L'INTERVISTA

Relatech, conti record e stime al rialzo. L’Ad Lambardi: “La chiave è l’innovazione”

L’azienda ha chiuso il primo semestre con ricavi a 9 milioni (+42%), di cui quelli ricorrenti a +146%. E dopo lo sbarco all’Aim, per il 2020 prevede nuove acquisizioni finalizzate alla crescita. Ingenti gli investimenti in ricerca e sviluppo e nelle new skills

Pubblicato il 01 Ott 2019

relatech lambardi

“La sfida del digitale impone alle imprese di rimodellare ed innovare i propri processi di business. Oggi diventa essenziale raccogliere, interpretare e proteggere il proliferare di enormi quantità di dati. E’ una sfida che coinvolge creatività, ingegno, passione ma anche tecnologia, organizzazione e capacità gestionale. E ci auguriamo che il governo incentivi sempre più l’innovazione”: è un messaggio chiaro quello di Pasquale Lambardi, fondatore e amministratore delegato di Relatech, azienda sbarcata a giugno sull’Aim di Borsa Italiana (con un debutto a doppia cifra, +21% a 2,6 euro) che ha messo a segno una semestrale in forte crescita. Con ricavi a quota 9 milioni di euro (+42% rispetto a giugno 2018) e ricavi ricorrenti a 1,9 milioni (+146% rispetto a un anno fa), l’azienda ha posto le basi per “un futuro solido”, trainato da una forte ambizione e obiettivi chiari.

“L’industria italiana ha un brand di prodotti importante, ma lato servizi deve ancora crescere molto. La ricerca e lo sviluppo sono la chiave della nuova competitività”, sottolinea a Corcom il numero uno dell’azienda, il quale indica nel 2019 un anno importante, più che importante: “Il debutto all’Aim segna una nuova fase nella nostra storia e ci consente di perseguire i nostri obiettivi di crescita”, racconta a Corcom il numero uno dell’azienda.

Lambardi, come sosterrete la crescita futura?

Puntiamo su due driver. In primis la crescita per linee interne, attraverso gli investimenti in risorse umane strettamente connessi con quelli in ricerca e sviluppo – che cubano attualmente il 9% dei ricavi e vogliamo continuare su questo trend – per la messa a punto di innovative soluzioni destinate ai mercati verticali. E poi puntiamo sulle acquisizioni. A fine 2018 abbiamo finalizzato quella del ramo di azienda di Con.nexo che ci ha consentito di incrementare del 40% la customer base e anche di dotarci di competenze importanti nonché di ampliare il nostro orizzonte di partner: oltre a Ibm, con cui abbiamo rafforzato la nostra partnership a luglio, possiamo infatti ora contare anche su Microsoft e Oracle. Ci tengo inoltre a sottolineare che a febbraio la nostra “ReZone A.I. Customer Engagement Solution” è stata premiata come la migliore soluzione di Artificial Intelligence per la Customer Experience all’Ibm Beacon Award.

Ricerca e sviluppo, competenze, innovazione: sono questi i vostri punti di forza?

Assolutamente sì. Quest’anno, come le dicevo, abbiamo già ampliato la nostra squadra. E continuiamo a guardare con interesse a figure specializzate che possano consentirci di sviluppare al meglio il business nelle nostre quattro famiglie di soluzioni: digital customer experience, intelligenza artificiale (big data analyitcs) cybersecurity (anche attraverso blockchain) e IoT. Quattro famiglie distinte su cui abbiamo competenze trasversali e verticali che ci consentono di porci come interlocutore unico su molti fronti per aziende di medio-grandi e anche piccole dimensioni, startup incluse. Si tratta di un fattore distintivo importante in un mercato come quello italiano, ancora molto frammentato e in cui c’è molto da fare in particolare sulla digitalizzazione dei processi.

Di quali competenze siete a caccia?

Proseguiremo con l’integrazione di figure specializzate nel settore dell’intelligenza artificiale, in particolare data scientist e data engineer, ma anche della cybersecurity, della blockchain e dell’IoT. La disponibilità di competenze adeguate sul mercato è decisamente un fattore di criticità – sul mercato italiano ma non solo – ed è per questo che abbiamo avviato tutta una serie di attività con le università e avviato delle vere e proprie factory dove formare giovani studenti e attrarre nuovi talenti. Rispetto ad altre aziende abbiamo inoltre investito molto sul Sud Italia attraverso le nostre sedi di Napoli e Cosenza: il Mezzogiorno è un importante bacino di risorse anche per la competizione meno agguerrita che caratterizza il Nord. Non ultimo, investiamo molto anche sul personale interno, strutturando piani di formazione sulle nuove tecnologie e attraverso incentivi, quali bonus e premi, per stimolare l’innovazione.

Qual è il mercato su cui state puntando maggiormente?

Stiamo lavorando molto su Industria 4.0, un mercato da cui ci aspettiamo molto considerate le potenzialità di crescita in Italia. Le nostre soluzioni impattano su tutti i processi dell’industria, da quelli di gestione fino alla creazione di efficienza sulla catena produttiva e distributiva. Ad esempio abbiamo tutta una serie di strumenti che permettono di gestire in maniera predittiva l’assistenza e gli impianti di produzione. Nonché soluzioni che grazie ad algoritmi innovativi, frutto dei nostri investimenti in ricerca e sviluppo, permettono di ottenere grandi miglioramenti in tutte le fasi della catena. E ancora, nell’agrifood, stiamo introducendo tecnologie innovative come la blockchain per la gestione della tracciabilità. Senza contare poi le innovazioni possibili in ambito luxury, telco e retail. In quest’ultimo settore contiamo già fra l’altro un caso molto significativo.

Di cosa si tratta?

Per il Brand  Apoteca Natura, del gruppo Aboca, abbiamo personalizzato la nostra soluzione ReZone sviluppando per loro la Soluzione Health&Loyalty System che ha permesso loro di vincere il premio Nazionale per l’innovazione 2018, alias il Premio Dei Premi conferito dal Presidente della Repubblica con la motivazione di esser stati “Campioni dell’innovazione per l’Italia del cambiamento”. Health & Loyalty System è un sistema digitale di condivisione dati e informazioni sulla salute che integra in un unico supporto uno strumento rivolto al farmacista (dashboard) e un’app rivolta al consumatore (MyApotecaNatura) con otto aree funzionali. Nasce per migliorare la gestione della salute di ognuno di noi e al contempo valorizzare il lavoro del farmacista. La forza del progetto è stata proprio quella di intervenire direttamente per migliorare l’efficienza e quindi spingere il business dell’azienda. Innovazione concreta dunque, che porta risultati concreti, attraverso l’allineamento delle nostre soluzioni alle esigenze del cliente. Relatech è sì un player digitale, ma per noi è importante innovare.

Cosa vi aspettate in termini di business di qui ai prossimi mesi?

Vogliamo consolidare la leadership in Italia dove, ripeto, ci sono ampi margini di miglioramento e c’è la possibilità di ritagliarsi un ruolo importante, anche e soprattutto grazie al sostegno della rete di partner. Il nostro vuole essere un approccio “vendor-neutral”: quel che ci interessa è proporre le soluzioni più adatte a soddisfare la domanda di mercato attraverso una value proposition orientata alla crescita. Crescita e sostenibilità sono le nostre “missioni”: lo sbarco in Borsa è finalizzato proprio a questo. Investiremo la maggior parte delle risorse in ricerca e innovazione anche in nuove acquisizioni, in programma per il 2020, che ci consentano di rafforzarci sul mercato e creare valore per gli azionisti e gli investitori.

IL PRIMO SEMESTRE 2019 DI RELATECH

Ricavi: Euro 9,0 milioni, +42% vs 30 giugno 2018 (Euro 6,4 milioni)

Canoni Ricorrenti: 21% dei ricavi, +146% circa vs 30 giugno 2018

EBITDA adjusted: Euro 1,2 milioni, +42,0% vs 30 giugno 2018 (Euro 0,8 milioni)

EBIT adjusted: Euro 1,0 milioni, +31,4% vs 30 giugno 2018 (Euro 0,8 milioni)

Risultato netto adjusted: Euro 0,7 milioni, +38,9% vs 30 giugno 2018 (Euro 0,5 milioni)

PFN: Cassa per Euro 3,4 milioni (Euro 1,1 milioni di indebitamento netto al 31/12/2018)

Investimenti in R&D: Euro 0,8 milioni, +86% vs 30 giugno 2018 (Euro 0,4 milioni)

Cash Conversion Ratio: 100%

Customer base in crescita del +48% vs 30 giugno 2018

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