privacy sia perché la lettera firmata da un alto funzionario dell’intelligence Usa e mandata a Bruxelles con il preciso impegno a non calpestare i diritti dei cittadini Ue viene considerata legalmente priva di valore. I paladini della privacy vorrebbero standard ancora più severi e vincolanti.

Il Privacy Shield deve poi superare una serie di ostacoli interni all’Ue, continua il Financial Times, perché i vari Garanti privacy dei 28 Stati dell’unione devono siglare a loro volta l’accordo. Anche la Corte di Giustizia europea deve dare il suo sigillo d’approvazione e il quotidiano economico si aspetta diverse obiezioni: l’ok potrebbe arrivare solo dopo ulteriori modifiche.

E’ vero che con il Privacy Shield le autorità europee per la data protection potranno sospendere il trasferimento di dati verso gli Usa se osserveranno violazioni. I regolatori potranno anche esaminare costantemente la raccolta “massiccia” di dati di cittadini Ue da parte di agenzie dell’intelligence Usa. Per questo le autorità europee e americane hanno definito l’accordo un importante traguardo che rafforza le difese alla privacy e costringe le aziende che operano online a rispettare standard più severi. Secondo i negoziatori di Usa e Usa anche le preoccupazioni della Corte di Giustizia europea dovrebbero essere mitigate.

Come il precedente Safe Harbor, il nuovo accordo consente alle aziende e altre organizzazioni che scambiano dati tra i due lati dell’Atlantico di autocertificare la propria compliance. Ma fissa requisiti più stringenti per l’uso di terze parti e crea un meccanismo annuale di riesame congiunto per monitorare il funzionamento dello scudo per la privacy che dovrebbe permettere di tenere lo “shield” al passo con le evoluzioni tecnologiche, anche se gli esperti legali sono poco convinti: “Chi vorrà sprecare tempo e denaro per la compliance e l’autocertificazione se le regole rischiano di cambiare in continuazione?”, osserva Paula Barrett, socia di Eversheds.

Lasciano dubbi anche lo speciale arbitrato che permette ai privati cittadini di presentare reclami e un nuovo organo di sorveglianza americano, che risponderà ai reclami dei cittadini Ue che ritengono di essere ingiustamente oggetto di spionaggio da parte dell’intelligence Usa. Entrambi i meccanismi, secondo il Financial Times, appaiono deboli dal punto di vista dei cittadini europei, almeno stando al testo rilasciato ieri: per accedere all’arbitrato infatti occorre prima rivolgersi alle aziende e autorità locali; se poi si viene trasferiti all’arbitrato transatlantico, il preposto Privacy Shield Panel avrebbe il potere solo di ordinare all’azienda che ha violato le regole di rimediare al problema relativo al singolo individuo e nessuna possibilità di imporre il pagamento dei danni e nemmeno dei costi processuali.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati