Nuova Privacy Ue, Quintarelli: “Le sanzioni possono servire all’innovazione”

Il deputato di Scelta Civica a CorCom sulla nuova normativa comunitaria: “Sono anni che si parla di questi temi. Forse il Safe Harbor ha smosso le acque. Fortunatamente siamo più avanti degli Usa. Innovare significa necessariamente rinunciare alla tutela dei dati personali”

Pubblicato il 17 Dic 2015

stefano-quintarelli-120514150218

All’indomani del difficile compromesso tra Parlamento Ue e Consiglio e del primo ok di Strasburgo, che ha delineato la nuova normativa comunitaria in materia di privacy, il dibattito si è subito infiammato. Soprattutto rispetto alla previsione di sanzioni pesanti in caso di violazioni e alla previsione di un’armonizzazione normativa in materia.

Se le lobby delle imprese americane non hanno esitato a definire le nuove regole “anticompetitive”, denunciando la mancanza di equilibrio tra innovazione e difesa dei diritti, altri big come Facebook hanno affermato di apprezzare la creazione di uno standard comune europeo. “È chiaro che esistono dei rischi legati ad una possibile frenata dell’innovazione – spiega Stefano Quintarelli, deputato di Scelta Civica ed esperto informatico – Ma innovare significa necessariamente rinunciare alla tutela dei dati personali?”.

Una domanda alla quale Quintarelli non esista a rispondere negativamente, ricordando che l’Europa a differenza degli Stati Uniti ha posto il rispetto della dignità umana al centro dei propri trattati costitutivi. Motivo per il quale la privacy continuerà ad essere uno dei temi più attenzionati della storia comunitaria.

Le sanzioni in caso di violazione della futura normativa da parte delle aziende dovrebbero oscillare tra il 2 e il 4% del fatturato. Esiste il rischio che si rinunci a innovare per timore di incorrere in pesanti multe?

Se si annunciano sanzioni contro la guida in preda all’alcool c’è ovviamente il rischio che le osterie lavorino di meno. Ma la tutela della privacy esclude necessariamente l’innovazione? Le multe non sono un freno per chi vuole spingersi nel futuro. Il caso belga lo dimostra.

Si prevede anche un ampliamento della responsabilità legale per le aziende: sarà responsabile sia chi controlla sia chi processa i dati. In termini di sicurezza il doppio canale espone a maggiori rischi?

Non credo ci sia un rischio del genere. Si può discutere se sia un eccesso, ma parlare di rischi aggiuntivi per la sicurezza degli utenti è esagerato.

Sulla privacy la normativa europea è ferma al 1995. Che tipo di segnale è quello dell’Europa rispetto ad un tema così delicato, soprattutto dopo la bocciatura del Safe Harbor?

Noi abbiamo culture diverse dagli Usa. Loro non hanno mai avuto una guerra sul loro territorio, a parte quella di secessione, mentre gli sconvolgimenti hanno continuamente attraversato l’Europa specialmente nell’ultimo secolo. Noi nei trattati costitutivi della Comunità europea abbiamo messo il rispetto della dignità umana, e quindi la privacy, ai primi posti. Per gli americani è più importante il free-speech, la libertà di parola. Tanto per far capire la diversità di impostazione. Sicuramente le cicatrici della storia europea hanno avuto un peso importante nella definizione dei valori.

Quella dell’Ue è un’accelerazione? Il terrorismo sta avendo un ruolo in tal senso?

Non vedo un’accelerazione, sono anni che si parla di questi temi. Come del grande problema dell’one-stop-shop (le imprese si riferiranno ad un’unica Autorità di vigilanza, ndr) che ora è tornato in auge. Se c’è stata un’accelerazione è legata alla sentenza della Corte europea sul Safe Harbour e alla necessità di rimettere mano agli accordi con gli Usa. In realtà basta parlare con i cittadini americani per capire che per loro la privacy è un diritto commerciale. Tu decidi, se vuoi dar via i dati lo fai. Ma in realtà il consumatore non ha potere negoziale nei confronti del fornitore.

Volendo fare un parallelo con la sanità, in Italia abbiamo imposto l’utilizzo del casco perché non solo si riescono a salvare vite umane, ma al contempo si evitano oneri e costi per la società. Negli Stati Uniti una volta che hai preso la moto e fai un incidente devi avere la carta di credito. Questo per spiegare che negli Usa la privacy non ha una dimensione sociale come la concepiamo in Europa. Noi limitiamo l’autodeterminazione di una persona per tutelare l’intera società: crediamo che se qualcuno viola la privacy di un cittadino quel qualcuno può ottenere informazioni in modo illecito anche su altri. In senso lato potremmo dire che sono due prospettive radicate nel modo di concepire il mondo.

Crede che questa divergenza di vedute sia destinata a restare tale?

Aggiungiamo pure che loro hanno la common law, basata più sui provvedimenti giurisprudenziali, mentre i sistemi giuridici europei si basano quasi tutti sulla civil law, ossia il diritto scritto. Sono due approcci molto differenti a monte e questa differenza si ripercuote anche in materia di privacy. Si tratta di un tema comunque destinato a cambiare ancora nei prossimi secoli. I dati degli utenti sono una parte importante della dimensione immateriale delle persone che navigano online. La privacy sarà sempre in continua evoluzione e come tale andrà tenuta sotto osservazione.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati