Risparmio di tempo e di denaro per i Tribunali (quindi per il sistema Paese) e per gli studi legali. Ma anche un aiuto ai giudici per prendere decisioni più accurate. Sono i benefici teorici del Processo civile telematico (Pct), di cui già si vedono alcuni segnali concreti, anche se le potenzialità restano in buona parte inespresse (per colpa delle lacune tecnico-normative-organizzative di cui parliamo in questa inchiesta).
Eppure i vantaggi sono tanti e tali da incoraggiare a stringere i denti e andare avanti su questa strada. Una prima stima si può leggere nel sondaggio Osservatorio Ict & Professionisti 2014-2015 del Politecnico di Milano. Su 849 Studi legali intervistati, il 46% segnala un risparmio significativo di tempo grazie al Pct; il 27% un modesto risparmio di tempo. Il 18% non sa rispondere perché lo accusa di funzionare ancora male; il 9% non rileva benefici degni di nota. Sostanzialmente simili le percentuali per i Commercialisti (154 Studi) che lo usano per la curatela fallimentare.
Fatto sta che su alcuni distretti a campione i tempi medi di emissione dei decreti ingiuntivi telematici si sono drasticamente ridotti rispetto ai dodici mesi precedenti (novembre 2013-ottobre 2014): 10 giorni ad Ancona (-30%); 23 giorni a Catania (-45%), 33 giorni a Milano (-32%), 20 giorni a Roma (-57%), 16 giorno a Torino (-19%). Per i decreti ingiuntivi rivolti alle imprese, c’è un risparmio di tempo dell’80% (da 13 giorni medi a 0,3). Ogni 50 decreti ingiuntivi circa, l’uso della sola notifica telematica (invece che cartacea) fa risparmiare quasi 10 mila euro all’anno al singolo studio legale e circa 35 milioni di euro per il sistema Paese, secondo il Politecnico.
Può sembrare poco, ma bisogna considerare che questo beneficio è calcolato solo su una piccolissima parte dell’intero percorso dell’ingiunzione, che a sua volta è un piccolo ambito del Processo Civile Telematico. Le comunicazioni telematiche consegnate nel 2014 e ormai attivate in tutti i tribunali e le corti d’appello sono state quasi 13 milioni, con un risparmio stimato di 44 milioni di euro.
A Milano e Napoli si comincia a percepire un terzo vantaggio: la possibilità di migliorare la qualità delle decisioni. In quei due Tribunali sono già attivi infatti gli archivi digitali delle sentenze, che sono un patrimonio di cultura giurisprudenziale utile non solo ai giudici ma anche a chi, a vario titolo, studia o ricerca la materia. In questo caso, il valore del digitale è quello classico, coevo alla stessa internet: una migliore circolazione delle informazioni, una maggiore trasparenza del sistema. Da questi fattori derivano al solito vantaggi di lungo termine.
È forse ancora presto per parlare di benefici indubbi del Pct nel suo complesso, dato che le stime riguardano solo sue parti. E considerato che una buona percentuale di professionisti è ancora scettica. Rovesciando i dati dello studio del Politecnico, apprendiamo infatti che i benefici sono significativi solo per una minoranza (quel 46%, già citato). Per la maggioranza, questi non ci sono o sono risicati. Ma poiché i limiti del Pct non sono intrinseci al digitale ma dipendono da fattori contingenti, superabili, da questi stessi dati si può trarre conforto per proseguire il cammino. I benefici dovrebbero risultare più palesi con il tempo, una volta risolte le lacune del sistema e man mano che gli operatori si adatteranno alla novità.