STRATEGIE

Qualcomm lancia la sfida dell’Lte

Chipset performanti e a ridotto consumo di energia per smartphone e tablet, ma anche servizi e soluzioni tecnologiche all’avanguardia per le nuove reti mobili. Il chipmaker californiano presenta a Berlino i propri “gioielli”

Pubblicato il 11 Set 2012

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Qualcomm è mobile, sempre più mobile. La scelta dell’azienda di San Diego di puntare sin dall’inizio della sua vita sulle comunicazioni wireless si è rivelata vincente. E tutto fa pensare che lo sarà ancora di più in futuro. Lo si è visto oggi a Berlino dove in occasione dell’IQ2012 il chip-maker californiano ha presentato le principali applicazioni e tecnologie innovative su cui sta concentrando la propria attenzione per proporle nei prossimi mesi/anni al mercato, ai produttori di telefonini, ai gestori telefonici che si preparano ad investire nelle reti mobili di quarta generazione, alle aziende che delle soluzioni in mobilità hanno fatto il loro business; insomma, all’intero ecosistema, come va di moda dire oggi.

Ad impressionare sono stati i numeri presentati da Steve Mollenkopf, presidente e chief operating officer di Qualcomm: 21,2 miliardi di dollari investiti in ricerca e sviluppo, 483 milioni di chipset venduti in un anno: in media fa quasi un milione e mezzo di chipset al giorno, domeniche incluse. Così come colpiscono i 6 miliardi di connessioni mobili attive nel mondo. Con i Paesi emergenti che si stanno prendendo una fetta sempre più grande. E non solo con tecnologie arretrate. Negli emerging markets si contano già 9 miliardi di connessioni 3G.

Con la voce che diventa sempre più commodity, almeno tecnologicamente, a trainare la crescita sono soprattutto i dati. Secondo Mollenkopf, fra 2010 e 2015 assisteremo ad una impennata del traffico dati di 10-12 volte. Ma non è nulla: “Dobbiamo prepararci per un balzo ben maggiore, di mille volte. In futuro tutto sarà connesso e comunicherà reciprocamente: non solo le device tradizionali o le persone, ma anche le cose, gli oggetti. Ma in modo diverso rispetto oggi.Wifi, powerline, Lte, non farà differenza: il futuro è nei networking ibridi”, scommette il coo di Qualcomm. Con il telefonino a fare da telecomando per tutti gli oggetti collegati, ad esempio in casa, dal frigorifero all’impianto elettrico o Hi-Fi.

Rispetto ai concorrenti, Qualcomm vanta atout importanti: la lunga esperienza nella mobilità, la capacità di assemblare funzionalità diverse in un unico chipset, il decisamente più basso consumo di energia come testimonia lo Snapdragon S4, attuale ammiraglia della casa di San Diego.

Già ora, comunque, il traffico dati mobile genera un fatturato globale di 320 miliardi di dollari. La cifra impressiona ancora di più se si pensa che è superiore al giro d’affari dei settori della musica, del cinema, degli Isp e della tv via cavo messi insieme. “L’opportunità per l’industria del nostro settore è enorme”, chiosa Mollenkopf.

E Qualcomm si prepara, come si è visto oggi a Berlino, a rispondere alla mobilità del futuro. Magari con soluzioni che sembrano ancora incerte e lontane come la possibilità di ricaricare in funzionalità wireless un’auto elettrica o con proposte sulla realtà aumentata che, dopo che se ne parla da anni, solo ora cominciano ad avere le prime applicazioni pratiche. Le idee non mancano: al lavoro sull’augmented reality Qualcom conta 80.000 sviluppatori con 150.000 applicazioni già attive. Vedremo come reagirà il mercato.

Un settore più “caldo” è piuttosto quello dell’Lte. In alcuni Paesi gli investimenti nel 4G sono partiti, presto decolleranno un po’ ovunque. “Siamo pronti a fornire agli operatori telefonici soluzioni di avanguardia”, spiega Fabio Iaione, country manager per l’Italia. Qualcomm crede molto in una integrazione molto stretta fra rete e microcelle sparse ovunque nel territorio. E sui nuovi servizi che l’Lte consentirà di offrire ai clienti delle telco.

A Berlino sono state mostrate le potenzialità di quello che è chiamato EMBMS over Lte: una soluzione di brodcasting molto flessibile che consente di trasmettere sino ad otto canali video in contemporanea, ad esempio in occasione di eventi ad hoc come partite di calcio. O come l’Lte direct, basato su soluzioni peer to peer.

C’è un’altra scommessa che sembra ormai matura e ricca di prospettive: quella dell’e-health in mobilità. “Le soluzioni tecnologiche ci sono e con lo sviluppo delle reti Lte esse diventeranno ancora più efficaci e disponibili nel territorio – osserva Iaione – Si parla molto di riorganizzare la sanità, di tenere sotto controllo i costi, di offrire ai cittadini la possibilità di avere un servizio disponibile sempre, giorno e notte: le soluzioni di e.health mobile possono offrire un contributo determinante”.

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