OSSERVATORI POLIMI

Real estate, Ict pilastro della ripresa

Senza un adeguato sostegno informatico le aziende del settore rischiano serie difficoltà decisionali. L’inefficienza si traduce in maggiori oneri che il comparto, in particolare quello pubblico, non può permettersi. Alfabetizzazione degli addetti il nodo da sciogliere

Pubblicato il 16 Set 2013

reti-network-internet-111111124340

Ict sinonimo di sviluppo. Su queste pagine, nel corso dei mesi, abbiamo riportato situazioni concrete e risultati di ricerche, che supportano l’equivalenza iniziale. Gli esempi che testimoniano il valore economico delle Ict hanno riguardato il settore pubblico, la sanità, ma anche il mondo dell’impresa privata. La diffusione tecnologica nell’ambito dei processi di acquisto e di vendita, dei sistemi di pagamento, della gestione amministrativa dei documenti legati alle transazioni commerciali, generano tali e tanti benefici in termini di maggiore efficienza, qualità degli output, risparmi di risorse, che non risulta spiegabile la lentezza con cui il Paese si sta muovendo verso una più marcata diffusione delle tecnologie nell’ambito dei processi lavorativi. Anche il settore dell’Edilizia Residenziale Pubblica (Erp) non si sottrae a questa regola. Qualche dato è, però, utile per descriverne i confini quantitativi e quelli di adozione delle Ict.

In Italia si stima circa un milione di edifici di residenza pubblica, pari a 100mila mq, che generano un fabbisogno di manutenzione per quasi 4 miliardi. Nella sola Lombardia l’Aler – ora trasformata in Alpe (Azienda Lombarda Pubblica Edilizia) – gestisce con i suoi 1.200 dipendenti distribuiti in 20 uffici, circa 110mila unità immobiliari, l’80% delle quali di natura residenziale, per un totale di 2 milioni di mq. “Gli attori del Real Estate – afferma Mario Caputi, responsabile scientifico dell’Osservatorio Ict nel Real Estate della School of Management del Politecnico di Milano – si dividono tra proprietari utilizzatori, che comprendono banche, aziende ospedaliere, grandi imprese private, proprietari gestori, prevalentemente di natura pubblica e, infine, investitori finanziari, cioè le Sgr, concentrate sulla gestione dei fondi immobiliari. Senza dimenticare gli outsourcer specializzati, che supportano i soggetti citati nelle attività di gestione del patrimonio immobiliare”.

Le necessità conoscitive dei singoli attori abbracciano una sfera che va dal censimento dei beni alla consapevolezza sullo stato di conservazione degli stessi, fino alla determinazione del loro valore potenziale, grazie ad azioni da porre in essere per incrementarne il valore di mercato. “La complessità, dovuta al contenuto delle attività da svolgere, alla quantità delle informazioni da gestire e al numero dei soggetti coinvolti – prosegue Caputi – rende imprescindibile il ricorso alle Ict. Senza un adeguato sostegno informatico le organizzazioni del Real Estate rischiano di non avere adeguati supporti alle decisioni da prendere. L’inefficienza, che significa costi superiori al necessario, può rendere insopportabile, soprattutto in ambito pubblico, l’onere di alcune attività, anche se di rilievo sociale”.

“Solo il 5% dei proprietari gestori – spiega Andrea Gaschi, responsabile della Ricerca dell’Osservatorio Ict nel Real Estate – copre con le Ict tutti i processi gestionali. Il 40%, costituito prevalentemente dai gestori di Edilizia Residenziale Pubblica, ha una copertura parziale e, di solito, non integrata con il sistema informativo aziendale. Chi preoccupa è, tuttavia, il 55% dei soggetti che hanno una copertura limitata dei processi tramite le Ict”. Comuni, Province e Regioni ancora una volta cedono il passo. La gestione delle anagrafiche dei locatari, delle graduatorie, dei contratti con i relativi adeguamenti, delle morosità, dei preventivi e dei consuntivi di spesa, degli abbinamenti tra domanda e offerta, necessitano di un supporto informatico diffuso e specialistico. La sua mancanza induce alla gestione non solo inefficiente, ma pone dubbi sulla sua sostenibilità, in antitesi con un bisogno sociale da soddisfare. Solo gli investitori finanziari rivelano una propensione all’utilizzo diffuso delle Ict, segno che la necessità di garantire risultati ai sottoscrittori stimola la ricerca dell’efficienza funzionale al risultato. Il campione intervistato individua alcune cause della scarso utilizzo delle Ict nel Real Estate: la mancanza di budget, il pay-back time ritenuto eccessivo e, cosa più grave, vertici aziendali non in grado di riconoscere alle Ict la capacità di generare valore. L’alfabetizzazione, grazie anche all’attività dei fornitori, insieme alla necessità di un avvicendamento non solo generazionale nelle posizioni apicali, diventano, quindi, le strade da percorrere con una certa urgenza, per rendere economica la gestione dei patrimoni immobiliari.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati