IL CDM

Riforma PA, conto alla rovescia per l’approvazione: focus sul nuovo Cad

Sono 11 i decreti attuativi del ddl Madia che arriverano sul tavolo del preconsiglio dei ministri di domani. Tra questi il provvedimento sulle norme che regolano Spid. All’esame anche la riduzione delle partecipate

Pubblicato il 13 Gen 2016

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La tanto attesa riforma della Pubblica Amministrazione sta per diventare realtà. Gli undici decreti attuativi della ddl Madia arriveranno sul tavolo del pre-consiglio dei ministri domani, giovedì 14 gennaio, che deciderà quali presentare al Consiglio dei Ministri che si terrà verenrdì.

Tanti i cambiamenti previsti sul fronte innovazione: dalla riforma del Cad che serve per regolare il rilaascio dell’identità digitale fino alla riduzione delle partecipate, anche le in house dell’Ict alle, passando per il Foia e le riunioni telematiche della conferenza dei servizi. “Una riforma a tutto tondo dunque che punta a creare strutture più efficienti, eliminando sprechi, riducendo la burocrazia ponendo in essere basi solide per favorire gli investimenti delle aziende e semplificare la vita dei cittadini”, fanno sapere dal ministero della PA e Semplificazione. Con la riforma, il governo prevede dei risparmi, il cui ammontare non è però ancora stato quantificato.

Queste le principali novità in arrivo.

PARTECIPATE E SERVIZI PUBBLICI LOCALI: arriva l’atteso riordino delle società a partecipazione pubblica e dei servizi pubblici locali. Previsti una serie di obblighi di riduzione degli organici e delle spese di personale con nuove regole sulla mobilità. Per gli spostamenti di personale fino a 50 chilometri non sarà necessario il preventivo accordo con i sindacati. Per le società a partecipazione pubblica, anche le in-house Ict, dovrebbe arrivare il passaggio da circa 8mila a mille aziende pubbliche. Entro un anno si dovrà dire addio alle prime duemila società. A sparire saranno le micro-aziende, i doppioni, le inattive e quelle in rosso. Prevista anche la pulizia delle poltrone con cda azzerati e giro di vite sugli stipendi dei manager. In generale, con la riforma si punta ad avvicinare il più possibile le società pubbliche alle aziende private, anche con l’applicazione delle regole sulle crisi d’impresa e della legge fallimentare.

RIFORMA DEL CAD. Nelle nuove norme ci sarà la prima cornice normativa di supporto a Spid (identità digitale) e Italia Login. La riforma del Cad non cambierà Spid, rispetto a quanto già previsto nei decreti attuativi varati, ma serve appunto da cornice normativa per farlo partire senza ulteriori indugi, spingendo le amministrazioni pubbliche a aderire (tutte entro 24 mesi). Il Cad però dovrà anche fare spazio, nel nostro ordinamento, alle novità introdotte dal Regolamento europeo eIDAS in fatto di autenticazione e firma elettronica. Un adeguamento su cui l’Italia ha tempo fino a luglio (il Regolamento è esecutivo da settembre).

FOIA. I decreti della legge Madia dovrebbero anche dare all’Italia il primo vero Freedom of information act (Foia), per la trasparenza degli atti pubblici.

CONFERENZE DEI SERVIZI: si svolgeranno via web per arrivare alla decisione finale entro 60 giorni. Si dimezzano i tempi per concedere autorizzazioni, licenze, permessi o nulla osta per insediamenti produttivi a elevato potenziale economico e occupazionale.

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